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Sunday Bloody Sunday

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Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Lun Giu 05, 2017 6:43 pm

L'uomo è seduto dietro la scrivania, di fronte a lui svariati plichi di rapporti ed appunti giacciono in maniera disordinata.
Una grossa mappa della zona circostante è srotolata sopra di essi, alcuni punti sono evidenziati in rosso.
Una sala comando molto grezza, ma del resto il quartier generale della Ribellione è formato praticamente da una dozzina di persone che si arrangiano con il poco che hanno.
L'uomo con la benda osserva il suo superiore studiare la mappa.

“Generale tutto bene? Sarà almeno un'ora che fissate la mappa senza dire una parola.”

Roland alza di scatto la testa e guarda Zachary con aria sognante.

“Si tenente, stavo pensando ad un piano. Riesci a mettermi in contatto con lo Squadrone XXX? Ho un'idea da sottoporgli.”

Nel frattempo la stanza trema per i colpi d'artiglieria; le armi dell'Oppressione tentano di abbattere ogni resistenza di quel pugno di disperati combattenti per la libertà.

Emidees, 5 Maggio 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Mar Giu 06, 2017 9:26 am

"Stammi bene a sentire…"
L’uomo si avventò sul ragazzino intimorito avvicinandosi di scatto, faccia a faccia; il quindicenne era sul orlo di una crisi di pianto.
"Stammi ben a sentire razza di frocetto.. c’è una guerra la fuori, la gente si ammazza per un po d’acqua e te stai qua a piangerti addosso? A casa tua dovevi rimanere a fare la checca isterica con quella troia di tua madre!"
"Smettila di parlare così!"
Il ragazzino stava facendo di tutto per mostrarsi forte, coraggioso e non intimorito. L’uomo alzò il braccio e colpi violentemente il ragazzo sul volto con la sua mano pesante, scaraventandolo a terra.
"Pensi che questo soldato si sarebbe fatto degli scrupoli? Pensi che ti avrebbe graziato se avessi deciso di andare con lui?"
L’uomo parlò indicando con il dito un soldato imbavagliato e legato, svenuto a terra in un angolo della stanza; fuori si continuavano a sentire degli spari e delle urla.
"Io ti giuro che se non tiri fuori le palle e non lo ammazzi, lo ammazzo io e insieme a lui ammazzo anche te!"
Il ragazzo non parlava, ora le lacrime scorrevano sul suo volto rigando le guance. L’uomo gli porse un pugnale già sporco di sangue.
"Non voglio sprecare munizioni.. datti da fare o ti ribalto di botte. Fallo per tua madre, per tua sorella. Fallo per poterle riabbracciare."
Il ragazzo si tirò su da terra, si asciugò il volto con la manica della maglietta ormai tutta impolverata e bucata.
"Va bene, papà."
Afferrò il pugnale, si avvicinò al soldato. La mano tremava e di nuovo sentì il calore delle lacrime invadergli gli occhi.  Li chiuse, appoggiò la lama sulla gola dell’uomo e dopo aver esitato qualche secondo tagliò la giugulare. Il sangue iniziò ad uscire a fiotti e il ragazzo indietreggiò terrorizzato.
"Bravo figliolo, così si fa."
L’uomo diede una pacca sulla spalla al figlio
"Ora ripulisci tutto."
E se ne andò, ascoltando il figlio singhiozzare. I sensi di colpa lo pervasero, non avrebbe mai voluto dover arrivare a tanto, ma gli doveva insegnare a difendersi, ad essere più uomo, più coraggioso. In fondo sapeva che tra i due quello che sarebbe sopravvissuto sarebbe stato il figlio, lui era ormai troppo vecchio per combattere una guerra. Clay doveva tornare dalla madre e dalla sorella, doveva salvarle.

Emidees, inizi di Maggio 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Gio Giu 08, 2017 9:55 am

L'elegante ufficio è invaso dal fumo della pipa, le luci soffuse ed i pesanti velluti rendono l'atmosfera languida.
Il damerino dal passo svelto si fa largo tra i servi mezzi nudi, uomini e donne indistintamente ma ognuno rigorosamente di bell'aspetto.  
Seduto sull'elegante poltrona un giovane uomo biondo e ben vestito si gode la sua ricchezza.
Il servitore si inchina vistosamente al suo padrone prima di parlare.
“Monsieur Lafayette, scusate se vi disturbo ma ho brutte notizie.”
Il Gran Padrone lo guarda con aria annoiata e schifata al tempo stesso.
“Dimmi Jean Claude, perché mi disturbi? Che notizie mi porti.”
Gli sbuffi di fumo della pipa vanno ad inondare il volto del servitore che tossisce affannosamente.
“Monsieur, i due camion di cibo in scatola che avevate inviato ad i soldati di Alleister come segno della vostra buona volontà, sono stati catturati dai luridi ribelli.”
Il ricco gentiluomo continua a guardare con disprezzo il suo sottoposto, il volto impassibile.
“Che peccato, sono così dispiaciuto. Ci tenevo tanto ad aiutare sua Grazia.”
Le parole sono ben scandite e lente.
“Avete degli ordini in merito? Volete organizzare una qualche rappresaglia?”
Lafayette chiude per un attimo gli occhi e scuote leggermente la testa.
“Assolutamente no, le rappresaglie costano ed io non spreco il mio denaro. Vai pure fuori dai piedi e non assillarmi più con queste quisquilie.”
Il servo si allontana frettolosamente.
“Ho distintamente notato il tuo sarcasmo Francoise, devi imparare a dissimularlo meglio.”
Un avvenente donna in abito da sera emerge sinuosamente dalle ombre.
Il biondo proprietario del Sud si gira verso la donna tutt'altro che sorpreso.
“E tu Pantera dovresti imparare a fidarti di me ed a smetterla di spiarmi.”
La donna arriccia le labbra, strizza lo sguardo e si siede sulla scrivania avvicinandosi al gentiluomo.
“Sai, mi sono presa la libertà di osservare il tragitto che tu stesso hai ordinato. Mi chiedo come mai tu abbia scelto una strada così lunga e vicina all'area ancora occupata dalla Ribellione.”
Lafayette la guarda con aria annoiata e fa spallucce.
“Cosa vuoi che ti dica, sono un ricco mercante di schiavi, non un cartografo od un camionista. Sarò stato sbadato.”
La donna si avvicina ancora di più al suo elegante interlocutore.
“Oh  si, sei proprio uno sbadato. Sarà una coincidenza il fatto che tra i ribelli ci siano i tuoi parenti ed addirittura la giovane figlia del compianto Rufus di cui stavi comprando la verginità.”
Il Gran Padrone smette per un attimo il suo sorriso sornione e ricambia lo sguardo di sfida.
“Matrimonio, stavo contrattando con sua madre il matrimonio. Insomma solo una questione d'affari. Non dirmi che sei gelosa.”
Pantera assume un'espressione da finta offesa, degna di una diva della vecchia era del cinema.
“Io?! Come potrei essere gelosa? Del resto sono solo puttana di Sugar Daddy!”
Un attimo di silenzio tra i due, improvvisamente iniziano a ridere complici.

Maison Lafayette, vicino Montgomery, Alabama, inizi di Maggio 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Dom Giu 11, 2017 4:51 pm

Hanno preso la zona Nord, quindi?
Si, Tommy.
Un uomo seduto comodamente su una poltrona fuma lentamente, parlando alla volta di una figura di spalle.
Quanti sono ora ad Emidees?
Non lo so, Tommy... tanti, comunque. Troppi da sfamare, ma troppo pochi per combattere. Penso che anche i rifornimenti non siano moltissimi.

Bene Arthur, toccherà dargli una mano.”
La figura di spalle si gira, rivelando un viso femminile.
Tommy si dirige verso il posacenere con passo lento.
“Dì a Mary di fissarmi un appuntamento con Solomons alle 14:00 di oggi. È mia ferma intenzione, come ben saprai, di spodestare la Cagna di Urania.
Nessuno di noi approva quello che lei fa, Tommy, nessuno. Nè I campi, nè I rastrellamenti e neppure quel fottuto modo di fare del cazzo.
La ragazza si accende un'altra sigaretta.
Dici bene, fratello mio, dici bene. Penso sia giunto il momento per noi di uscire dall'ombra e di schierarci politicamente.”
Arthur sorride e solleva un bicchierino ripieno di un liquido ambrato, alla salute della sorella, prima di berlo in un sol fiato.

Quartier Generale dei Peaky Blinders, Urania
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Lun Giu 12, 2017 5:51 pm

Ore 22.30

Kappa osserva l'orologio per un'ultima volta. Il piano è stato studiato nei minimi particolari ed anche l'orario è fondamentale. Una notte calda ed afosa tra le alture dell'Arizona, una luna piena è sorta nel cielo. Una luna rossa, presagio della notte sanguinosa che li attende. Il gruppo di ribelli osserva il suo obiettivo: una piccola struttura di cemento armato con un'antenna di metallo sul tetto. La situazione sembra tranquilla. La luce di un faro illumina la porta di metallo che chiude la struttura. Di fronte ad essa un paio di soldati in mimetica fumano  una sigaretta e parlottano scherzosamente tra di loro. Kappa ha i pugnali pronti ed affilati, si gira ed osserva la sua squadra.
Red è come sempre inquietante e spettrale nella sua divisa nera, ha già le armi sfoderate. Paddy è di fianco a loro, il volto truccato da morto “porque es una buena noche para morir”. Dialma è nascosta ed osserva il gruppo in silenzio. Il volto di Rolf è coperto dal cappuccio ma i suoi occhi osservano ogni mossa. Yueh respira affannosamente dopo aver portato la radio fin in cima sul crinale. Desmond è visibilmente impaurito, ha protestato più volte ribadendo di non essere adatto all'azione ma ora è lì a fare la sua parte. Matthew attende pazientemente in silenzio dopo aver controllato l'equipaggiamento medico. Domino è pronta all'azione, le pistole cariche ed oliate.

Kappa chiude un attimo gli occhi per concentrarsi, non c'è un minuto da perdere. Guarda Red ed i due si capiscono al volo. Nella notte più profonda i due escono dal loro nascondiglio al limitare di un boschetto. Silenziosamente si muovono lungo il perimetro per evitare le guardie. Circa trenta metri li separano dal lato del centro comunicazioni. Velocemente i due esploratori si portano in avanti senza far rumore arrivando ad un fianco della struttura.

Una finestrella gli permette di sbirciare dentro. Una grande stanza illuminata dai neon, circa una decina di persone al suo interno. Un paio di soldati dormono sulle brande, un sergente ed un caporale giocano a carte mentre un altro graduato è alla radio. Un soldato legge l'Urania Post su cui campeggia la scritta “EMIDEES PRONTA A CADERE!”. Altri quattro soldati sono in un angolo della stanza a bere birra ed a scherzare. Non sembra ci siano altre entrate od uscite.

Red e Kappa si guardano, Kappa fa un cenno con la testa e prendono la via per il ritorno.
Un breve tragitto, silenzioso e nascosto, li riporta dai loro compagni che si radunano intorno a loro.
“Bene ragazzi, sembra che non ci siano grosse sorprese. Niente mine ne trappole, una dozzina di uomini in totale, dieci dentro e due fuori. Dialma e Rolf voi vi occuperete delle due sentinelle. Noi altri entriamo dentro, facciamo fuori gli altri. Qualunque cosa succede lo stronzo alla radio dobbiamo prenderlo vivo. Non possiamo usare granate a frammentazione, c'è il rischio che la loro radio si rompa. Sarà un lavoro di pugnali e pistole. I medici rimangono dietro ed aspettano il mio segnale. Domino ci copre all'esterno una volta entrati. Tutto chiaro?”
Il gruppo annuisce silenziosamente.

Rolf e Dialma prendono due strade diverse, lui a sinistra e lei a destra. Nel silenzio della notte arrivano ai fianchi della struttura.

“Sai, alla fine abbiamo avuto culo ad essere stati assegnati qui piuttosto che in città. Nessun pericolo, nessuna minaccia. La feccia ribelle ormai verrà spazzata via e non abbiamo nemmeno rischiato la pellaccia.”
Il soldato più anziano appoggia il fucile al muro con un gesto distratto.
“Sarà, avrei preferito combattere per Sua Grazia contro quei criminali. Lei fa tanto per noi...”
Il giovane soldato sembra rimproverare il suo commilitone.
“Si si come vuoi tu, capirai con il tempo che è meglio portare la vita a casa piuttosto che fare gli eroi. Ehi che cazzo è stato quel rumore?!”
I due soldati si girano verso sinistra per trovarsi di fronte l'alto uomo del nord. Non fanno in tempo a dire una parola che Rolf ha già pugnalato al cuore il soldato più giovane che si accascia con gli occhi sbarrati. L'altro militare rimane impietrito dalla paura e dalla sorpresa. Vorrebbe urlare ma sente solo il sapore metallico del sangue in bocca. Il fiato non riesce ad uscire, la lama di Dialma gli spunta dalla gola. Il sangue esce a fiotti imbrattando la faccia di Rolf che si trova di fronte a lui. Con un gesto rapido Dialma sfila la lama ed il corpo del soldato si accascia nella polvere.

Anche gli altri ora sono all'ingresso. Domino rimane indietro per coprire il gruppo. Kappa si avvicina alla porta estraendo i suoi arnesi da scasso. Un lavoretto facile facile, pochi secondi e la serratura scatta. Il gruppo di esploratori sa che deve entrare in fretta, ha pochi secondi per limitare i danni e neutralizzare i nemici. Kappa sa esattamente cosa deve fare, estrae una flashbang e fa cenno ai suoi di attendere il segnale. L'uomo apre la porta quel tanto che  basta da sbirciare dentro, i soldati sembrano non essersi accorti di nulla. Kappa fa un cenno a Paddy, il messicano annuisce e sparisce nel buio. Passano 60 secondi.  Kappa da gli ultimi ordini a gesti poi toglie la linguetta alla granata e la lancia dentro.

L'ordigno stordente attera dentro la stanza, i soldati vengono investiti da una luce abbagliante ed un suono sordo li manda in confusione. 10 secondi, i ribelli schizzano dentro, le loro lame sono rapide e precise. Rimane vivo solo il tecnico alla radio che apre gli occhi e si trova il coltello di Red puntato alla gola. L'uomo sbianca di colpo; intorno a lui i suoi compagni morti ed un gruppo di ribelli.

"Che diavolo è successo?! Come hanno fatto?! Possibile che questi siano i quattro criminali cenciosi ed impreparati dipinti dalla propaganda del Ministero? Ma sopratutto ora cosa cazzo faccio?!"
Questi sono i pensieri del soldato.

La radio, che aveva smesso di gracchiare misteriosamente prima dell'attacco, ora riparte. Dalla porta entrano i medici e Paddy.

“Todo bien Kappa? Ho riattivato la radio como me avevi chiesto, ora es de nuevo attiva.”

“Ottimo Paddy, Yueh mettiti subito alla radio, Red fai cantare l'amico.”

L'uomo in nero con un calcio fa cadere il cadavere di un soldato da una sedia e la trascina fino a sedersi di fronte al prigioniero terrorizzato. Di fianco al militare Dialma e Rolf lo tengono sotto minaccia dei loro pugnali.

Mentre Yhue armeggia con la radio Red si scrocchia le dita.

“Bene, amico mio, ora il gioco è questo. Tu ci aiuterai a trasmettere un ordine e noi ti lasceremo in vita.”

Kappa nel frattempo lancia una pacchetto a Paddy.

“Sai cosa fare.”

Il messicano annuisce ed esce dalla porta.

Il militare trema visibilmente.
“I-io n-non so nulla signore. S-sono solo un a-a-addetto radio.”

Dietro il passamontagna nero gli occhi di Red brillano di una luce sinistra.

“Non rendere la cosa difficile. Sai, il mio amico del Nord qui è molto affamato. Non vorrei mai che decida di fare lo spuntino di mezzanotte.”

Rolf interpreta bene il suo ruolo e sogghigna mentre guarda il prigioniero mostrando i denti. Il sangue della sentinella uccisa ancora sul viso fa il resto.

“Va bene, vi aiuterò.”

Red si accomoda sulla sedia.

“Visto, è stato più semplice del previsto. Tutto tuo Yueh.”

Il medico si avvicina con calma e fare assicurante. Nel frattempo gli altri ribelli continuano a controllare il perimetro. Domino è rimasta fuori dalla struttura.

“Bene, ora devi metterti in contatto con la batteria di artiglieria di questo settore e comunicare di aprire il fuoco sul deposito di carburante perché sotto attacco da parte dei ribelli.”

Il fare di Yueh è particolarmente conciliante, l'uomo annuisce. Sotto lo sguardo della lame dei ribelli , si avvicina alla radio ed inizia a girare delle manopole.

“Qui stazione Bravo Echo Sierra, batteria Tango India Foxtrot mi ricevete?”

Un momento di silenzio, più passa il tempo più la paura dei ribelli di esser compromessi si fa certezza. Dopo circa trenta secondi di rumore bianco una voce si sente dall'altra parte.

“Qui Tango India Foxtrot, ti ricevo Bravo Echo Sierra, parla pure.”

“Informate il comandante della batteria di aprire il fuoco sulla posizione di Zulu Oscar Mike. Ricevuta comunicazione standard di evacuazione della struttura da parte delle nostre forze. Si registra un attacco in forze da parte di ribelli. Priorità: evitare che materiale prezioso finisca in mano ai nemici.”

Un momento di silenzio. I commandos ribelli si guardano tra di loro. “Speriamo che se la bevano” è il pensiero comune.

“Qui Tenente Bray, matricola T6F7, da chi avete ricevuto l'ordine? Fatemi parlare con il vostro sottufficiale.”

Un momento di silenzio, Kappa guarda gli altri. Un attimo di sbandamento o d'incertezza potrebbe compromettere il piano. Non è la prima volta che l'uomo del Sud si trova in una situazione del genere, improvvisamente gli viene in mente la missione di Candyland, del resto ha visto e vissuto di peggio.
Con un movimento rapido afferra il microfono.

“Qui capitano Reinhardt, matricola P1R4 sono stato inviato personalmente dal Generale Cooper. I ribelli hanno sabotato le linee di comunicazione prima dell'attacco. Zulu Oscar Mike è riuscito a comunicare l'attacco prima che tagliassero anche la sua comunicazione. Sono stato inviato dal comando all'unico centro di comunicazioni funzionante al momento per dare quest'ordine del Generale Cooper. Lo esegua immediatamente, è un ordine di massima urgenza.”

“Ma… ma capitano, signore, non abbiamo ricevuto altre comunicazioni in merito, la procedura è anomala. Vorrei una conferma dal comando di settore.”

“Siamo in guerra Tenente, succedono cose anomale. Ogni secondo è prezioso. In questo momento i ribelli staranno rubando il nostro  carburante. Lo spiegherà lei al Generale? O addirittura a Sua Grazia?!”

Un momento di silenzio, sono tutti impietriti.

“Ricevuto signore, provvedo ad allertare le batterie e ad aprire il fuoco sulla postazione. Il tiro sarà ad alzo massimo, non garantisco sulla precisione. Passo.”

“Passo e chiudo.”

I ribelli si guardano. Un momento di silenzio.

“Cazzo quanto mi sento sporco, ho bisogno di un bagno.” Kappa ride, anche altri si uniscono a lui in una risata liberatoria.

Domino osserva la strada sterrata d'accesso, improvvisamente da dietro la curva un paio di fari illuminano il piazzale. Una piccola Jeep arriva. Domino decide di rimanere nel piazzale ma spostarsi in una zona più in ombra per celare il più possibile la sua presenza.

La jeep si ferma, due soldati scendono. Vedono la figura metà in ombra.

“Ehi bella, sei una dei rimpiazzi? Dai, vieni qui a conoscere due veterani.”
Il soldato ride sguaiatamente. Il compagno esce dal posto di guida.
“Smettila Jhonson, tu piuttosto dacci una mano, dobbiamo guidare il convoglio alla caserma Tango India Kilo. Prima che arrivino gli altri ed il nostro capitano rompa le palle dacci le indicazioni o chiama i tuoi superiori.” Nel mentre i due soldati armati di fucile si dirigono verso la giovane.

Domino sbuffa e fa scattare la sicura delle due pistole. Un dei due soldati vede del sangue per terra.

“Ehi, che cazzo succede qui? Tu chi sei? Jhonson corri alla radio...” Dice il soldato graduato mentre   toglie la sicura al suo fucile e punta la donna.

Domino fa due passi avanti.

“Pessima idea stronzo...”

Nel silenzio più totale estrae le sue pistole con una rapidità sorprendente. I tamburi delle armi cantano e due uomini cadono sulle loro ginocchia.

Domino corre dentro trafelata.

“Muovete il culo, c'è una colonna di militari in arrivo per di qua.”

I ribelli si guardano ed iniziano a raccogliere le loro cose in fretta.

“Forza ragazzi, muoviamoci!” Urla Kappa.

“E di lui che ne facciamo?” chiede Yueh indicando il tecnico radio.

“Ricordate gli ordini, non si fanno prigionieri dell'E.F.C.”

Kappa guarda Rolf, l'uomo del Nord annuisce e pianta una coltellata nel collo del soldato che sbianca e crolla morto.

Il gruppo corre fuori dalla struttura.

“Paddy!” Urla il caporale.

Il messicano salta giù dal basso tetto.

“Explosivo piazzato gringo!”

“Bene, ragazzi prendiamo questa cazzo di jeep. Yueh avverti Charlie che abbiamo fatto il possibile ed ora tocca a loro. Paddy dai fuoco alle polveri!”

Mentre l'antenna esplode in lontananza si sente l'artiglieria aprire il fuoco.

Arizona, 10 giugno 2117, ore 23
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Mar Giu 13, 2017 12:09 pm

Ore 22.45

La cacciatrice del Nord si muove radente le casse di munizioni. I passi sono lenti e calcolati per rimanere nell'ombra. Altri dieci passi, il respiro è lento e controllato. Luna è dietro di lei, pronta a coprirla. Si fermano dietro l'ultima cassa del mucchio, da lì in avanti ci sono almeno trenta metri allo scoperto. Luna estrae la pistola e si apposta dietro il riparo offerto dalla cassa di munizioni e fa cenno a Jerv di andare. La guerriera del Nord scatta in avanti cercando di non far rumore. Il respiro diventa affannoso, il caldo la opprime. Se il nemico la scoprisse tutto il piano andrebbe in fumo e lo sa bene. Ancora pochi passi e finalmente ha raggiunto il terrapieno dietro il quale si sono nascosti gli altri. Jelly è posizionata dietro la grossa mitragliatrice pronta all'azione. Lopez è sdraiato sul fianco dietro il piccolo riparo. Di fianco a lui un paio di cadaveri dell'E.F.C. con la gola tagliata, due sfortunate sentinelle. In quel momento anche Luna salta dietro il parapetto e torna in posizione insieme  ai suoi compagni.

“Allora Jerv, cosa avete visto?” sussurra Charlie.

“Circa cinque grandi armi chiamate ...” Jerv guarda Luna che nel frattempo si è spostata di fianco a lei per fare rapporto ai superiori.

“Cannoni …. più quattro postazioni con sacchetti di sabbia, al momento vuote.”

“Abbiamo contato circa una dozzina di soldati lungo il perimetro.”

“Capisco. Nathaniel, Rachel come siete messi?”

I due gemelli sono in fondo qualche metro indietro, un di fronte a l'altra.
“Ci siamo, abbiamo contato trentacinque menti presenti. Non riusciamo a fare di più, lo sforzo è troppo grande.” Dal naso della donna cola un piccola goccia di sangue. Nathaniel cade in ginocchio dolorante.

Improvvisamente una sirena squarcia il silenzio della notte. I soldati schizzano fuori dall'edificio che funge da caserma. Gli ufficiali urlano, i soldati corrono ai cannoni ed alle casse di munizioni. In un minuto i pezzi sono pronti e puntati. Il rombo dell'artiglieria squarcia la notte. I soldati di Alleister sono occupati e distratti.

Jelly fa un segno a Charlie.

“Forza ragazzi, facciamo del nostro meglio, ricordate gli ordini ed andrà tutto bene!”

Il gruppo di ribelli supera il terrapieno, avanzano in formazione cercando di non fare troppo rumore.

Jhonny e Ed sono uno di fianco all'altro con i loro scudi, dietro di loro Jerv e pronta a scattare in avanti, gli altri ribelli avanzano cautamente. I medici attendo che l'azione inizi per muoversi.

Pochi metri ancora, quegli stronzi sono troppo occupati a sparare sui loro compagni se tutto va bene.

Improvvisamente uno sparo colpisce lo scudo di Jhonny che però regge il colpo. Un ufficiale grida di aprire il fuoco contro i nemici in avvicinamento. Una scarica di proiettili si infrangono sugli scudi mentre avanzano.

“Era una trappola, cessate il fuoco ed abbassate il tiro della batteria! Difendete il campo!” Le urla dell'ufficiale si sentono a malapena nel frastuono e le batterie continuano a sparare.
I ribelli rispondono al fuoco, la calibro 50 di Jelly falcia due soldati mentre gli altri scappano dietro i sacchetti di sabbia sperando di trovare riparo. Il sangue schizza sul cemento della casamatta.
Altri tre soldati vengono abbattuti dai colpi di Charlie, Luna e Tarabas.
I ribelli sono a portata di lancio, alcune granate stordenti volano nella notte ed atterrano nella trincea più vicina.
I soldati all'interno non riescono a riprendersi in tempo.
Gli scudi si aprono e Jerv corre in avanti.

“Io sono il Wendigo!”

Il respiro si fa veloce, la falcata diventa un salto e Jerv è nella piccola trincea.

Un soldato viene trafitto al cuore dalla lancia, un altro militare cerca di estrarre una pistola ma Jerv è più veloce ed i suoi artigli strappano la faccia al malcapitato, il terzo riesce a riprendersi e le spara un colpo di fucile in pieno petto. La guerriera sanguina ma la furia dei venti del Nord la sospinge nel massacro. Il soldato viene impalato ed alzato sopra la testa della cacciatrice, il sangue esce copioso dal ventre del povero bastardo e cola sul viso di Jerv: questo non fa che inebriarla ancora di più. Con un gesto poderoso scaraventa il cadavere contro il muro e corre verso una batteria di artiglieria. Altri tre malcapitati vengono falciati. Improvvisamente una scarica di fucileria investe la ribelle che cade sulle sue ginocchia mentre un sinistro ghigno insanguinato lancia una sfida ai nemici prima di finire nella polvere.
Un ufficiale si avvicina e le punta una pistola alla testa per darle il colpo di grazia. Qualcuno corre verso il graduato dell'E.F.C. che si gira in tempo per vedere una massa nera che lo investe.
Lo scudo di Jhonny scaraventa il militare contro un cannone tramortendolo. Il ribelle inizia ad usare lo scudo per fracassare la testa del nemico. Uno, due, tre, quattro colpi. Sangue e cervella imbrattano la divisa nera.

“Bene questo stronzo è andato, avanti!”

Jhonny si carica Jerv in spalla. Ed accorre a coprire il compagno con lo scudo, la sua ascia cala su un soldato che cerca di caricarli brandendo una pala. Il colpo si infrange sullo scudo del colosso del Sud, il colpo del ribella va a segno staccando di netto il braccio del soldato che finisce a terra urlante. Un colpo di stivale in piena faccia mette a tacere per sempre lo stronzo.
Mentre i due portano Jerv in dietro Charlie e gli altri coprono la ritirata con le armi da fuoco.
Subito Frank e Victoria sono sulla ferita.

“L'hanno conciata male ma ce la faremo.” Dice Franck estraendo i ferri chirurgici. Victoria sta già fermando le emorragie minori mentre il marito estrae schegge e proiettili dalla paziente.

Lo scontro prosegue. Bones, Luna e Preacher hanno aggirato la struttura ed ora sono alle spalle dei soldati.
Sono rimasti una quindicina di soldati che si riparano dietro dei sacchetti di sabbia. Luna estrae una granata e la lancia nel gruppo poi parte l'assalto. Tarabas e Jelly sono avanzati e stanno fornendo supporto di fuoco insieme a Charlie. Bones corre in avanti mulinando le spade, due soldati vengono falciati prima ancora di reagire. La donna con il trucco da teschio miete vittime senza timore. Un soldato la carica con una baionetta piantandogliela nel fianco, la ribelle fa una smorfia di dolore ma non si da per vinte e cala la spada sulla testa del nemico aprendola in due. Preacher e Luna corrono in suo supporto. Si scatena una mischia furibonda. Jhonny spacca un paio di teste con il manganello mentre Ed viene ferito ad un braccio dopo aver eliminato un altro avversario con un fendente al petto. Charlie abbatte due nemici con il suo revolver mentre tira una granata al gruppo di artiglieri che stava per sparare su di loro con il cannone.
L'esplosione a catena investe anche Luna e Preacher che cadono feriti.
Pochi minuti di polvere e sangue ed tutti i soldati sono morti o morenti, il gruppo di ribelli si riunisce nel piazzale. Samuel e sua moglie stanno già curando i ribelli feriti, Jerv è di nuovo in piedi anche se dannatamente affaticata.

“Bene, Johnny occupati dei cannoni come stabilito.”

Jhonny e Tarabas non se lo fanno ripetere e corrono verso un pezzo.

“Dai muovi il culo, porta l'alzo a 70a gradi direzione sud-est.”

Il pezzo inizia a far fuoco sull'altro lato della vallata, improvvisamente il lontananza si sente una grande esplosione e si alza una colonna di fiamme visibili anche a miglia di distanza.
I ribelli ridono soddisfatti della loro vittoria.

“A-a-arrendetevi feccia ribelle.”

Charlie si gira alle sue spalle, in mezzo al gruppo medico ribelle un soldato dell'E.F.C. tremante impugna una granata. Charlie inclina la testa ed accenna un mezzo sorriso.

“Dai amico, non fare stronzate, ci tieni alla vita giusto?! Su dammi quella granata e ti lasceremo andare.” Il Tenente fa un passo avanti. Giocarsi il gruppo medici per una granata sarebbe un vero schifo a questo punto.

Il soldato minaccia di tirare la linguetta.

“Non ti avvicinare o faccio saltare i tuoi compagni! Non mi arrenderò, so cosa fate ai prigionieri voi sporchi rib...”

L'uomo guarda verso il suo petto, una lama spunta. Sbarra gli occhi, del sangue gli cola dalla bocca.
Il poveretto crolla a terra. Dietro di lui Paapi pulisce la spada ed accenna un mezzo sorriso.

Charlie annuisce.

“Bene gente, recuperiamo i feriti e sloggiamo prima che arrivino a controllare in forze. Missione compiuta!”

Arizona, 10 giugno 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Mer Giu 14, 2017 9:20 pm

Roland cammina su e giù vicino alla radio. Il Generale è preda dei suoi pensieri e delle sue preoccupazioni.
Un giovane ribelle trascrive ogni comunicazione in entrata ed in uscita.
La giornata è cominciata male e non sembra migliorare: rapporti su strade occupate dal nemico, gruppi ribelli uccisi o catturati, risorse andate perdute, civili trucidati.
Fortunatamente ogni tanto giunge informazione di qualche vittoria: lo Squadrone XXX con le sue azioni di disturbo hanno causato molti danni e molti problemi ai nemici, sia in termini di perdite ma sopratutto di materiali distrutti; il Plotone K ha invece compiuto alcune imboscate che hanno decimato i nemici obbligandoli a muoversi più cautamente.
Roland, assorto nei suoi pensieri, viene riportato al presente dalla voce del ragazzo.
“Signore! Signore ha sentito!”
Dalla radio risuona una voce gracchiante.
“Qui sergente esploratore Marbo, ripeto, individuato gruppo numeroso in avvicinamento da Ovest. Direzione di marcia  Emidees. Mi ricevete? Passo!”
“Qui Generale Roland. Ricevuto. Gente proveniente dall'Ovest? Quanti sono? Attaccano noi o le truppe della Tiranna? Passo!”
“Dall'Ovest signore, confermo. Sono abbastanza per poter essere un problema. Non sembrano interessati a combattere, si muovono con cautela però. Anche io ho fatto difficoltà ad individuarli. Chiedo permesso di cambiare posizione signore, non vorrei trovarmi sul loro percorso. Passo!”
“Ricevuto. Continua a controllarli con discrezione, chiudo!”

Il volto del ragazzo ha evidentemente perso colore. “Signore ma... è possibile che la Tiranna li abbia dalla sua parte? Come faremo ad uscirne vivi?”
“Sicuramente sarebbe stato meglio avere più alleati in questo momento. Dobbiamo capire perché si stanno muovendo verso Emidees. Ora mantieni la calma e vediamo di risolvere un problema alla volta. Avvisa tutti i comandanti dell’avvistamento e di a tutti cercare di prepararsi ad qualsiasi evenienza."

Emidees, 14 Giugno 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Lun Giu 19, 2017 9:53 pm

Apex appare molto cambiata dalla loro ultima visita. L'edificio centrale è ancora intatto, sicuramente tanto insolito quanto imponente in quel panorama. La grande costruzione è stata fortificata, sui due balconi svettano due grossi fari che illuminano i dintorni, due grosse mitragliatrici d'appoggio sono state poste in posizione sopra elevata e coprono il piazzale. L'ingresso dello stabile è chiuso da un pesante portone rinforzato, intorno alla scalinata d'accesso è stato creato un perimetro di filo spinato e due postazioni di guardia con sacchetti di sabbia proteggono l'ingresso formato da una sbarra, il perimetro è mantenuto da circa una decina di soldati. I ribelli osservano la scena da dietro un gruppo di siepi, della piccola chiesetta rimangono solo dei ruderi mezzi crollati. Alcuni piccoli crateri, ormai ricoperti d'erba, raccontano di come l'E.F.C. abbia dovuto probabilmente combattere per quel luogo,  probabilmente contro banditi e predoni. La notte è fonda e la luna velata danno pochissima visibilità. Dialma, Luna e Rolf strisciano per terra muovendosi lungo il lato dei ruderi dove Charlie gli ha detto di cercare. L'erba è secca a causa dei giorni di sole, la terra arida e riarsa. Dialma è la prima della fila, dietro di lei Rolf e Luna chiude la fila. Dialma ha il compito spiacevole di setacciare con le mani tra l'erba alta. Dopo alcuni minuti di ricerca sente qualcosa di metallico sotto le sue dita. Dialma continua a tastare e trova una maniglia. Dialma deve solo spostare alcune pietre che sono crollate sulla botola. L'aria è calda, quasi irrespirabile, ma la donna del Sud è abituata ad avere sangue freddo in ogni occasione, sa che un passo falso vorrebbe dire farsi scoprire. Con calma glaciale infila la mano tra le pietre per spostarle, improvvisamente un rumore di sonagli; sulla mano  di Dialma striscia un serpente a sonagli. Mentre il rettile si muove sul suo arto un'espressione di terrore si dipinge sul volto della donna, solo il suo grande autocontrollo le ha impedito di urlare. "Ora che fare? Se lo accoltellassi colpirei anche la mia mano e sarebbe difficile soffocare il dolore, se mi morde sono morta." La mano di Dialma stringe il pugnale pronta a colpire prima che l'animale se ne accorga. Il colpo è pronto a partire, la mano si serra intorno al pugnale quando una mano più grande la blocca. Dialma si gira e vede  Rolf di fianco a lei, l'uomo la guarda da dietro il cappuccio e con grande tranquillità prende il serpente tra le sue mani e  lo sposta adagiandolo placidamente tra l'erba alta. L'animale sparisce tra l'erba alta così com'era apparso. I due liberano la botola cercando di far il meno rumore possibile. Jane è pronta già con gli attrezzi da scasso, si avvicina alla botola metallica. Un rapido sguardo e capisce che la serratura è saltata, alza leggermente il coperchio, quel tanto che basta per controllare che non ci siano mine o trappole esplosiva. Nulla, tutto pulito, la botola presenta un sistema a pressione idraulica ma i pezzi sono saltati. Il tunnel è sotto di loro sembra stretto e buio, non frequentato da tempo.

Gli esploratori tornano al gruppo e riferiscono quanto visto. I ribelli sono radunati intorno a Nathan, Orchid e Rachel. I tre sono concentrati sul loro compito, a stento trattengono il dolore dovuto allo sforzo.
L'uomo dai lunghi capelli ricci sta perdendo sangue dal naso e dalle orecchie.
“Lo sforzo è grande, non so quanto riusciremo a resistere. Le celle sono al piano di sotto, vedo un lungo corridoio. Ho percepito almeno dieci guardie al piano di sotto, più di trenta al piano superiore. F-forse dieci o venti prigionieri non ...”
l'uomo crolla in ginocchio.
“Sento un'interferenza!” La sorella è subito su di lui per tappargli la bocca prima che un urlo possa rovinare il piano. Nathan sviene, entrambe le donne sono molto stanche e debilitate, fanno fatica a reggersi in piedi.
Victoria sta guardando la scena, è la prima ad accorgersi del nero che sta salendo lungo il braccio di Nathan.
“Il braccio! Il braccio sta andando in cancrena!” Agitata bisbiglia agli altri medici.
Il gruppo medico si getta sull'uomo svenuto. Frank usa rapidamente un laccio emostatico per fermare il sangue, gli infermieri sono rapidi ed insieme ai medici riescono a salvare il paziente e ad arginare l'infezione.
Il dottor Lopez si asciuga la fronte imperlata di sudore mentre si gira verso suo fratello.
“Il braccio è salvo ma ha bisogno di riposo, lo tengo con noi, anche Orchid e Rachel fanno fatica a muoversi.”
Il Tenente annuisce.
“Bene, fra poco arriverà la jeep con a bordo i nostri che proveranno ad infiltrarsi, il Colonnello e Tarabas mantengono la copertura, gli esploratori io e Morgan nel frattempo entreremo nel tunnel. Se si mette male Jellyfish e Tarabas copriranno la vostra ritirata, non voltatevi e non tornate in dietro nel caso.”
Tutti fanno un cenno d'assenso.

Il silenzio della notte viene rotto dal rumore di una jeep in avvicinamento. Jhonny è alla guida del mezzo, Domino è di fianco a lui mentre Bones controlla i prigionieri Corvo, Jerv ed Hatter, tutti e tre legati e tumefatti. La macchina attira subito l'attenzione, improvvisamente i fari puntano il mezzo e le armi delle guardie vengono direzionate sui ribelli. Domino alza la mano facendo segno di stare calmi.
“Ehi ragazzi, non vi agitate, chiamate il capo piantone che ho tre pacchi da consegnarvi.”

La jeep si ferma di fronte alla sbarra, un uomo in divisa da ufficiale si avvicina alla sbarra mentre i suoi sottoposti tengono sotto tiro il gruppo sulla jeep.

“Sono il Tenente Clearwater, chi siete e cosa volete?!”

Domino è impassibile, non abbassa lo sguardo ne tentenna. Porge all'ufficiale un plico di fogli, l'uomo li prende e comincia ad esaminarli.

“Io mi chiamo Morrigan Bailey, il mio compare alla guida si chiama Rico mentre quella dietro con i prigionieri è la famigerata Blanca. Siamo cacciatori di taglie, questi qua dietro sono Corvo, ricercato per aver praticato arti proibite; Hatter, pluriomicida e Jerv la Furia Sanguinaria del Nord. Sono tutti è tre accusati di essere ribelli e formalmente ricercati. Pensavamo che potessero servirvi vivi.”

Il Tenente guarda la cacciatrice di taglie con sospetto.

“Mai sentiti nominare, ne voi ne loro.”

Un momento di silenzio, Domino continua a guardare l'ufficiale senza dimostrare incertezze.

“Ma del resto i documenti sembrano autentici. Entrate, che risolviamo la cosa. Alzate la sbarra!”

Nel frattempo, mentre i nemici sono distratti i cinque ribelli si infilano nel condotto senza destare attenzione.

Il tunnel è stretto e buio, passano a malapena in fila indiana. Due minuti di silenzioso incedere nel buio più totale. Improvvisamente la strada s'interrompe. Un terribile pensiero si fa strada nella mente di Charlie “Se fosse un vicolo ceco? Se rimaniamo bloccati qui come faremo ad aiutare gli altri?” Nel buio più totale Charlie inizia a toccare la parete. Passa un altro minuto d'incertezza. Improvvisamente una maniglia. Charlie prova a spingere. Una flebile luce artificiale fa capolino dallo spiraglio appena aperto da Lopez. Sono dentro.

Apex, 17 giugno 2117 ore 23.30
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Mar Giu 20, 2017 10:07 pm

Jhon cammina per il corridoio illuminato. Alcuni soldati montano la guardia di fianco all'armeria mentre altri controllano la sala radio, altri dormono negli alloggi ricavati al piano di sopra.

“Voi due, prendete in consegna i prigionieri!”

Due sottoposti scattano per prendere in consegna i prigionieri. Di fronte a loro si frappongono subito a muso duro due dei cacciatori di taglie appena arrivati. Lui alto e ben piazzato, il volto coperto da una maschera nera inquietante che ricorda quella del Battaglione O'Reily, l'altra ha il viso interamente dipinto di bianco con motivi floreali. “Una qualche stronza messicana sicuramente.” Aveva pensato l'ufficiale dell'E.F.C.. I due soldati sono intimoriti e fanno un passo indietro. La situazione potrebbe degenerare. “Sempre i soliti spacconi questi cacciatori di taglie.” Il pensiero di Jhon viene interrotto dalla giovane donna che si fa chiamare Morrigan, evidentemente il capo lì in mezzo.
“Tenente, prima di darvi in consegna i prigionieri sarebbe meglio che ci deste i documenti firmati che attestino lo scambio, come da prassi.”

“Era per velocizzare le cose, ma non voglio rogne. Devo smontare di turno ed andare a dormire. Andiamo nel mio ufficio.”

L'ufficiale fa segno di seguirlo, il gruppetto lo segue. Entrano tutti in una stanza che sembra una vecchia biblioteca ora riconvertita in ufficio. I due soldati chiudono la porta e rimangono dentro a far la guardia.

L'ufficiale con alcuni passi va a mettersi dietro la scrivania.

“Forza, non perdiamo tempo, ora vi firmo le ricevute, potrete riceverle ad Urania.”

L'ufficiale inizia a firmare delle carte, il letto è una tentazione forte. Se fosse stato attento avrebbe notato il grosso cacciatore di taglie che si era avvicinato alla scrivania.

“Sai cosa c'è stronzo, mi sa che questa sera non riuscirai ad andare a letto tanto presto.”

Clearwater alza lo sguardo incredulo. Ed in un attimo capisce, non fa in tempo ad urlare che una manganellata gli arriva dritta in bocca. Il dolore lancinante, i denti rotti ed il sapore metallico del sangue. La stanza diventa un campo di battaglia. Un soldato impugna il fucile e fa per sparare a Jerv che si è velocemente liberata dei legacci, la guerriera del Nord è più rapida ed usa i suoi artigli aprire il ventre al soldato mentre Bones usa la sua spada per dividere in due la testa del malcapitato. L'altro soldato non fa in tempo a reagire che Hatter gli piazza un calcio nei testicoli con i suoi anfibi. Il militare inizia a schiumare dalla bocca ma Corvo pone fine alla sue sofferenze aprendo il collo al soldato da orecchio ad orecchio con una fluidità disarmante. La stanza, tanto elegante un tempo ora è piena di sangue e cervella. Jhonny raccoglie da terra lo sventurato ufficiale e lo sbatte sul tavolo.

“Bene, ora me e te ci facciamo due chiacchiere.” dice il ribelle mentre si mette un tirapugni.

Charlie apre pian piano la porticina, solo una timida luce di un neon  mal funzionante oltre la porta.

“Voi chi siete?” Una voce tremolante nella penombra. Charlie apre la porta di colpo pronto a sparare quando vede l'uomo tremante nell'angolo, tumefatto e coperto di stracci.

Charlie fa un passo avanti all'interno della cella.

“Calmati, sono il Tenente Charlie Lopez dello Squadrone XXX. Tu chi sei?”

L'uomo sembra rinfrancato, si alza in piedi e fa il saluto militare.

“Caporale Barley signore, Brigata Sons Of Liberty, sono detenuto da una settimana qua dentro signore.”

“Riposo soldato, dimmi quanti prigionieri ci sono? Quante guardie?”

L'uomo si fa coraggio mentre vede il resto del gruppo entrare.

“Circa venti prigionieri, alcuni sono troppo deboli per combattere, veniamo interrogati e torturati almeno una volta ogni due giorni. Quelli che sono qui da più di un mese se la passano male, alcuni sono stati uccisi mentre altri sono morti. Ho potuto notare che i turni di guardia sono formati da cinque guardie, due all'inizio del corridoio, due in fondo ed un graduato al centro. Il corridoio sarà lungo almeno dieci metri da un lato e dall'altro.”

“Bene, grazie caporale, sei in grado di combattere?” Charlie fa un cenno e Morgan allunga un fucile al ribelle che annuisce e lo afferra.

“Ottimo, tutti qui, il piano è questo, Luna forza la serratura in silenzio. Appena scatta io tiro una granata flashbang a destra e Luna a sinistra. Rolf, Dialma e Morgan a destra mentre io, Luna e Barley a sinistra. Colpite qualsiasi cosa si muova.”

Un paio di esplosioni rompono il silenzio della notte, provengono da dentro la struttura. Jelly nota che i soldati della Cagna sono in allarme. Qualcosa dev'essere andato storto.

“Tarabas, spara ai fari come prima cosa, al buio avranno più difficoltà!”

“M-ma Colonnello non so se ci arrivo.”

“Fallo cazzo! Ad ogni colpo muoviti, non restare fermo, sembreremo in tanti. Rimani sempre in copertura.”

L'uomo annuisce ed inizia a sparare. Jelly apre il fuoco con la calibro 50 ed inizia a muoversi lungo le siepi. Un tripudio di proiettili. La manovra ha successo. I soldati non capiscono quanti nemici siano e corrono all'impazzata cercando un riparo. La potenza di fuoco del nemico è però superiore, l'effetto sorpresa basta ad inchiodarli sul posto ma non permette di avanzare.
Improvvisamente si sente un urlo ed uno dei soldati con la mitragliatrice vola dal balcone su cui era posizionato, seguito pochi secondi anche dall'altro.

I soldati della Tiranna si danno alla fuga incalzati dal fuoco dei ribelli.

“Dentro l'edificio, forza!”

Il piazzale è ora libero. Jelly si posiziona in copertura mantenendo il fuoco sui soldati in fuga. Il gruppo medico corre dentro i portoni della villa.

Domino apre il portone e sbraccia facendo segno di muoversi. La donna è visibilmente insanguinata e ferita.

“Muovetevi ci sono molti feriti!”

Jelly accorre dentro coprendo i medici continuando a sparare raffiche controllate.

“Dov'è il Charlie?”

“Lopez è ferito, anche Bones, Corvo e Luna non se la passano bene. Hatter lo abbiamo recuperato al volo con un medicinale.”

L'interno della villa è un mare di sangue, numerosi morti. I medici accorrono per recuperare i superstiti.

Una vittoria a caro prezzo.

Apex, 17 giugno 2117, ore 23.45
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Mer Giu 21, 2017 8:38 am

“Ehi Sara, hai sentito? Pare che quegli imbecilli agli ordini della Cagna si siano bombardati un magazzino di rifornimenti da soli! Che mentecatti.”
“Si, se continua così la guerra qui durerà ben poco e…”
Un fiotto di sangue investe il ribelle. Questi rimane a guardare la ragazza mentre annaspa per prendere aria con la gola squarciata da una lama. I suoi occhi sono sgranati ed i suoi muscoli sono paralizzati dal terrore.
Quando infine crolla a terra, un uomo esce dalle ombre. La figura completamente vestita di nero è a malapena visibile grazie alla luce delle stelle.
Il ragazzo con rapidità imbraccia il fucile e apre il fuoco dove prima si trovava l’uomo che ora gli è di fianco e che con naturalezza lo disarma.
“Non ti dirò nulla stronzo! Tutti voi O’Reily avete i giorni contati!” tuona il giovane.
“Ohh ma non mi occorre che tu dica nulla, sappiamo già tutto quello che ci occorre sapere.” replica l’uomo in nero prima di puntare la pistola alla tempia del ribelle.
Uno e poi cade il silenzio.
“Qui numero 737, area 13 della griglia sgombra. Ultime formiche schiacciate. Passiamo ad area 14”.

Mentre l’uomo in nero si allontana, un ragazzino nascosto tra i sassi esce allo scoperto e recupera la radio dei ribelli per poi dirigere a Sud. “Qui Martin, riporto presenza degli O’Reily a Nord di Washington Street. Sara e William sono caduti.”

Emidees, 19 giugno 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Mer Giu 21, 2017 9:09 pm

“Signore, i ribelli sono nascosti oltre quelle macerie e non riusciamo a passare! Appena mettiamo la testa fuori ci scaricano addosso di tutto!”
“Quanti sono soldato?”
“Non lo so signore! Direi non più di una decina, signore!”
“D’accordo, manda i II.”
“Sissignore!”
Tre soldati completamente disarmati si fanno avanti. Sembrano assorti nei loro pensieri e paiono non accorgersi di quello che succede loro attorno. Con passo lento ma costante arrivano alle macerie dietro le quali si sono riparati i nemici.
Mentre le superano una nuvola di polvere si alza attorno a loro e di colpo sembra quasi freddo, nonostante sia Giugno inoltrato.
Raffiche di mitra, colpi di pistola e granate si alternano ad urla raccapriccianti. Poco dopo torna la quiete.
Le tre figure riemergono dalle macerie coperte da schizzi di sangue, una è ferita.
“Vai a controllare!”
“Io signore?”
“Si tu, imbecille!”
Il soldato scatta fino alle macerie e poi con molta attenzione solleva la testa aspettandosi un proiettile.
Invece nulla. L’unica cosa che sente è il suo respiro e il suono del vento tra le rovine.
Si sporge ulteriormente e rimane paralizzato dalla scena: i corpi dei ribelli sono riversi atterra, alcuni sono divisi in più parti, altri semplicemente sembrano addormentati. Il sangue è ovunque.
Il soldato vomita a più riprese prima di riuscire a rimettersi in piedi. Poi torna dal suo comandante.
“Sono ... tutti morti signore…”
“Eccellente. Proseguiamo a bonificare il settore.”

Emidees, zona Ovest, 18 giugno 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Ven Giu 23, 2017 4:29 pm

I due generali di Brigata sono ritti sull'attenti. La fronte imperlata di sudore per il caldo e la paura. Chiusi nelle loro uniformi sembrano comunque piccoli bambini spaventati. Di fronte a loro il Generale Smith li osserva, la sua divisa da combattimento è macchiata di sangue, il suo volto coperto da una maschera a forma di teschio. Gli occhi del comandante in capo dell'E.F.C. sono penetranti, pieni di odio e rabbia eppur calmi e freddi, quasi apatici.

“Il ritardo nell'Operazione Dust è inaccettabile, Sua Grazia ha mandato me a risolvere la situazione.”
La voce del comandante è bassa e profonda eppure quasi atona.

Il Generale più alto, circa sulla cinquantina, deglutisce e si fa coraggio.

“Signor Generale, la responsabilità è tutta del generale Monroe. I suoi uomini sono indisciplinati, spesso i miei soldati sono stati intralciati nel combattimento dalle truppe della Brigata Monroe che sconfinavano nei quadranti a noi assegnati per il rastrellamento.”

L'altro graduato, un uomo basso e massiccio, strabuzza gli occhi.

“Balle signore, sono quei codardi del Generale Cooper ed i suoi uomini ad aver rallentato l'avanzata. Se non fosse stato per i miei uomini saremmo ancora sulle alture intorno alla città a morire di caldo. Il Generale Cooper è uno schifoso vigliacco, oltre che un incompetente.”

“Signor Generale, questa condotta è inaccettabile. Se foste un gentiluomo vi sfiderei ma siete solo un laido leccapiedi arrivista e senza il minimo senso del pudore!”

Il grande uomo si alza in piedi, i due sottoposti, che stanno per arrivare alle mani, si zittiscono e tornano sull'attenti come se fossero tornati dei cadetti dell'accademia ufficiali.

“Il vostro atteggiamento è inaccettabile e dannoso alla causa di Sua Grazia, ora prendo io il comando dell'Operazione Dust. Sappiate che da ora in poi ogni ritardo, ogni tentativo si sabotaggio e d'intralcio verrà considerato come un atto di Alto Tradimento e come tale punito. Da oggi le operazioni saranno condotte alla mia maniera: voglio che le nostre truppe siano disciplinate ed efficienti, qualsiasi forma di dissenso verrà repressa e qualsiasi atto indisciplinato sarà punito duramente. Da ora in avanti avete l'occasione di redimervi, comportatevi coraggiosamente e forse vi risparmierete la corte marziale a battaglia finita. Sono stato chiaro?”

I due uomini sono entrambi visibilmente sconcertati ma hanno ancora la prontezza di spirito di sbattere i tacchi e tendere il braccio con le tre dita.

“Si signore! Grazie Alleister!” urlano insieme.

Emidees, 16 giugno 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Ven Giu 23, 2017 5:05 pm

“En la plaza de mi pueblo
Dijo el jornalero al amo
Nuestros hijos naceran
Con el puño levantado”

La canzone suona nella vecchia radio. I miliziani della Quinta Brigata sono in un momento di pausa dai combattimenti.
C'è chi beve, chi fuma, chi sistema le armi. Sono tutti ispanici. I volti induriti dal sole e dal vento del Sud, le mani callose per i lavori pesanti. Carlos è un meccanico che si occupa di sistemare le armi, Pedro è un contadino. Tra di loro sono pochi quelli che sanno far qualcosa di più del leggere, scrivere e far di conto. Uomini semplici adatti ai tempi di guerra. Solo il comandante della brigata ed un paio di ufficiali hanno letto dei libri. Juan Gonzales Modesto si è sempre preoccupato di cercare d'inculcare nella testa dei suoi uomini quei valori per cui è giusto morire a suo parere. Il messicano ha sempre parlato di una terra di uguaglianza dove ognuno ha diritto di parola e libertà di pensiero, dove il lavoro e la casa sono dei diritti e non dei doveri, dove gli uomini sono liberi di eleggere i migliori di loro nelle cariche pubbliche, una terra libera da tiranni e da oppressori. Quel gruppo di diseredati, ignoranti e rozzi, lo hanno ascoltato ed hanno appreso che c'è un modo per vivere in maniera dignitosa, quanto essi rappresentino una speranza per un mondo migliore, quanto sia giusto morire per tutto questo. I suoi uomini si considerano come una famiglia e vedono nel loro capo un fratello maggiore, saggio e carismatico. Proprio in quel momento Juan raggiunge il centro del piazzale della fabbrica abbandonata dove i suoi si stanno riposando. I miliziani abbandonano le loro occupazioni senza che nessuno glielo chieda, in pochi secondi sono radunati e pronti.

“Bene Compagneros, abbiamo ricevuto ordini dal comando centrale, il Generales  Roland ci ha notificato che una colonna nemica si sta dirigendo qui. Lister prendi i tuoi e posizionati sul lato destro, Campesigno tu invece sul lato sinistro, io e Galant teniamo il centro. Aspettate il mio ordine per aprire il fuoco, seguite gli ordini dei superiori ed andrà tutto bene. Li lasceremo avanzare in silenzio, abbiamo piazzato trappole esplosive in tutto il perimetro. Appena scattano darò l'ordine. Ricordate, nessun quartiere. Rinforzate le barricate. Resisteremo a qualsiasi costo o moriremo portando quanti più nemici con noi. Non passeranno!”

Emidees, 19 giugno 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Ven Giu 23, 2017 8:03 pm

L'uomo è vestito come tutti gli altri ribelli: pezzi di mimetica mischiati ad altri indumenti civili. L'unica cosa che lo tradisce è la carnagione rossiccia ed il naso aquilino. L'uomo percorre il lungo corridoio che lo porta al centro comando.
Quando passa gli altri ribelli fanno largo intimoriti, nessuno lo saluta. L'uomo apre la porta del centro comando.

Il generale Roland è preso a tracciare il piano di battaglia su una mappa ma alza lo sguardo e sorride all'uomo.

“Sergente Redcrow, prego accomodati.”

Il pellerossa accenna un goffo tentativo di saluto militare.

“Generale, ditemi pure quello che di dovete dire in fretta, devo tornare alla mia unità il prima possibile.”

“Si Joseph, non ti ruberò molto tempo. Volevo parlarti proprio di questo. Ti trasferisco ad una nuova unità e con la promozione a Capitano di Brigata.”

L'uomo strabuzza gli occhi incredulo.

“Ma signore non capisco!”

“Cochise, i tuoi compagni ti chiamano così giusto?! Bene vedi Capitano Cochise, rispetto molto la storia e la cultura del tuo popolo. Aspetta… nazione! Mi hanno detto che si dice nazione. Ecco vedi, penso che il valore e le usanze della tua nazione siano utili alla nostra causa, vorrei che ci fosse spazio anche per voi in questo nuovo mondo che ci proponiamo di creare. Quindi ho creato un'unità di nativi di differenti nazioni, tutti prodi ribelli e guerrieri. Vorrei che tu ne prendessi il comando e la guidassi. Fatevi onore e dimostrate come il valore della tua gente sia importante per la nostra causa.”

Il pellerossa è sempre più incredulo.

“Hai in mente un nome per la tua Brigata ?”

“Bhe Generale, così su due piedi direi che la cosa più giusta sia chiamarla con il nome della tribù che abitava queste terre: Tsokanende.”

“Bene Joseph, vedo che lo spirito è quello giusto. Raggiungi pure la tua nuova Brigata, ti stanno aspettando.”
Roland si alza e fa il salute militare al suo sottoposto. Il guerriero nativo ricambia ed ancora incredulo fa per andarsene.

“Ah Capitano, spero che non ti sembri razzista quello che sto per dire ma… voglio gli scalpi dei nostri nemici ed io pretendo d'avere questi scalpi.”

Emidees, 20 giugno 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Ven Giu 23, 2017 8:23 pm

I soldati procedono con il rastrellamento del campo di battaglia avanzando a file ordinate lungo il cumulo di macerie e detriti che si staglia attorno a loro.
I bombardamenti sono stati massicci qui: sono rimaste in piedi solo alcune costruzioni di pietra, ridotte a vuoti scheletri. I camion destinati ai prigionieri sono perlopiù vuoti, solo un mezzo risulta al completo, gli altri rimangono per le truppe.
Gli edifici diroccati mostrano uno spettacolo orrendo: cataste di corpi e mantelli neri riversi gli uni sugli altri, cadaveri impilati, bambini ammucchiati negli angoli come marionette a cui sono stati tagliati i fili.
Un soldato si ferma accanto ad un insegna bruciacchiata, ancora attaccata ad un palo di metallo.
Con un sorriso beffardo punta il fucile e spara un colpo, facendo schizzare via nel fango la placca recante la scritta “Paris”, poi prosegue la marcia con gli altri.

Paris, fine giugno 20117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Ven Giu 23, 2017 8:25 pm

“Hey amico, hai da accendere?”
Il soldato gli porge l'accendino, una fiamma divampa sulla sigaretta lasciando solo una tenue brace
“Da quando fumi cosi tanto?”
“Roba di questi giorni. Non tanto per questa guerra, è anche troppo facile.”
“Allora per cosa?”
Il soldato tira un profondo respiro, indicando con il mento un furgone bianco verde parcheggiato accanto alle jeep, sulla fiancata porta la scritta nera 731
“Quello? Tu sai cosa è?”
“So quello che si dice in giro, ossia nulla. Da qualche giorno ci affiancano, ma stanno sostanzialmente nelle retrovie ad osservare.”
“Saranno personale medico?”
“Non lo so. Ma ogni tanto trascinano qualche prigioniero nel furgone. Nessuno ne ha mai visto uscirne qualcuno”
“Secondo me ti preoccupi troppo: sarà una qualche unità speciale mandata da Urania. Magari dei giornalisti.”
“Si, si...probabilmente hai ragione”

Emidees, 22 giugno 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Sab Giu 24, 2017 1:33 am

La luce sfarfalla dopo l’ennesimo colpo di artiglieria che si abbatte sul centro Comando. Della polvere cade dal soffitto. Lungo ogni corridoio e in ogni stanza, sempre più calcinacci si accumulano a terra.
I ribelli corrono da un punto all'altro dei vari stanzoni raccogliendo ogni cosa possa essere utile e distruggendo ogni documento che possa essere di aiuto al nemico.
La gente si urta, impreca, si spintona, si minaccia. La tensione è molto alta.
Roland, seduto di fianco alla radio, ascolta le trasmissioni.
Rapporti su posizioni perdute, brigate in ritirata, sacche di resistenza, civili uccisi, tutto intervallato da qualche piccola vittoria che però non basta.
Dagli ultimi aggiornamenti, i soldati dell'E.F.C.a hanno sfondato e si sono incuneati molto in profondità di Emidees; a breve raggiungeranno il centro di comando.
“E’ incredibile come siamo riusciti anche solo ad arrivare fin qui…” mormora, mentre si alza in piedi e richiama l’attenzione della gente sparando un colpo in aria.
Tutti si fermano, tutti lo osservano, tutti ascoltano.
“Soldati, compagni … a breve le forze nemiche entreranno nel bunker. Voglio che tutti voi recuperiate quanto più equipaggiamento possibile e vi prepariate a muovere entro 10 minuti. Distruggete tutto ciò che non potete trasportare.”
Quindi si volta verso il ragazzo che gestisce le comunicazioni.
“Soldato, ora trasmetterai le seguenti parole, esattamente come le dirò, in tutte le nostre frequenze. Chiaro?”
“Signorsì, signore”
“Bene. Cominciamo: a tutti i capisquadra. Attivazione del protocollo Hope.
Coordinate: Sirena, Toh, 7, 5, Eh , Zoroastri … Contatore, Docile, 4, 1, Urano, Yochimoto. Fine trasmissione.”

Il generale si mette a tracolla un fucile.
“E ora abbiamo dieci minuti per evacuare il centro comando. Ci muoveremo velocemente."

Emidees, 24 giugno 2117, ore 1.33
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Messaggio Da Green Boy il Lun Giu 26, 2017 7:23 pm

“Emidees, 26 giugno 2117

La pioggia è simile alla morte in fondo; essa cade su tutti noi senza nessuna distinzione. Prima ho camminato tra le macerie della città. Il Dottor Foley era di parere contrario ma sentivo la necessità di abbandonare l'infermeria e vedere con i miei occhi quello che rimane di noi. La pioggia battente è caduta sui cadaveri dei morti, tanto i nostri quanto i loro. Un morto ha sempre la stessa espressione: paura, incertezza, stupore. Penso sia la stessa di un bambino che nasce. Ho visto il cadavere di un soldato nemico, un giovanotto di circa diciotto anni. Un proiettile gli aveva sfondato una spalla e la pozza di sangue rappreso che lordava l'uniforme ed il terreno mi hanno suggerito di come la morte sia sopraggiunta per dissanguamento. L'avessi incontrato ancora in vita gli avrei sparato io stesso in pieno petto senza pietà mentre ora provo quasi compassione per quegli occhi spenti e mi chiedo cosa abbia pensato nei suoi ultimi momenti. Oltre ogni propaganda ed ogni retorica alla fine era una giovane uomo che probabilmente aveva sogni e desideri, avrà chiamato il nome del suo amore lasciato a casa, avrà chiesto aiuto ad una madre troppo lontana per rispondere, si sarà augurato che il buio cadesse sui suoi occhi nel più breve tempo possibile. Intorno a lui, tra le rovine fumanti altre decine di cadaveri: uomini e donne, giovani ed anziani, soldati e ribelli. Trovo un senso di malinconia e sollievo a pensare che ora sono tutti uguali. La pioggia continua a cadere battente, il sangue si mischia nell'acqua e va ad irrigare questa terra arida. Nel mio cuore martoriato da tanti lutti una piccola speranza si fa strada: questo sangue andrà ad irrigare una terra di libertà dove ognuno possa trovare il suo posto. Ho camminato a lungo tra i morti ed i vivi, ho parlato con chi ha perso tutto, ho stretto le mani dei miei comandanti e soldati incoraggiandoli. La battaglia è stata vinta al momento ma la guerra continua, il nemico occupa ancora parte dei sobborghi a nord-ovest ed i cannoni tuonano ancora ma è già un miracolo essere arrivati fin qui. Mentre i miei uomini mi salutano non potevo che riflettere sul fatto che non sia stato merito mio questo successo. Ho dato ordini e direttive, pensato e preparato strategie e logistica ma non sono stato io a comandare realmente nel momento cruciale, a prendermi le vere responsabilità di scelte difficili. Ho avuto fortuna, ho scommesso sulle persone giuste.  Nonostante i difetti ed i fallimenti hanno continuato a provarci ed hanno tenuto duro. Ora sono qui, di fronte alla tua foto padre, mi chiedo cosa avresti fatto tu al mio posto, come avresti guidato la battaglia. Tu avresti sicuramente impedito che Jackie venisse quasi uccisa, avresti salvato molte vite come hai fatto tante volte mentre io non sono stato alla tua altezza. Tante morti ora pesano sulla mia coscienza ma è la guerra ed io non posso permettermi la minima debolezza ed il minimo rimpianto. La Storia non si fa con i "se" od i "ma", c'ero io ed i miei uomini ed abbiamo vinto. Una vittoria pagata a carissimo prezzo, una vittoria parziale che ci è costata tanti amici e compagni di lotta, tanti innocenti spazzati via dalla furia di un nemico sanguinario e crudele. La Storia ricorderà solo che ad Emidees sono morte migliaia e migliaia di persone, vittime la follia di una donna che si proclama divinità. Una stolta che ho giurato di abbattere e trascinare nella polvere. Tristemente questo è solo l'inizio della lotta, il nemico è ancora alle nostre porte. La guerra è appena all'inizio.”

Dal diario del Generale Roland Hodge, 26 giugno 2117
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Green Boy il Lun Giu 26, 2017 7:33 pm

Le luci dell’ambultario feriscono gli occhi di Jelly, appena aperti.
Dov- dove sono. È tardi. I ragazzi, i ragazzi dello Squadrone. La battaglia.
Senza indugi si sposta sul lato della branda, per poi scendere e cadere per terra pochi istanti dopo.
Di colpo il dolore alla gamba torna presente, insieme al bruciore del taglio sul viso.
Il Colonnello spalanca la bocca in un urlo muto mentre le rimombano nelle orecchie le esplosioni miste alle grida del Plotone K. Serra le palebre nel tentativo di scacciare le immagini.
Il sangue negli occhi e i Ribelli caduti.
Il sangue negli occhi e gli O’Reily morti.
Il sangue negli occhi e Bjorn e Charlie a terra con la pelle macera.
Il sangue negli occhi, che fiotta dalla lunga ferita sul viso, mentre guarda la maschera di Fremmen.
Il lungo straziante grido di Psycho mentre il Capitano della Tiranna stritola la gamba di Jelly.
Il sangue negli occhi, il dolore alla gamba, mentre Fremmen si innalza sul corpo del Colonnello e le pesta un braccio.
Le lacrime negli occhi: Dodge che spinge via il nemico dal corpo della figlioccia e sguaina la katana.
Il silenzio assordante quando viene colpito da un unico preciso e potentisimo colpo dritto in fronte che lo lascia cadere a terra con lo stesso rumore che farebbe un sacco di patate.
Buona buona… Hey, va tutto bene. Va tutto bene.”
Jelly ricomincia a respirare affannosamente mentre riapre gli occhi, che si fissano sull’amichevole volto del Doc mentre la solleva e la fa sdraiare nuovamente.
Va tutto bene Jelly. Sei al sicuro ora.” Parla lentamente, mentre le mani esperte vanno ad iniettare della morfina nella gamba martoriata.
I tuoi ragazzi sono stati bravi: è un lavoro fatto bene considerando quello che avevano a disposizione. Ti ho somministrato della pennicillina, ma ti terrò in osservazione. Hai deciso di muoverti e di saltellare mentre eri con l’XXX e la ferita ti si era riaperta: vi era un inizio di infezione che ho rimosso. La ferita in viso era sporca… Ti rimarrà una brutta cicatrice, ma almeno non ti ha preso l’occhio.
Il Doc finisce di coprire il moncherino e passa al braccio.
Questo è quasi del tutto a posto. Temo che tu abbia un disturbo post traumatico, Jelly.
L’uomo le tira affettuosamente indietro i capelli dal viso.
È normale purtroppo… Per qualche giorno potresti avere allucinazioni uditive e visive, oltre che la convinzione di avere ancora la gamba.
La ragazza annuisce e gira la testa.
Dodge
Segue un lungo silenzio, nel quale Doc si gira dall’altra parte.
Si è addormentato Jelly, insieme al Plotone. Sono rimasti insieme.
Ambulatorio, Campo Base, Emidees, 26 giugno 2017
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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Staff Master il Mer Giu 28, 2017 11:42 am

Pt. 1 – Un regalo di piombo per ognuno di voi


Il sole picchia anche quella mattina; come un pugile che impietoso abbatte i suoi pugni sul sacco.
Solo che il “sacco” sono persone arroccate tra le rovine. Resti di una città che chiamano casa.
La notte era passata tranquilla. Nessuna sorpresa, nessun problema. Strano.
Compagni e amici di molte battaglie si preparano ad affrontare un nuovo giorno, che avrebbe potuto essere l’ultimo; come quello precedente.
Niente fuochi. Niente chiacchiere. Il nemico potrebbe individuarti, e quando sei in inferiorità numerica e senza rifornimenti, la sorpresa e l’astuzia sono tutto quello che ti resta.
Gli esploratori tornano, fanno rapporto: nemici in avvicinamento, parte del battaglione O’Reily.
Dodge è nel suo “studio” all’ultimo piano di quattro, in un edificio diroccato.
Manda a quel paese chiunque gli porti notizie, soprattutto quelle brutte.
E ce ne sono tante di brutte notizie in quei giorni.
Dopo la sfuriata contro l’ennesima nuova, ordina di prepararsi a muovere. Affrontare gli O’Reily in uno scontro diretto è un suicidio.
In poco tempo tutti sono pronti e in attesa. Appostati. Nascosti.
Dodge scende le scale con passo deciso. Jelly gli si fa incontro accompagnata da Psyko Girl al piano terra dell’edificiio, si mettono entrambe sull’attenti.
“Riposo”.
“Dunque, qual è la situazione?”

“Nessuna perdita durante la notte. Tutti gli uomini feriti sono stabili. Il battaglione conta attualmente 46 uomini. Il nemico non sa che siamo qui.”
“Bene, distanza da Hope?”
“Muovendosi con cautela tra le rovine con i feriti? Dovremmo arrivare nel primo pomeriggio, signore”
“Distanza degli O’Reily dalla nostra posizione?”
“Una, due ore al massimo, signore. Si muovono velocemente”
“Quanti sono?”
“Circa 200, signore”
“Non credo riusciremo a raggiungere il bunker prima che loro ci raggiungano. Che ne pensi Jelly?”
“Se ci muovessimo spediti forse, ma con tutti i feriti non credo”.
Si prende alcuni momenti. Pensa alle possibili soluzioni. Poi, fa radunare tutti gli uomini.
“Prima di tutto non me ne frega un cazzo se avete dormito poche ore negli ultimi giorni, quegli sbarbati del battaglione XXX sanno fare uno schieramento davanti a quel pisciasotto di Charlie Lopez migliore di voi … e parola mia se mi fate fare una figura di merda davanti a loro vi faccio fare la strada da qui a Urania a calci nel culo.”
“Secondo. Come sicuramente ormai saprete gli O’Reily dirigono al bunker. Non abbiamo possibilità di arrivare lì prima di loro portando i feriti. Quindi, o abbandoniamo i nostri e ci salviamo o li affrontiamo qui e vediamo come va.”
“Prima che mi rispondiate, premetto che ho con me abbastanza pallottole per 46 persone.”

A sentire quelle parole, qualche sorriso si fa largo sulle facce dei ribelli. Un po’ alla volta tutti comprendo e accettano la cosa, i muscoli tesi da giorni di duro combattimento si rilassano e la tensione si stempera.
“Bene, come volete. Siete dei masochisti del cazzo. Rompete le righe.”

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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Staff Master il Gio Giu 29, 2017 10:59 am

Pt. 2 – La lunga strada verso Hope

Tutti si mettono all’opera per sfruttare al meglio il poco materiale offensivo di cui sono ancora in possesso. Venti minuti dopo sono tutti nuovamente al riparo dell’edificio. Gli zaini giacciono vuoti qui e là. Insieme a lattine di fagioli, carne e quant’altro che erano state razionate da giorni. Il primo pasto soddisfacente da molto. Gli uomini sono raccolti in cerchio e chiacchierano a bassa voce, ridono a bassa voce, si danno sonore pacche sulle spalle ricordando avventure passate. Perché questo è il battaglione K: un gruppo di uomini ormai di una certa età che di cose ne hanno viste molte, forse troppe. Persone votate ad una causa, partiti come estranei con storie e drammi personali diversi. Divenuti amici nel tempo e, ora, pronti a morire senza ripensamenti.
In mezzo a loro siede Dodge, intento a scrivere una lettera. Di tanto in tanto alza la testa e ride ad una battuta o ne fa a sua volta, sempre volgari, sempre deridendo qualcuno. Nessuno deride lui però.
Per tutti Dodge è un cagacazzi, lo è sempre stato e continuerà ad esserlo fino all’ultimo. Ma possiede una delle cose che in guerra fa una differenza abissale: il rispetto dei suoi uomini.


Emidees, 25 giugno 2117


Ultima modifica di Staff Master il Ven Giu 30, 2017 11:04 am, modificato 1 volta

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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Staff Master il Ven Giu 30, 2017 11:03 am

Pt. 3 - Trappola per topi

L’ora di pranzo è passata da poco quando una sentinella arriva di corsa in mezzo al gruppo.
“Signore, abbiamo avvistato un piccolo gruppo di soldati della Cagna proveniente da Hope. Hanno con loro Charlie Lopez e uno grande e grosso del Nord, credo fosse Bjorn. Dirigono verso gli O’Reily. Alcuni di loro sono corsi avanti. Se vogliamo intervenire non credo abbiamo molto tempo”.
“Quattro volontari, ora!”
Jelly si alza, insieme a Psyko Girl ed altri due.
“Il piano è già pronto e il perimetro minato sistemato. Ad Edwards il comando. Ci vediamo giù tra poco: attaccheremo insieme.”
In pochi minuti il gruppo parte.
Ci mettono un po’ a raggiungere i prigionieri.
Lo scontro però è di breve durata: i soldati della Cagna sono rapidamente eliminati.
Charlie e Bjorn sono feriti e privi di coscienza.
Mentre Dodge, Psyko Girl e Jelly si avvicinano per assisterli uno dei due ribelli che era con loro finisce contro la parete di pietra di una casa rompendosi l’osso del collo.
I quattro ribelli rimasti hanno appena il tempo di voltarsi prima di essere ingaggiati da un gruppo di O’Reily ed un’arma IV.
Lo scontro è frenetico e i 4 stanno per avere la peggio quando si sentono dei rumori in lontananza, sono le mine attorno al loro campo che esplodono, seguite da urla di persone morenti, spari e granate.
Anche vicino a loro si sentono esplosioni di granate e ben presto il posto è invaso da ribelli del K.
“Signore! Parte degli O’reily ha deviato qui. Siamo accorsi appena li abbiamo visti. Andate signore! Li tratteniamo noi!!”
Jelly, Psyko Girl e Dodge non se lo fanno ripetere due volte. Prendono Charlie e Bjorn e cominciano a correre verso Hope. Mentre corrono sentono molte urla di morte. La maggior parte le riconoscono.


Emidees, 25 giugno 2117

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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Staff Master il Sab Lug 01, 2017 8:35 am

Pt. 4 – Shāh Māt

Sono in tre, feriti e portano due pesi morti. Riescono a sfuggire al nemico per qualche decina di minuti ma ben presto vengono accerchiati. In mezzo agli O’Reily si trova Fremmen.
Jelly gli si lancia addosso come una furia, PsyKo cerca di fermarla ma viene sbalzata da una forza sovrannaturale contro un muro e rimane intontita per qualche secondo.
Dodge cerca di arrivare a Jelly esaurendo i suoi ultimi colpi su chi gli sbarra la strada.
Fremmen è davanti a lei che schiva o para i suoi colpi senza grande fatica finché lei non riesce a ferirlo. La sua maschera si punta su di lei, inespressiva. La lama di lui si muove fulminea e lei finisce a terra, un dolore lancinante al viso, gli occhi coperti di sangue.
Psyko si rialza. Assiste alle scene attorno come ad una serie di fotogrammi.
Jelly a terra ai piedi di Fremmen con una pozza di sangue che si allarga sotto di lei.
Dodge che si lancia contro di lui con una katana in mano.
Fremmen che estrae una pistola e spara.
Dodge che cade. Morto.
Fremmen che ride e si allontana, lasciando il resto agli altri.
Psyko Girl si difende come una furia. Ne uccide parecchi prima che riescano a ferirla, ma alla fine ci riescono. Mentre il suolo si avvicina velocemente alla sua faccia, sente delle grida alle sue spalle:
“Morte alla Cagna!!!”
E poi … è silenzio.

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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Staff Master il Lun Lug 03, 2017 6:14 pm

È ormai calata la sera e il gruppo di Sig rimasti si accampa per la notte.
Vengono posizionate le sentinelle mentre viene acceso un fuoco e vengono messi sullo spiedo gli umani per la cena. I Nord sono tranquilli: combattono dalla parte di quelli che stanno vincendo e non hanno nulla da temere.
Una jeep dell’esercito della Tiranna passa poco lontana su una strada malconcia e piena di calcinacci. Procede dalla periferia Nord verso il centro di Emidees. Le sentinelle osservano le luci della macchina allontanarsi per poi girare dietro ad un edificio.
Mentre un odore di carne bruciata inizia a diffondersi nell’aria, l’attenzione di tutti è catturata da un frastuono al centro del campo. Lì quella che era una jeep è appena atterrata su uno degli addetti alla cottura.
I Sig saltano dai loro posti, impugnando le armi e chiudendosi in un cerchio protettivo.
Un uomo si fa strada nelle tenebre e, lentamente, raggiunge la zona di penombra ad un centinaio di metri da loro. Indossa un tabarro rosso e nero, un lungo mantello giallo ed una spada che gronda sangue.
Sulla sua faccia tatuata e sulle mani spiccano delle rune.
“Chi è tu che attacca uomini di Re Sigfrid?”
Gli altri Nord fanno muro alle spalle di quello che ha parlato, evidentemente il loro capo.
Nel tempo in cui una persona potrebbe battere le ciglia o una mosca flettere le ali, lo sconosciuto è davanti al Sig. Gli attimi sembrano dilatarsi e diventare minuti ma tutto succede in un momento.
Lo sconosciuto prende il Nord con una mano, lo solleva e lo scaglia come se fosse un sassolino contro una parete dall’altra parte del piazzale. L’effetto è quello di un palloncino d’acqua che finisca contro una parete rigida.
Lo straniero è ora perfettamente illuminato dal fuoco e a quella distanza i Nord riconoscono i simboli. Davanti a loro si erge Tyr, il dio della guerra.
Tutti si inginocchiano, tutti mollano le armi, nessuno proferisce parola se non per chiedere di risparmiargli la vita.
Tyr li osserva, impassibile. Si avvicina al fuoco e si prende un pezzo del tizio che sta arrostendo. Siede su un masso e comincia a mangiare. Gli altri sono ancora in ginocchio, con lo sguardo a terra.
“Dunque, saprete sicuramente che io ho normalmente poca pazienza. Nei giorni scorsi ho dato fondo a quella rimasta. Ora, sono giunte alle mie orecchie strane voci e vorrei capire cosa sta succedendo, se qualcuno potesse essere così gentile da spiegarmi come mai combattete per la Tiranna …”.
“Siamo qui per combattere i ribelli e …”
Un pezzo di femore lungo 5 centimetri si pianta nel cranio del Nord che aveva cominciato a parlare.
“Sono forse stato poco chiaro?”
Lo sciamano del gruppo si fa avanti e si inginocchia davanti al Dio.
I due cominciano a parlare. La loro chiacchierata dura un po’ più a lungo della precedente.



Nei pressi di Emidees, 3 luglio 2117.

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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Staff Master il Mar Lug 04, 2017 9:20 pm

Alleister è seduta sul suo trono, il volto della donna è stanco e tirato come quello di chi sta dormendo troppo poco. Di fronte a Sua Grazia uno stuolo di uomini ben vestiti e visibilmente a disagio. La Tiranna tamburella nervosamente sul bracciolo della sua seduta mentre un giovanotto in un elegante abito gessato legge un documento. Lo sguardo della donna è una fessura d'odio rivolta ai suoi sottoposti.

"Ricapitolando. 5000 mila perdite tra morti, feriti e dispersi. Per quanto riguarda la logistica abbiamo perso e consumato circa il 70% del materiale bellico tra munizioni, esplosivi, mezzi, carburante e rifornimenti medici. Il Generale Smith è disperso, il Generale di Brigata Cooper morto nella distruzione del suo Centro Comando. Attualmente abbiamo a disposizione circa 12000 uomini di cui effettivamente 10000 combattenti ma abbiamo comunque perso il 60% del potenziale bellico delle nostre forze. Ho dovuto schierare parte delle truppe ad ingaggiare forze nemiche provenienti da Ovest. Le nostre forze rischiano l'accerchiamento anche se le nostre posizioni sono salde. I ribelli sembrano non essere in grado di imbastire un'offensiva ma si prodigano in azioni di disturbo continue che ci impediscono di ristabilire un perimetro abbastanza sicuro per poter provvedere a realizzare le strutture logistiche necessarie in loco. Chiediamo ordini precisi e rinforzi o sarò costretto entro pochi mesi a dover ritirare le nostre forze.
Grazie Alleister!
Generale di Brigata William Monroe."


Un lungo e pesante silenzio piomba sulla sala, reso ancora più assordante dal tamburellare nervoso della Sovrana.
"Bene, la situazione è grave. Pretendo di avere subito delle risposte da voi ed attenzione a quello che direte."
Gli uomini si guardano impauriti, alcuni sudano copiosamente, altri si allargano il colletto della camicia per respirare meglio.
"Allora, nessuno dei lor signori ha la decenza di farsi avanti ?! Devo considerare che siete solo una manica d'inutili babbei che per anni ha vegetato sotto il mio governo ?!"
Un uomo, magro ed incanutito fa un passo avanti.
"Vostra Grazia, il nemico sta iniziando un'attività di propaganda cercando di far passare la nostra battuta d'arresto come una loro vittoria. Ho ricevuto molti rapporti di alcuni volantini fatti girare tra i vostri sudditi. Ovviamente tutti coloro che sono stati trovati in possesso di tale propaganda sediziosa sono stati uccisi ed abbiamo messo tutto a tacere. I miei sottoposti stanno organizzando una campagna di propaganda colossale in modo da impedire al nemico di sfruttare la situazione. L'opera sarà capillare ma non potrà partire prima di un mese."
Un altro uomo si fa avanti, circa sulla quarantina e dalla folta barba rossiccia.
"Vostra grazia, come governatore del New Illinois vi posso assicurare che i nostri operai lavoreranno alacremente per ristabilire la nostra supremazia in fatto di armamenti. Ho dato ordine di sospendere ogni turno di riposo e le nostre fabbriche lavoreranno tutto 24 ore su 24."
"Bene, vedo che ci siamo capiti. Dottor Mengele ci sono novità sul malfunzionamento delle armi?"
La tetra figura sbuca dalle ombre.
"Voztra Eccelenza, abbiamo regiztrato interferenze ja ma non zapiamo ancora l'origine. Zi trattano di interferenze comunque momentanee. Il terminale è comunque al zicuro."


Urania, 2 luglio 2117

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