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THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

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THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mar Set 05, 2017 5:04 pm

Un uomo vestito in modo elegante entra in uno studio, chiude la porta dietro di sé ed osserva un rispettoso saluto a chi gli sta di fronte.
“Mi avete mandato a chiamare capo?”
Il Don alza lo sguardo dalla scrivania, il volto tirato e visibilmente teso.“Sì. Porta questo dispaccio a Lorenzo. Ci sono novità?”
L'uomo deglutisce e fa un respiro profondo.“Nessuna. Non è ancora tornato.”
Gli occhi del Don mostrano per un attimo un lampo d'ira che trattiene a fatica.
“Seguite le sue tracce. Trovatelo. E se dovesse essergli successo qualcosa...” si interrompe, il ritmo del respiro aumenta e si fa rosso in volto, mentre il tirapiedi prosegue la frase lasciata a metà.
“Cadranno teste, Boss.”
“Vai.”

Miami , Florida agosto 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mer Set 06, 2017 10:52 pm

Ogni posto dove ci siamo trovati, il modo di tirare fuori una taverna lo abbiamo sempre trovato.
Taverna: troppo romantico, piuttosto lo definirei un buco dove bere e socializzare.
Ovviamente socializzare è la cosa che conta.
Infatti intorno a questo tavolo marcio ci siamo in tre, ognuno con il proprio bicchiere sbeccato di fronte.
Paddy con la sua solita tequila (che in questo caso deve essere tequila di contrabbando di terza classe, forse della tequila ha solo il nome), il Doc con la sua birra (in questo caso deve esserci molta più acqua che altro) e io con il mio succo pomodoro.
Beh, che sono quelle facce: il succo di pomodoro fa bene ed è buono.
Anche se questo sa più di lampone che pomodoro.
Oggi non possiamo mica fare gli schizzinosi.

Allora, quando partirai? - chiede Doc
A giorni. - risponde Psyko
Paddy non commenta, osserva sconsolato la sua tequila.
Psyko lo guarda di sottecchi, poi riprende a parlare.
Farò la stessa strada che ho percorso 10 anni fa per arrivare qui. A ritroso.
Beh. Non giocarci brutti scherzi.
Paddy e Psyko si voltano di scatto verso il Doc.
Che ridere Doc - commenta Psyko - cazzo, muoio  
Il Doc fa un brindisi verso i due.
Porterai qualcuno dello squadrone con te? - chiede Paddy
Vorrei, ma non so se Roland sia d’accordo o meno. Del resto vorrei davvero non essere l’unico anello tra la Resistenza e lo squadrone  
La voce tra gli uomini, comunque, è già girata Psyko. Non mi sorprenderebbe se uno di loro ti chiedesse di farsi una gita fino al confine
Paddy, sai anche tu che è pericoloso
Lo so?
Psyko vorrebbe mangiarsi la lingua per quello che ha appena detto.
Così giovani, drammatici - commenta Doc sorseggiando la sua birra. - Questa cosa fa davvero schifo. Ditemi che una volta vinta questa guerra, avremo almeno della birra decente.

Emidees, settembre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Ven Set 08, 2017 2:31 pm

Ne siete sicuri, si?
Paddy cammina avanti ed indietro per la piccola stanzetta dell’infermieria dove Jelly è ancora ricoverata.
Me explico: sono daquerdo sull’attaccare Urania finchè la Cagna è distratta, sono anche daquerdo sul puntare sull’insurrezione, ma siamo sicuri funzionerà?
La ragazza si mette seduta, mentre si toglie il fazzoletto bagnato dalla fronte.
Ne sono spariti altri.
Il messicano la guarda confuso, mentre los guardo di lei si fa più severo.
Me l’ha detto Psyko ieri. La Resistenza ci ha informato che una quindicina di donne incinte sono sparite negli ultimi giorni e che una trentina di bambini non sono più tornati a casa.
Cala un lungo silenzio tra I due.
Trentasei. Hanno denunciato alle Resistenza trentasei sparizioni di ragazzi che si pensava fossero omosessuali solo nell’ultima settimana. La gente si accorge di queste cose, Paddy. La gente si fa delle domande.
Jelly continua a guardare l’amico negli occhi.
Capisci che non sono sparite delle razioni di cibo, ma delle donne incinte? Donne con dei mariti, dei parenti e degli amici che fanno domande e chiedono risposte. Bambini, con genitori ed amici che chiedono risposte. Persone che amano altre persone e che vengono amati, che chiedono risposte. La gente è stufa di chinarsi alle 14 a ringraziare per un tozzo di pane ed un lavoro sfiancante. La gente è stufa di dover tenere nascosti i figli con particolari capacità. Siamo la loro unica speranza.”
Paddy annuisce.
Fidati. Sappiamo quello che facciamo e non vogliamo mandare al massacro tutti. Tu… tu continua a lavorare su quella cosa.
Paddy le sorride.
“Torna sdraiata, prima che la febbre torni a salire chica."



Emidees, settembre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Sab Set 09, 2017 12:30 pm

Tum! Tum! Tum!
La porta vibra sotto i colpi del soldato.
“chi è?”
“Servizio di sicurezza di Urania, aprite la porta!”
Dopo un attimo di silenzio la porta si apre. Fa capolino la testa di una donna dai lunghi capelli corvini.
“si?” chiede timidamente.
“Si sposti signora, stiamo eseguendo perquisizioni di controllo per ordine di Sua Grazia.”
“Aspettate ma ..”
La donna viene spostata in malo modo dal soldato, che entra nella casa seguito da altri due compagni.
Il trio comincia a guardare qui e là, spostando mobili e oggetti vari.
Una ragazzina nasconde il viso tra le braccia della donna.
Passano diversi minuti. Alla fine uno dei soldati riemerge da una delle camere con un volantino in mano.
“Era nascosto sotto uno dei materassi” dice porgendolo ad un compagno.
Questi tira fuori la pistola e la carica.
“Chi te lo ha dato, donna? Dove si trova tuo marito?”
“Mio marito è stato arruolato forzatamente nell’esercito e ha marciato verso Emidees diversi mesi fa. Non è ancora tornato. Il volantino era a terra davanti alla porta questa mattina… non so chi lo abbia messo li”
“Non avresti dovuto raccoglierlo” fa il soldato, mentre scarica un colpo della sua arma sulla fronte della donna.
“Prendete la ragazza, tornerà utile in qualche modo”.



Urania, settembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Lun Set 11, 2017 8:59 pm

Ansima.
Ansima.
Silenzio: un rumore di tacchi in lontananza che si avvicina.
Ansima.
Ansima.
Silenzio: il rumore di un accendino che accende una sigaretta.
Un lungo tiro.
Tossisce.
Ansima.
Che schifo che fai.”
Ansima.
Silenzio.
...ti ucciderà”
Silenzio: una risata.
Ansima.
Ansima…


Urania, settembre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mar Set 12, 2017 7:32 pm

Un foglio viaggia sospinto dal vento, lungo le strade. Vola davanti alle fabbriche ed alle case lussuose. Vola fino alle case popolari, finché non si schianta sul viso di un bambino che, da solo, lancia il pallone contro un muro.
Il bambino agguanta il volantino prima che continui a volare e lo legge velocemente. Gli si illuminano gli occhi a tal punto che abbandona il suo pallone lì dov’è ed inizia a correre verso casa, tenendo il volantino stretto nella mano come un piccolo tesoro.
Corre verso casa, senza accorgersi che ha una scarpa slacciata e che una stringa di questa lo fa inciampare.
Cade faccia a terra e dalle mani gli sfugge il foglio, che vola ancora qualche metro
prima di acasciarsi a terra, di fronte ad un paio di stivali neri lucidi.
Un uomo in divisa si china a raccoglierlo e, mentre si china, il lungo cappotto lascia intravedere la pistola d’ordinanza e la mostrina con la grande A e le tre piccola stanghette.
Il bambino alza il viso: non avrà più di otto anni e negli occhi ha quella curiosità che tutti hanno a quell’età.
Succede. L’hai visto succedere. A tuo figlio, a tua figlia. A tuo fratello, a tua sorella. O magari ai tuoi genitori, al tuo migliore amico, alla tua amata, al tuo amato. Portati via, scomparsi, eliminati perché non erano adatti al mondi di Alleister. Non lasciare che succeda mai più ! Sostieni la Ribellione...
La voce dell’ufficiale è glaciale mentre legge il volantino, cha appallottola non appena ha finito.
Dove intendevi andare con quel foglio?
Il bambino si rialza e si pulisce le ginocchia, prima di mettersi sull’attenti come la miniatura di un soldato.
Da nessuna parte, Signore! Lo stavo andando a buttare via!
Non lo stavi portando a casa, quindi?
Scuote la testa con veemenza.
Come ti chiami, giovane?
“B-Brian, signore. Brian Andrews.
Il graduato inizia a camminare intorno a Brian, che intanto inizia a piangere.
“Andrews… Non avevi un fratello, Brian? Un fratello più grande? …. Marcus?”
Il bimbo continua a rimanere immobile ed a piangere.
Marcus, si. E non era forse mh… Omosessuale.”
Una larga chiazza di bagnato si allarga sul cavallo dei pantaloni di Brian.
Nossignore, giuro. Nossignore.
“Quindi non stavi portando quello stupido volantino alla tua mamma, Brian?”
Scuote la testa con veemenza, iniziando a singhiozzare.
L’ufficiale impugna la pistola d’ordinanza, mentre si sposta alle spalle del bambino, e gliela punta dritto alla nuca.
“Anche nel caso che io ti credessi… Tenere quei volantini è reato.”
Un singolo colpo secco, che rimbomba nella via deserta al calare della sera.
Due piccioni si alzano un tralicio poco distante e volano via, via da Urania, via da Alleister e via dal cadavere di Brian Andrews.



Urania, settembre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mer Set 13, 2017 9:56 pm

“Vaffanculo, non ne posso più sergente. La situazione è insostenibile!”

“Donovan, faresti meglio a morderti la lingua invece di continuare a dire cazzate, gli ordini sono ordini. Hanno detto di tenere questa posizione di fianco alla cisterna e noi lo faremo anche se arrivassero tutti i fottuti ribelli.”

“Sergente, anche se arrivassero li vedremmo solo quando sarà troppo tardi.”

Le divise sono ormai logore e coperte di polvere. Il vento caldo dell'Arizona non porta sollievo e fa solo salire la polvere. I soldati cercano di coprirsi il volto con dei fazzoletti ma è inutile. Le rovine sono crivellate di fori di proiettili per i recenti scontri, i ribelli avevano trovato chissà dove caricatori e munizioni mentre i loro rifornimenti iniziavano a scarseggiare.

“Questa è stata un'impresa sfortunata vi dico. Da quando la nostra ultima offensiva è fallita i rifornimenti sono arrivati col contagocce, come se ci volessero dimenticare.”

“Donovan, ultimo avvertimento, non insistere oltre. Ricordati che sei un soldato dell'E.F.C. ed hai il privilegio di combattere per Sua Grazia.”

“Signore, ci hanno lasciato indietro altre che Sua Grazia. Moriremo in questo posto sperduto!”

Dopo una prima evacuazione di personale erano rimasti circa seimila uomini, nei giorni immediatamente successivi alla fallita offensiva ed al trinceramento su Peoria la maggior parte del personale non combattente era stato evacuato. I combattimenti erano continuati, non più azioni su vasta scala ma piccoli scontri. I ribelli avevano dalla loro la conoscenza del territorio ma loro, i soldati di Sua Grazia, avevano ancora la superiorità numerica e tecnica. Una snervante continua guerriglia aveva costretto i soldati in un'area sempre più ristretta ed affollata. Con il tempo gli ufficiali si erano resi conto che il nemico era in grado di aggirarli e tra la truppa ed il corpo ufficiali si era diffusa l'idea che fossero circondati.

“Mi sento così debole, è la decima volta che cago questa mattina, sempre se si può definire cagare questa schifosa dissenteria. Donovan aiutami a sdraiarmi, mi sento tanto debole.”

“Sergente, così non va bene. Sei pallido e smorto, se ci fermiamo ora rimarrai indietro ed il convoglio ci lascerà in territorio nemico. Forza!”

“Donovan, non ce la faccio più a camminare. Ho sete… tanta sete. Passami la borraccia.”

“Certo Sergente. Facciamo che ti riposi dieci minuti poi ripartiamo. Qui siamo vulnerabili agli attacchi nemici e siamo troppo deboli per combattere.”


Poi era iniziata l'epidemia. Circa un paio di settimane fa alcuni soldati avevano iniziato a soffrire di dolori al ventre, poi la dissenteria aveva iniziato a mietere vittime. Le scorte mediche avevano iniziato a scarseggiare a causa degli agguati dei ribelli. I medici non avevano dubbi, si trattava di dissenteria ma non capivano da dove arrivasse. Il caldo sole del Sud non aiutava ed i soldati morivano come mosche sotto il caldo. Gli accampamenti e le improvvisate caserme erano appestato dal tanfo di morte ed escrementi. Di fronte alle crescenti perdite ed alla pressione nemica che aumentava il generale Monroe aveva dato ordine di ripiegare verso le posizioni iniziali ma tutto era stato reso difficile dagli attacchi dei ribelli, trappole esplosive ed imboscate avevano costretto i convogli a farsi largo verso la salvezza.

“Qui non ce la faremo Sergente, te l'avevo detto che si erano dimenticati di noi. Ora siamo proprio soli in territorio nemico e non riesco a trascinarti fino ad Urania. Smettila di dormire ed aiutami.
Sergente? Sergente?! Joe mi senti cazzo ?! Merda è andato.”

La ritirata è lenta e sfiancante. L'epidemia di dissenteria falcia gli uomini. La difficoltà nel reperire l'acqua sufficiente e l'impossibilità di riposarsi uccidono più delle pallottole e delle lame dei ribelli.
Tra le rovine la battaglia si fa disperata, i soldati di Alleister sono stanchi e provati ma i soldati modificati e potenziati dalla perversa scienza di Alleister sono nemici ostici. I ribelli faticano ad ostacolare la ritirata dei loro nemici. Gli scontri sono violenti e sanguinosi, i ribelli usano la tattica e le imboscate per decimare il nemico, i soldati di Alleister combattono disperatamente per salvare le loro vite, combattono per paura. Migliaia di uomini con decine di mezzi si ritirano faticosamente, tutto quello che non può essere portato via viene distrutto.

“Vaffanculo! Ci hanno affidato a degli imbecilli tronfi o codardi. Ci hanno raccontato che sarebbe stato facile, una passeggiata e poi di nuovo tutti a casa. Invece ci hanno lasciato qui a morire. Per cosa poi?! Per un nulla! Questi ribelli sono dei poveri disgraziati, messi peggio di noi eppure ci hanno sconfitto! Inizio a pensare che questo volantino non abbia tutti i torti. Forse Alleister è veramente solo una Tiranna e non un Dio misericordioso.”


Emidees, fine agosto 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Dom Set 17, 2017 3:20 pm

Si tratta esattamente di quello che raccontano, ti dico!
Il vecchio commerciante infilzò la salsiccia con il suo coltellino e la portò di fronte alla fiamma. Le narici sue e dei due commensali che lo affiancavano attorno al rudimentale fuoco da campo vennero colmate dall'aroma della pietanza che veniva arrostita.
Willy, ti avranno gabbato.
Invece ti dico che la mia fonte è attendibile! Ha lavorato in quella centrale per anni!
Allora evidentemente avrà preso una scarica di troppo e gli si sarà fuso il cervello.
Il terzo commensale fece roteare rapidamente il dito vicino alla tempia, ad indicare chiaramente che riteneva verosimile che chiunque avesse raccontato quella storia a Willy fosse pazzo.
Ma insomma. Con tutto quello che vediamo ogni sacrosanto giorno, volete dire che proprio non riuscite a credermi?
Willy, il tuo contatto avrà visto qualche malfunzionamento della rete elettrica e ci avrà imbastito sopra una storia divertente, su.
No, vi dico. Lui dice che le persone erano fatte di elettricità. Di elettricità, capite?


Centro, nei pressi dell'ingresso dei passaggio sotterraneo per il Monumento all'Aviazione civile. Metà settembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Lun Set 18, 2017 4:42 pm

-E per quanto riguarda l’atro problema? -
-Quale? Quello dei Nord?-
-Sì. Sono nostri alleati, mi sembra di lasciarli indietr… -
-Stai discutendo gli ordini James? -
-N - no -
-Non mi sembri molto convinto, ma lo sai qual è la mossa. Prima ci muoviamo verso Urania e poi verso quel campo di reclusione. Non possiamo fare altrimenti: in guerra si devono fare delle scelte. Lo sanno anche loro. -
-… -
-Non li stiamo abbandonando James. -



Dialogo tra due soldati - Emidees, settembre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mar Set 19, 2017 10:24 am

Samuel Candy era, prima e sopra ogni altra cosa, un uomo educato alle buone maniere del Sud. Per questo, nonostante ormai il Dottor Foley – o “Joshua”, come lui preferiva essere chiamato – gli avesse dato pieno accesso al suo ambulatorio, non mancava mai di bussare prima di entrare. Lo trovava un gesto di civiltà.
Dottor Foley? È permesso?
Joshua del resto era invece un uomo del Centro: schietto, si sarebbe potuto dire. Di certo non raffinato, nonostante avesse di certo studiato. In quel frangente, nello specifico, tutta la sua carenza di raffinatezza era ben chiara: era malamente appoggiato a quel tavolaccio che chiamava scrivania con la testa dopo aver palesemente passato la nottata lì a dormire. Per l’ennesima volta.
Ma non da solo. C’era una bottiglia di scotch… e due bicchieri. Uno era sporco di rossetto.
Samuel sorrise furbescamente. Se qualcuno avesse potuto vedere la sua faccia, avrebbe di certo inteso che sottintendeva una frase del tempo “e guarda il buon dottore…”.
Fece per uscire.

Signor Candy…yaaaawn.
Joshua si era appena risvegliato dal suo torpore quel tanto che bastava per consentirgli di vedere Samuel uscire. Si tirò su stiracchiandosi e cercando di ridarsi un tono – inutilmente, visto che aveva stampate sulla faccia le venature del tavolo.
Buongiorno Dottor Foley. Vedo che ha fatto le ore piccole al lavoro anche stanotte!
Samuel sorrise indicando i bicchieri. A sua volta, Joshua rispose con una risatina addormentata.
Immagino una visita d’urgenza notturna. Alla signorina…
Remedios. Si chiama Remedios. Ed è una brava ragazza. Come dite al Sud… “timorata di Dio”, ecco. Abbiamo solo bevuto qualcosa assieme e parlato.
Certo, certo. Non intenderei mai qualcosa di diverso, Dottor Foley… io e mia moglie notavamo solo con piacere che passate molto tempo con la signorina Remedios. Non che ci sia nulla di male, ovviamente. Mica è sposato, lei!
Joshua smise di sorridere. Qualcosa di quello che aveva detto Samuel lo aveva fatto incupire e Foley non era uomo da nasconderlo. Un silenzio imbarazzato calò nella stanza per qualche secondo.
Beh, Dottore, ci sono alcuni pazienti di là che hanno bisogno di lei…
… digli che sto arrivando, per favore. Ora mi rassetto un attimo e ci sono.
Certo, Dottore. La aspetto di là anche io.
Grazie Samuel.
Mentre Samuel usciva, Joshua aprì un cassetto della scrivania. Foley ne tirò fuori una foto, tenendola rivolta verso di sé. Samuel riuscì a leggere solo un appunto a mano scritto sul retro, uscendo:
“JF – LC
2103 – 2111”


Emidees, infermeria. Metà settembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Ven Set 22, 2017 12:41 pm

"Non so se queste mie parole ti giungeranno, mamma. La situazione ad Urania è critica: l'Esercito sta uccedendo delle persone. Un mio amico mi ha detto che ha visto morire fucilati dei bambini solo perchè avevano dei volantini. Non so se sopravviverò e se riuscirò a riabbracciarti. È mia ferma intenzione rintracciare quella che dicono si chiami Resistenza, qui in città, e da lì unirmi poi alla Ribellione di Emidees.
Ti voglio bene, mamma.


Girano tante voci, Jay. Qui uccidono le persone. Non è un paradiso, come sembrava, anzi. Solo nella mia via, l'ultima settimana è sparita una donna incinta. Non si sa che fine abbia fatto e io sono davvero spaventata che possano venire a prendere anche me. Nostro figlio ti aspetta. Sento che scalcia, sai? Qui, mentre ti scrivo. Torna presto dal fronte di Emidees, che ti voglio parlare. Inizio a pensare che la Ribellione possa avere ragione... Forse mi sbaglio.
Ti amo. Mi manchi.  


Cara Alexa, caro Mark.
Non tornate a casa dal vostro viaggio a Sud: qui non è sicuro. Molta gente continua a sparire ogni giorno. Le strade sono imbrattate di sangue. Tornare qui, per qualcuno con le vostre capacità, con le mie capacità, sarebbe un suicidio.
Trovatevi una casa sicura al Sud, trovatevi un lavoro e rifatevi una famiglia.
Mamma vi ama.




Stralci di lettere insanguinate che volano per le strade di Urania

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Ven Set 22, 2017 4:22 pm

Cristo, che botta!
Te lo ho detto che era roba buona, Blu.
Me ne sono accorto, Green. Buona sul serio. Non mi sentivo così carico da mesi!
Produco solo la roba migliore, Blu. Nonostante la guerra, gli ingredienti buoni si trovano ancora...
Lo sento! Anche se...mmh...è un po' diverso dal solito.
Si, lo ho notato anche io. Dura di meno. Temo che tutta questa siccità in giro per il continente abbia danneggiato un po' le proprietà delle erbe...



Dialogo tra due commercianti da qualche parte nel Centro. Metà di settembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mar Set 26, 2017 12:11 am

Dall'alto della saggezza che l'età gli conferiva, Billy era convinto che stesse succedendo un gran portento in città in quel momento.
Eh, si. Perché nei suoi lunghi cinque anni di vita - un'età considerevole che lui portava con grande fierezza, mostrando a tutti la manina aperta quando sua madre gli domandava di farlo - Billy non aveva mai sentito così tanti fuochi di artificio. Ad alcuni isolati da lui - un luogo dove di certo vivevano alieni e altre creature mitiche, tale era la distanza - sentiva continui botti, alcuni più sordi, alcuni più acuti. Quelle creature, di cui lui immaginava due stirpi - una bella, educata, ben vestita, totalmente simile a Sua Grazia, e una brutta, porca, incivile e malvestita, di certo simile ad uno dei tanti ribelli che vedeva sui manifesti - dovevano essere intente in qualche celebrazione. Alcune di loro schiamazzavano malamente, ma la sua ampia e raffinata conoscenza musicale gli consentiva di intendere chiaramente nel RA-TA-TA-TA-TA il suono di una marcetta. Ci doveva quindi essere una banda. E se c'era una banda, doveva esserci una celebrazione.
Era così ovvio, che ritenne opportuno annuire a sè stesso - a complimento della sua competenza, ovviamente - mentre agitava i pupazzetti che sua madre gli aveva fatto sul terreno. La sua incredibile fantasia narrativa - un altro dei suoi molti talenti, pensò - lo portava ad immaginarsi con grande dovizia di particolari la battaglia che doveva aver preceduto quella celebrazione, ovviamente vinta dalle creature soffuse di luce. Avendola immaginata, stava tentando di ricrearla coi suoi pupazzi. E nonostante la fattura un po' grezza - ché sua madre non era abile nell'artigianato come lui... del resto, anche l'abilità artistica era una delle sue molte doti, sostenne ad alta voce - stava ottenendo un buon risultato. Sufficiente a farlo concorrere per il premio della sua Scuola. Macché concorrere! Vincerlo. E ovviamente riprodurre la medesima rappresentazione di fronte a Sua Grazia, che rapita dal suo talento avrebbe di certo richiesto di averlo come artista di palazzo. 
Già si vedeva nell'alta uniforme dei Maggiordomi di Sua Grazia ad intrattenerla durante i ricevimenti dei notabili. Certo, avrebbe dovuto modificare un po' il suo equipaggiamento, ma chiaramente nessuno avrebbe potuto...


Compagni e compagne. Vi considero tutti cittadini del nuovo Stato che sta per nascere sulle ceneri di questa tirannia che oggi abbatteremo. Da esse sorgerà un nuovo Stato libero, indipendente, forte e democratico. Io, Roland Hooges, Generale della Ribellione, vi guiderò verso un domani libero e felice.
Cittadini e Cittadine di Urania. La libertà ha un prezzo! Emidees lo hanno pagato. Gli uomini e le donne della Ribellione hanno pagato questo duro prezzo col sangue e con la sofferenza. Abbiamo resistito alle forze della Tirannia in nome di quei valori che hanno guidato i nostri padri e i nostri nonni.
Ricordate: la Ribellione vi porterà la libertà! Ma abbiamo bisogno di voi, di tutti voi!
Insorgete! Insorgete, Cittadini e Cittadine di Urania! Conquistate la vostra libertà! Abbatteremo insieme la Tirannia. Nessuno di noi deve più vivere nella vile schiavitù!


...

Billy appoggiò a terra i pupazzi. Dietro di lui, il cane che i genitori gli lasciavano a guardia lo fissava stranito.
Si alzò in piedi e si diresse verso il cancello. Il cane lo seguì, fedele come solo i segugi sanno essere. Lo seguì lungo la strada, giù per il Quartiere residenziale e fino alla locale sede dell'E.F.C., dentro alla quale ferveva qualche tipo di preparativo. 
L'insegna di Allisteir istoriava ogni vetrata, quale piccola opera Liberty nel grigiume della casera. Il piccolo Billy la notò subito.
Si chinò e prese un sasso - uno grosso, al punto che faceva quasi fatica a stringerlo nel pugno. Prese un gran sospiro e lo scagliò contro la vetrata.
LIBERTA'!


Urania, pomeriggio del 24 settembre 2117, ore 17 circa.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mar Set 26, 2017 3:39 pm

Fremmen aveva dato l'ordine di ucciderli tutti e poco c'era mancato, se non fosse stato per la dottoressa Diane Candy che era riuscita a nascondersi sotto un tavolaccio nella stanza dei pannelli.
Diane chiuse gli occhi e si votò ad ogni divinità possibile, anche la fortuna invocò, che per una volta avrebbe potuto aprire un occhio e girarlo verso di loro.

Qualcuno la ascoltò.

Psyko corse verso Fremmen e gli urlò contro parole dolci da profondo del cuore: - Figlio di puttana! Guardami sono qui. Maledetto cane! - e Fremmen si voltò a guardarla e con fastidio le ficcò l'arma nello stomaco.
Lei provò a scappare, ma era storpia e senza armi e con poco spirito di conservazione, a quanto pare. Riuscì a farsi seguire solo per metà stanza.

Jhonny e Domino erano stati più furbi, come Diane avevano cercato di sopravvivere. Avevano approfittato del caos per diventare piccoli piccoli e trovare il tempo giusto per aiutare gli altri. Nonostante la pericolosità del momento, Jhonny osservava Fremmen con attenzione: quel giorno la vittoria era stata sua, ma se fosse riuscito a sopravvivere era sicuro i due si sarebbero rincontrati di certo. Quando sarebbe successo, non si sarebbe fatto trovare impreparato.

Fremmen si lasciò dietro una scia di sangue e cadaveri, ma Diane era stata furba e fortuna volle che uscisse incolume dal combattimento: si attivò subito per recuperare i pochi medici a terra.

Era un casino, perché a nessuno di loro era stato lasciato nessun composto. Molti di loro furono presi per i capelli.

Infondo, ancora una volta, ce l'avevano fatta.

La posizione era stata mantenuta e i misteri della centrale erano stati risolti.
L'insurrezione ad Urania era scoppiata e la Tiranna aveva conosciuto la paura per mano loro.
Anni di guerriglia e adesso scappava con la coda fra le gambe, ed era anche merito loro. Le avevano fatto conoscere la paura: cosa voleva dire sentirsi braccati fino alla morte.

Ognuno di loro portava sul loro corpo cicatrici, botte, ferite fresche - ma cazzo - erano arrivati alla fine di un capitolo. Quel giorno si era fatta la storia e loro ne erano protagonisti.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Gio Set 28, 2017 8:18 am

La radio aveva appena finito di gracchiare un messaggio dal sapore amaro per tutti i simpatizzanti della Tiranna. Incredibilmente da ogni parte della città già arrivavano rapporti di persone in rivolta che avevano preso le armi contro l’esercito.
Nella postazione di guardia appena oltre i cancelli principali di Urania tutto taceva. Un ufficiale aveva preso la maggior parte di loro e si era allontanato per difendere zone più “sensibili”. I soldati rimasti si osservavano con sguardi smarriti, attendendo delle risposte e degli ordini che non arrivavano.
Ad un tratto un forte rumore attraversa tutta la struttura. Sembra che una violenta esplosione abbia colpito le porte blindate.
Si ripete una seconda volta. I soldati imbracciano le armi e si schierano in file discretamente ordinate appena oltre i cancelli.
Una terza … e la struttura comincia ad incrinarsi verso l’interno.
Alla quarta i grossi cardini cedono e l’intero portone rovina a terra. Quando il fumo si dirada, un uomo coperto da una folta pelliccia sta avanzando nella polvere. Sulla sua fronte spicca un’unica runa.
I soldati lo osservano non capendo cosa stia succedendo. Lo guardano mentre si accovaccia sui resti di quello che era il portone, mentre lo solleva come fosse finto e, con orrore, mentre con non curanza glielo scaglia contro.
Mentre la terra riceve il suo tributo di sangue, i passi dell’uomo si perdono in lontananza.




Urania, 23 settembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Ven Set 29, 2017 10:15 pm

L’alto palazzo del governo dominava l’intera città. Le luci elettriche brillavano come stelle in terra, abbagliando uomini e donne nella meraviglia di un progresso apparente. L’aria di settembre era fresca: dal tetto potevi sentire il boato di rumori lontani, segno di una battaglia ancora in corso.
Il giovane guardava l’immensità di questo luogo che nella sua mente era parso un lontano obiettivo per tanto, troppo tempo. Aveva sognato per anni di trovarsi lì, abbracciato a lei, a festeggiare a loro modo con una bottiglia di tequila e pochi pensieri. Invece era andato tutto diversamente, tutto era crollato in pochi mesi, anni di sentimenti e forti passioni spazzati via dal tradimento e dalla menzogna. Qualcuno stava sicuramente ridendo della sua tragica figura. Una lacrima scendeva lungo la sua guancia. Il sorriso sul suo volto era una beffarda maschera verso un’avversa sorte, uno sfottò verso la sua patetica figura. Altri palazzi più bassi circondavano il piazzale, gli stendardi dell’odiata tirannia gli facevano capire che ancora nessuno dei suoi era arrivato ad occuparli. Era esattamente quello che voleva. Alla notizia della fuga della Tiranna alcuni ribelli erano sciamati all’interno del palazzo governativo, il tronfio generale era ancora lontano, avrebbe sicuramente aspettato il mattino per il suo trionfale ingresso: quanto era patetico pensò.
Sentì improvvisamente dei passi dietro di lui, ormai li riconosceva benissimo, li aveva sognati per tante notti: rinchiuso in quella lurida cella, sperando che lei stesse venendo a salvarlo.
Non si voltò nemmeno quando senti l’otturatore dell’arma scattare: sapeva esattamente che lei gli stava puntando il ferro, poteva immaginare la mano tremante e gli occhi gonfi.
- Josè Sean O’Reily, per ordine del Generale Roland Hodge sei in arresto per insubordinazione e tradimento. Ti prego non opporre resistenza. -
La voce della ragazza era rotta e tremolante. Lui non si mosse nemmeno, continuava a guardare Urania.
-Ciao Jackie, sapevo che mi avresti trovato. Abbiamo fantasticato tante volte di trovarci qui a goderci questo momento. Sono felice che tu te ne sia ricordata. -
L’accento messicano era meno marcato del solito e l’inglese era stranamente corretto.
- Ti prego, non costringermi a… -
Si interruppe improvvisamente, non riusciva nemmeno a dirlo. Passarono alcuni secondi di silenzio pesante.
- "Spararti"? Questo è quello che dovresti fare. Lo capisco, se vuoi andare fino in fondo non opporrò resistenza, ma ti prego di ascoltarmi per un attimo. -
Il giovane si girò verso di lei e le tese la mano, la ragazza abbassò il fucile. Il suo volto era distrutto dall’odio e dalla paura. Paura di dover fare qualcosa di orribile. Eppure abbassò l’arma e fece qualche passo avanti fino a raggiungerlo.
- Perché Josè ? Perché siamo arrivati a tutto questo? -
- Me lo chiedo anch'io Jackie, abbiamo perso la nostra anima. Qualcuno ci ha costretto a farla a pezzi e a venderla pian piano. Non avrei mai voluto vedertelo fare. -
- Mi hai urlato in faccia quelle cose … orribili! -
Uno schiaffo volò sulla faccia del giovane uomo che non fece nulla per evitarlo. Il lacerante gesto aveva ferito molto più di quanto potesse sembrare. Quelle ferite che non puoi curare.
- Hai ragione, scusami. Questa guerra ha preteso troppo da entrambi. Io sono morto nel dirtelo, od almeno una parte di me. Non avrei mai voluto vederti costretta a compiere certe scelte. Ho sempre cercato di dover compiere io certi errori, accettando di portarmi dietro anche i tuoi peccati. -
La giovane accennò un mezzo sorriso.
- Sei uno stronzo Josè, sei diventato matto. -
Una goccia di sangue scendeva dal naso e dalla bocca dell’uomo. Il suo volto era impassibile.
- Ci siamo incontrati in un periodo molto strano delle nostre vite. Ho paura Jackie, paura per quello che sarà e paura di non poter più condividere con te tutto questo, ma ognuno di noi ha fatto le sue scelte. -
Afferrò la mano della ragazza e la strinse forte.
- Guardami, ho gli occhi aperti. -
L’uomo premette il pulsante. Un boato nella notte. Il palazzo tremò, scosso nelle fondamenta, ma loro rimasero in piedi. I vetri si ruppero in miliardi di pezzi, facendo brillare la notte come degli astri in miniatura. L’acciaio ed il cemento si contorsero nell’esplosione crollando come le vestigia della tirannia che tanto avevano voluto abbattere.
Crollavano i ministeri con cui la Tiranna aveva oppresso il popolo, un monito a chi ne prendeva il posto.

La polvere riempì l’aria ed il fumo confuse tutto.

Dal punto più alto di Urania guardavano sotto. Le loro mani si stringevano per un’ultima volta, guardando i palazzi che crollavano.

Poi calò il silenzio e la notte.




Urania, 24 settembre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Sab Set 30, 2017 4:34 pm

La granata esplose portando con sè gli ultimi difensori di quell'ufficio postale che, per l'occasione, era stato adibito a barricata. Era l'ultimo nido dei soldati dell'E.F.C. rimasto nel quartiere, che a questo punto, poteva dirsi liberato.
Un grido di gioia unì tutti i ribelli, i quali spararono gli ultimi colpi verso il cielo. Attraverso quel gesto sfogarono sia la rabbia che la frustrazione repressa e accumulata in mesi di trincea, a combattere un nemico che sembrava impossibile da piegare.
Il vecchio soldato si appoggiò ad una vecchia panchina in quello che era un parco pubblico, ma che ora era colmo di buche, cadaveri e feriti. Le gambe erano pesanti ed il cuore batteva come una macchina da cucire, eppure un sorriso ricamava il suo volto canuto.
Jeb aveva fatto di tutto per farsi assegnare a quel plotone in quella determinata zona di Urania, poiché quella era stata casa sua per tanti lunghi anni.
La sua vecchia casa era ancora lì: incredibilmente ancora intatta dalla guerra, ma non dall'abbandono del tempo.
Tutt'attorno i soldati ribelli festeggiavano la vittoria.
Già, vittoria.
Ancora una volta Jeb aveva combattuto per Urania e vi era entrato a suon di pallottole, casa per casa: prima a fianco di Alleister e Brandon, poi per schiacciare la Ribellione di quest'ultimo ed infine per scacciare Alleister stessa, da Tiranna quale era divenuta, al fianco di una nuova ribellione.
Si frugò nel taschino, ma non trovò nulla. I sigari erano finiti da giorni, ma il gesto meccanico era rimasto.
Appoggiò il suo fucile rovente sulla seduta della panchina e mise le braccia dietro la testa, socchiudendo gli occhi lentamente e cercando di rilassarsi e distendere i nervi.
La sua mente iniziò a vagare per il quartiere: la vecchia officina dove lavorava, il patio di legno della casa in cui era solito riposare, la vecchia tavola calda dove servivano quell'ottimo stufato e persino quel dannato ufficio postale dove odiava recarsi. Un giorno aveva giurato che lo avrebbe fatto saltare, tanto era irritante. Gli scappò una risata sommessa:
- Ogni promessa è debito, pare. -





Urania, 30 settembre 2117


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Messaggio Da Staff Master il Dom Ott 01, 2017 4:43 pm

La settimana dopo la presa di Urania sembra tutto irreale.
I combattimenti si erano fermati un paio di ore prima, dopo l'ennesima notte di fuoco. Katia e le sue Leonesse si erano occupate di ripulire la zona verde. La Resistenza e la Ribellione, aiutati dai Nord, avevano fatto retrocedere l'EFC fino al bordo esterno della città, verso Ovest.
La popolazione che era insorta si era comportata bene: avevano combattuto con rabbia per la loro Libertà ed erano morti in molti.
Ora erano stremati per terra, increduli di fronte al nuovo mattino.

- URANIA È PRESA! LA TIRANNA ALLEISTER TERZA È SCAPPATA. ABBIAMO VINTO UN ALTRA BATTAGLIA, UNA GROSSA, MA LA GUERRA NON È ANCORA FINITA.
CHIUNQUE FOSSE RIMASTO SENZA CASA DURANTE I COMBATTIMENTI È INVITATO A RECARSI VERSO IL PALAZZO PER UNA NUOVA SISTEMAZIONE -


Il messaggio di Roland viene trasmesso attraverso degli altoparlanti per la quarta volta quell'ora.
I cadaveri ai lati delle strade sono tanto, misti tra soldati, civili e ribelli. Sono solo cadaveri ora.
Alcuni palazzi hanno preso fuoco e grosse volute di fumo si alzano verso il cielo.
Jelly fuma lenta, mentre passeggia per le strade.
Roland si è insediato nel palazzo la sera prima.
Psyko è sdraiata su una branda infermeria: lo sguardo assorto nel vuoto.
Paddy è chissà dove: forse lontano, forse che vaga anche lui.
Il Doc tiene dietro ai feriti, con una sorta di serenità.
Ad Emidees Janet sistema i suoi conti, Zachary è andato a dormire dopo la lunga notte, mentre Jeb non sa se essere contento o meno.
Nella sede dei Peaky Blinders la famiglia Shelby al completo brinda con una vecchia grappa, come da tradizione.
Gli uomini dello Squadrone sono stanchi: alcuni hanno partecipato alla battaglia notturna, altri no. Ora c'è gente che dorme e gente che beve.
Implacabili, le Leonesse dell'Ovest insieme ai Nord procedono con i rastrellamenti dei nemici.
È un nuovo giorno.
È una nuova Ribellione.


Urania, 1 ottobre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Sab Ott 07, 2017 8:16 pm

"È tutto andato secondo i piani?"
"Si, sorella."
È il tramonto, ad Urania, e dalla grande finestra dietro di loro si vedono ancora delle colonne di fumo che salgono verso il cielo.
"La Cagna alla fine se l'è telata... Prevedibile. Ora la Ribellione se ne dovrà occupare."
"E dovranno mantenere quanto ci hanno promesso."
Si girano entrambi verso un foglietto scritto a mano, recante due firme, dentro una cornice.
"Ci sei mancato, Arthur. Sono lieta che la tua missione ti abbia finalmente riportato a casa. Occupatene con i guanti di velluto... È merce preziosa."
Arthur annuisce e continua a fissare la Capitale, dietro le spalle della sorella.


Quartiere generale dei Peaky Blinders

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mar Ott 10, 2017 10:38 pm

...Il quartiere di Asbury Park è stato completamente pacificato. Gli ultimi soldati dell'E.F.C. sono stati arrestati.
Purtroppo, il Plotone J non è riuscito a raggiungere la zona prima che i prigionieri dell'E.F.C. venissero uccisi. Quattro cadaveri sono stati ritrovati con la testa scoperchiata.
I soldati arrestati sostengano di non aver partecipato a quell'azione. Le indagini stanno comunque proseguendo...



Urana, rapporto sull'avanzamento dell'attività bellica in città. Metà di ottobre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Ven Ott 13, 2017 8:42 pm

Tum! Tum! Tum!
Tre forti colpi si abbattono sulla porta.
Avanti” fa una voce dall’interno.
La porta si apre e un uomo di grosse dimensioni muove un passo nella stanza buia.
Rimane in attesa sulla soglia per qualche attimo, permettendo ai suoi occhi di abituarsi all’oscurità.
Ho delle notizie.
Siediti vecchio amico, ti ascolto.
Il marcantonio scosta una sedia e ci si siede. Osserva nell’oscurità fino a distinguere i lineamenti dell’interlocutore; stravaccato sulla sedia con i piedi poggiati sul tavolo. La poca luce che filtra dalla porta lasciata aperta gli permette di distinguere sempre più particolari.
Si sofferma sulla benda che gli copre l’occhio.
I tizi dello squadrone XXX hanno ucciso il Mannaia.
Ma davvero… e da chi verrebbe questa informazione?
Dal nostro uomo.
L’altro tizio si mette a sedere composto, molto più interessato dalla conversazione.
Chi… ha ucciso il Mannaia?
La tizia che copre la sua faccia con un teschio, suo fratello e forse qualche altro
Capisco…
Sai cosa vuol dire questo?
Oh … lo so perfettamente. L’onore richiede di saldare il debito.
Vuoi che ci pensi io?
“Oh no, ci penserò personalmente …
Il primo uomo si alza e torna verso la porta. Si ferma un attimo sull’uscio.
Guardati le spalle.
Ohh… non commetto mai due volte lo stesso errore.

Una bettola a Sud. 13 ottobre 2117


Ultima modifica di Staff Master il Ven Ott 13, 2017 8:47 pm, modificato 2 volte

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Messaggio Da Staff Master il Ven Ott 13, 2017 8:43 pm

Per tutta la settimana la Zecca di Urania aveva lavorato senza sosta. Erano stati stampati miliardi e miliardi di dollari nuovi, per andare a sostituire quelli vecchi recanti il viso della deposta Tiranna.
Il Nuovo Democratico Stato Centrale avrebbe avuto dei dollari nuovi, che rispecchiassero l'ideale di libertà che aveva guidato la Ribellione nella lunga battaglia.
Roland prese in mano un dollaro e lo guardò controluce: la Statua della Libertà sostituiva ora il viso di sua madre e non vi era icona più azzeccata.

Zecca di Urania. 13 ottobre 2117

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Messaggio Da Staff Master il Lun Ott 16, 2017 2:19 pm

Lei non era abituata alla sporcizia ed all'odore.
Era abituata al profumo ed ai vestiti puliti, ad avere i capelli intrecciati ed ingioiellati. Ad essere coccolata dai suoi fratelli e dai genitori... Non a sopravvivere, a stare attenta a dove metteva i piedi per non saltare per aria ed ai vestiti macchiati di sangue.
Si stava abituando, certo, per lui...
Eppure quando Stephen l'aveva portata via da Emidees una parte di lei era stata felice.
Quando, un anno circa prima, pensava a Charlie era convinta che fosse un uomo intrepido e tormentato, che si sarebbe fatto salvare da lei...
"Non credi che stia con te solo per non pensare ai suoi problemi? Ti ha mai dimostrato che ti ama davvero? Io penso che ti stia solo usando.
Tu fai tanto per lui... Ma lui cosa fa per te? Sai che io potrei renderti molto più felice di lui. Sai che io potrei trattarti come la Principessa che sei."

Gli aveva fatto questo discorso, prima di accompagnarla in macchina e portarla via.
"Al sicuro", diceva.
Era tanto, tanto confusa. Del resto però era anche sicura che un bel bagno, caldo e profumato, le avrebbe fatto bene.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mer Ott 18, 2017 11:34 am

All’interno dell’elegante stanza la tensione è palpabile. Una ventina di uomini è seduta intorno all’elegante tavolo. I fumi neri dell’industria disegnano oscuri pinnacoli che si stagliano oltre le ciminiere delle fabbriche rendendo il cielo grigio. La produzione non si è fermata, anzi: è stata potenziata al costo di numerose vite umane. Eleganti signori incanutiti siedono sulle ricche poltrone attorno ad un tavolo di legno pregiato cosparso di bottiglie di forti liquori rari, alcuni con etichette pre-Brillamento. Uno stuolo di portaborse anonimi e ufficiali carrieristi attende nella penombra. Un lampadario di cristallo illumina volti tesi e occhiaie profonde.

Signori, vi do il benvenuto, quello di cui parleremo oggi è di vitale importanza e di estrema urgenza.

A parlare è l’uomo seduto a capotavola, alle sue spalle il suo buio e assordante “feudo” fatto di industrie e fonderie. Si tratta del temibile Robert Ronald Ashford, tra i più zelanti uomini di Alleister. Il suo spietato governo ha schiacciato numerosi tentativi di sciopero ed insurrezioni; decine e decine sono state le spie e i ribelli condannati a morte dalla sua penna.

Urania è caduta. Questo fatto è incontrovertibile. Molte sono state le falle nella sicurezza, a lungo i ribelli hanno lavorato per far cadere il Suo illuminato Governo. Ho notizia certa che Sua Grazia sia viva, scortata dalle truppe a lei fedeli del Generale Smith e del Capitano Fremmen.
Non sappiamo però dove ella si trovi. Per qualche inspiegabile motivo non abbiamo sue notizie, ma confidiamo che il Suo Divino Imperio tornerà a guidarci.

Un forte colpo di tosse interrompe il discorso di Ashford. Tutti si girano verso l’autore dello scortese gesto: il Governatore Serrano del New New Mexico.

Spero che il nostro cortese ospite possa perdonarmi, ma credo che sia il momento di riflettere seriamente sulla nostra posizione. Ho qui il messaggio che il Generale Roland Hodge ha inviato a noi tutti. Immagino che lo abbiate letto ma, sia mai non fosse successo, vorrei leggervi il brano più rilevante dell’intera lettera.

Molti si irrigidiscono a sentire le parole del Governatore. L’uomo però è tanto veloce che nemmeno il sempre più carico d’odio Ashford riesce ad impedirgli di parlare.

Ribaditi i principi che ci hanno guidato in questa lotta e che ci guideranno nel costruire la nostra nuova democrazia mi ritrovo ad ammonirvi. Sappiate che, nonostante nessuno di noi abbia dimenticato i misfatti di cui alcuni di voi si sono resi responsabili, è nostro interesse portare pace e giustizia. La Tirannia è finita, non sprechiamo altre vite inutili in questa contesa.
Faccio appello al vostro senno di uomini di Stato: non continuiamo una guerra inutile. La vostra causa ha perso e dovete accettarlo. Se vi arrendete subito vi verrà riservato un trattamento di riguardo. Vi offro un’amnistia: verrete processati da un Tribunale speciale sotto la mia supervisione e solo i crimini più gravi verranno presi in considerazione. In ogni caso, le pene saranno ridotte e nessuno di voi verrà ucciso. Non verranno commutate condanne a morte ed anche le condanne carcerarie saranno umane e dignitose. La vostra resa a noi dovrà essere totale; ciononostante, chi di voi ha operato in maniera meno evidentemente affine al tirannico governo di Alleister verrà reintegrato al suo posto in modo da garantire una adeguata continuazione dell’attività di Governo.
Vogliamo che i cittadini del Centro conoscano Pace e Libertà dopo decenni di tirannica oppressione. Avete 48 ore per rispondere alla mia generosa offerta, che sarà la prima ed ultima. Decorso questo ultimatum, farò tutto ciò che è in mio potere per assicurarvi alla giustizia e far in modo che il Popolo comprenda la nostra fermezza nel mantenere le conquiste fatte.

Un momento di silenzio cala sulla sala. Serranno sfoggia uno sguardo di sfida e compiacimento; Ashford, dal canto suo, è una maschera di puro odio e disgusto.

Direi che si tratta di una proposta allettante. Parliamoci chiaro, signori: la nostra esperienza come Governatori e burocrati è innegabile. Questo Roland lo sa. Il Generale è un uomo pragmatico e si è rivelato molto capace, contrariamente a quanti molti di noi credevano. Se vogliamo essere franchi, ci ha fregato ripetutamente. La sua astuzia potrebbe farci grandi, quanto se non più di quanto ha fatto sua madre.

Ashford è rosso di rabbia. Si alza di scatto protendendosi sul tavolo verso il suo avversario ideologico.

Serrano! Sei solo un traditore. Sappiamo benissimo della “clemenza” che i ribelli hanno riservato ai nostri. Abbiamo perso una battaglia ma non una guerra! Sua Grazia presto tornerà e ci guiderà alla vittoria! Tu, cane, pagherai queste tue parole!

L’altro uomo nemmeno si scompone ed apre le braccia.

Ashford, tu hai le mani sporche di talmente tanto sangue che capisco il tuo timore nel consegnarti. Sicuramente sei, tra noi, quello che rischia di più.
Miei cari colleghi, non tutti noi siamo stati altrettanto zelanti rispetto al nostro ospite. Alcuni di noi, come il sottoscritto, sono stati poco più che semplici amministratori. Più volte abbiamo dovuto semplicemente applicare ordini che arrivavano dal Governo centrale. Il Generale Hodge sa benissimo come funziona e le sue parole sono chiare. L’E.F.C. è stato praticamente annientato; la maggior parte degli ufficiali e dei funzionari di Urania o è morta o si è arresa. Solo poche centinaia di fedelissimi sono con Alleister e non sappiamo nemmeno dove siano. A quest’ora anche loro potrebbero aver subito la medesima sorte. Un nuovo Governo nascerà di certo, che lo vogliamo o no. Teniamo a mente che però i Governi cambiano… i burocrati no. Ci sarà sempre bisogno di gente come noi. Del resto Roland lo sa: abbiamo solamente eseguito gli ordini. Non vi è onore nel morire stupidamente ora.

Ashford sbatte il pugno sul tavolo e punta il dito verso Serrano: la sua mano è ferma.

C’è onore nella fedeltà al giuramento fatto! Non vi dimenticate signori di cosa era questo luogo prima dell’arrivo di Sua Grazia. Chi meglio di noi capisce l’importanza della sua opera? Gli ideali di ordine e progresso che ha portato Alleister a questo mondo reso barbarico dal cataclisma non vanno dimenticati. Abbiamo dovuto compiere solo le giuste azioni che i nostri tempi ed il nostro Ufficio richiedevano.
Ora è finito il tempo dei discorsi. Chiunque crede ancora in ciò che abbiamo fatto rimarrà qui: noi non ci arrenderemo. Siamo ancora potenti.
Chiunque creda nelle idee di quello stupido ribelle di Roland e vuole fare come questo traditore opportunista è pregato di andarsene ora. E ringrazi che ho ancora un certo senso di ospitalità in memoria dei vecchi tempi.

Serrano si alza.

Colleghi, mi permetto d’esser d’accordo con il nostro ospite. Chiunque sia abbastanza folle, o compromesso, da voler continuare questa farsa, farebbe bene a rimanere qui. Chi invece crede che sia giusto conformarsi ai tempi che corrono ed abbracciare questo cambiamento mi segua. Ho intenzione di consegnarmi al più presto al Generale Roland Hodge, nuovo Governante del Centro.

Alla fine solo la metà dei governatori, per di più degli Stati federali al confine con il Nord e l’Est rimango a New Chicago.

I tempi cambiano, certo.
Ma di bravi burocrati ed amministratori ce ne sarà sempre bisogno.

New Chicago, ottobre 2117

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Messaggio Da Staff Master il Gio Ott 19, 2017 6:07 pm

Quando erano arrivati per trasferirli avevano attaccato: disarmati, si, ma furenti.
Non avrebbero avuto un altra occasione come quella.
I giovani correvano, protetti dagli Spiriti che nulla avevano potuto contro le pallottole.
Lei si acasciava a terra ferita ad una gamba, ma viva, mentre il compagno di una vita caricava il soldato che le aveva sparato e dopo poco cadeva per terra con un largo squarcio nella pancia. SI acasciava in mezzo ai corpi dei giovani, le quali anime brindavano già nel Valhalla.
Non sapeva se era morto o se era vivo.
Molte braccia forti l'avevano sollevata, molti soldati ci erano voluti a tenerla ferma mentre si dimenava nonostante il dolore.


Nel buio della cella, la donna apre gli occhi: ha i polsi e le caviglie scavati, dopo gli innumerevoli tentativi di spaccare le catene che la immobilizzano.
Con la gola secca sussurra il nome delle rune, una dopo l'altra, in modo da non dimenticarle, in modo da non dimenticare chi è.
Una dopo l'altra ripete il nome delle tre figlie, mentre pensa a come caccerà e sbranerà gli aguzzini del loro Clan.

Cella di isolamento, campo di prigionia 47. Metà ottobre 2117.

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