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THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Lun Ott 30, 2017 9:43 pm

Lungo la via i rumori di seghe e martelli continuano ininterrotti da diversi giorni.
Vengono sovrastati a volte da gente che urla ordini o che ride sguaiatamente mentre molti bambini corrono da un posto ad un altro senza sosta.
Vecchie macerie rinascono in nuovi edifici oppure offrono materiali per sanarne altri.
Le tracce del recente scontro seppur ancora visibili, vanno scomparendo.
“Ehi hai sentito della carovana che ha raggiunto la città? Sembra porti un sacco di cose nuove!!”
“Ti riferisci alla carovana del Sud giunta qualche giorno fa?”
“No no, è una carovana del Centro, arrivata oggi!!”
“È incredibile come tutto possa cambiare in così breve tempo…”
“Direi che è meraviglioso, oltre che incredibile”.

Urania, fine di ottobre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Sab Nov 04, 2017 8:38 am

“Madre!! Madre!!” una bambina di non più di 6 anni rovina appena oltre l’uscio di una casa.
“Madre! Fuori si stanno lamentando che hanno fame!!” fa la bambina dopo essersi rialzata e tenendo un broncio che le fa una faccia molto buffa.
“È stato tuo padre a dirti di fare quella faccia?” fa la madre uscendo dalla cucina con un pentolone che potrebbe sfamare un esercito.
“No, è stato zio Ben”.
“Prendi i piatti, tesoro. Ah, per cortesia, mi prenderesti anche il barattolo con il peperoncino tritato?”
“Certo mamma. Ma mamma, lo zio Ben diventa tutto rosso e tossisce un sacco quando mangia cose troppo piccanti”.
“Lo so, tesoro.”
La donna esce dalla casa con un bel sorriso stampato sulla faccia, seguita da sua figlia che porta una colonna di piatti e un barattolo in tasca.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Dom Nov 05, 2017 10:05 pm

In my eyes, indisposed
In disguises no one knows
Hides the face, lies the snake
The sun in my disgrace
Boiling heat, summer stench
‘Neath the black the sky looks dead
Call my name through the cream
And I’ll hear you scream again


Una donna camminava tra la folla in festa, nessun sorriso. il suo volto era una maschera grigia e triste che cozzava con i volti sorridenti in mezzo a lei.
Si diceva che la guerra le avesse portato via il suo amato.

With the lights out, it's less dangerous
Here we are now, entertain us
I feel stupid and contagious
Here we are now, entertain us
A mulatto, an Albino
A mosquito, my libido, yeah


Un gruppo di giovani saltavano a ritmo di musica, qualche vestito volava: magliette di ogni colore.
Delle gran urla di felicità, lattine di birra e sigarette umide passavano di mano in mano.
La tiranna era caduta.
Due ragazzi si baciano e si tengono per mano.

Time is never time at all
You can never ever leave without leaving a piece of youth
And our lives are forever changed
We will never be the same
The more you change the less you feel
Believe, believe in me, believe
That life can change, that you're not stuck in vain
We're not the same, we're different tonight


Un manifesto di propaganda viene portato via dal vento, rotola e si stropiccia per terra.
Un bambino che gioca a campana lo pesta, po corre verso la madre che lo prende in braccio e stringe forte a sé. Il padre accanto, li guarda pensieroso. Preoccupato per quello che sarà il suo futuro.

When you were here before
Couldn't look you in the eye
You're just like an angel
Your skin makes me cry


Un uomo anziano siede su di una panchina, solo, lancia alcune briciole ai piccioni.
Tutto intorno a lui sembra una grande festa, ma è l’ora di rientrare a casa. Lo sa lo sente.
Il rumore dello schianto di due nuvole gli arriva da lontano.

Urania, novembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mar Nov 21, 2017 9:31 pm

Pane
Uova 2
Carne in scatola 3
Mele 5

Era arrivato alle uova prima che scoppiasse quel maledetto temporale: era scoppiato all’improvviso e non accennava minimamente a voler smettere.
Si trovava all’angolo tra la 4a e l’8a, sotto una piccola tettoia di fortuna, come lui si erano radunate lì altre persone  per ripararsi dall’acqua.
Si concentrò sul suo pezzo di carta bagnato, preoccupato sul dove trovare le mele: c’era il rischio che prima di mezzogiorno non si trovasse più nulla, soprattutto le mele. Le mele erano importanti, se le avesse trovate c’era il rischio voluto di poter mangiare una torta di mele per la colazione del giorno dopo. La torta di mele calda al mattino è una gioia di cui pochi possono godere.
Arrivarono sulla strada mentre stropicciava la lista della spesa soprappensiero: erano un esercito di guerriere con a capo una donna che teneva al guinzaglio un uomo che sbavava e ringhiava.
Quando le vide, la lista della spesa perse d’interesse.
Facevano impressione: più tardi si seppe che erano 800 guerriere dell’ovest che marciavano sotto la pioggia verso il palazzo dove si era stabilito lo stato maggiore della ribellione.
Si dice che chiesero di parlare direttamente con il loro “capo”.


Urania, novembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Gio Nov 23, 2017 2:34 pm

…Rose, te lo posso assicurare. Il tanfo di plastica e carne bruciata si sentiva da miglia di distanza.
L’Est non è più quello di una volta. Il Diacono di New York e la Badessa di Annapolis ormai non si sforzano nemmeno di tenere nascosti i loro dissapori e sebbene tra loro non sia una guerra aperta, si sente spesso di bande di Cacciatori uccise dal “fuoco amico” di altri cacciatori durante questa o quella operazione.
In tutto questo, nessuno tiene più a bada i pazzi come Hellstrom. Quel tizio ormai è partito per la sua personale crociata di purificazione dei peccatori. Sebbene le sue fila fatichino ad ingrossarsi, ogni nuova aggiunta al suo drappello è devastante. Offre solo a chi abbia “doti taumaturgiche” come lui di unirsi al suo seguito mentre dà personalmente fuoco a chiunque sia sacrificabile.
Io e Bill abbiamo evitato la sua carovana per un soffio, ma siamo certi di aver visto tra le sue fila anche qualche tizio vestito come gente del Nord e, per dio, come gente dell’Ovest…

Frammento di una lettera destinata a Rose McGonagal, 9th Avenue, Urania. Posta centrale di Urania, fine di novembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Lun Nov 27, 2017 6:58 pm

Piano piano, la nuova riorganizzazione stava venendo metabolizzata dalla truppa.
Uomini che comandano altri uomini che ne comandano un pugno di altri. Dicono che migliora l'efficienza nelle operazioni. Già chiamarle Operazioni pare un cambiamento decisamente marcato, rispetto alle scorrerie del passato.
Ma i soldi possono questo, no?
Gia aver trasformato quella vecchia fattoria semi abbandonata in un campo base degno di questo nome ha richiesto molto denaro, poi le armi ed i rifornimenti, tutto è stato pagato dal Capo.
Anche acquisire nuove reclute era stato impegnativo, ma non troppo. Di buoni mercenari se ne trovano in ogni angolo del mondo.
Uno schiaffo sulla nuca interruppe il treno di pensieri dell'uomo
“Sogni ad occhi aperti, eh? Porta le casse all'armeria e smista i pezzi razza di lavativo!”
“Signore, stavo solo-”
“Improvvisando una festa della birra personale? TORNA AL LAVORO!”
Senza proferire una parola in più , afferra una cassa e si dirige spedito verso il vecchio fienile, sparendo velocemente dietro le porte rosse.
Il capitano si accende quindi una sigaretta con aria sconsolata
“Che succede Buker? Ti vedo pensieroso”
Il capitano si volta di scatto, riconosciuta la voce “Padron William! No niente, stavo solo ricordando ad Angelo che nella vita bisogna lavorare, non farsi seghe mentali all'ombra!”
“Ecco, bravo. Ricordaglielo più spesso, non vorrei riempire ulteriormente il muro degli esempi.” Si accende anche lui una sigaretta e si appoggia al camion retrostante “Come andiamo, secondo te? Si può iniziare la seconda fase di addestramento? Sto diventando...impaziente.”
“Si,assolutamente. Direi che i ragazzi sono pronti! Anche se, se posso permettermi, qualche azione sul campo, fuori dai campi, li aiuterebbe di più a migliorarsi.”
“Lascia fare a me...ho un paio di idee che mi frullano in testa da un po. Stasera, dopo le luci spente vieni nel mio ufficio, con gli altri capitani. Parleremo del futuro.”
“Si, padron William.”

Sud. Fine di novembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Sab Dic 02, 2017 12:16 pm

Era ormai un mese che se ne stava seduto in quella cella, serafico come non ci si sarebbe aspettati da un prigioniero. Un mese che ogni giorno lui, Leonard, August e Frank si turnavano nella guardia, per vedere che non stesse escogitando nulla. Ed effettivamente in quel mese mai aveva fatto immaginare che stesse effettivamente escogitando una fuga o altro. Rispetto ad altri era un prigioniero modello. Al punto che sia lui, che Leonard, che August, ci si erano quasi affezionati. Persino Frank, che pure aveva incrociato i suoi uomini in battaglia, aveva iniziato a rispettarlo.
Oggi c'è la zuppa di piselli, Arthur. Sia per te che per noi.
Leonard si stava avvicinando alla cella col suo solito passo un po' strascicato. Portava con se il vassoio con tre scodelle, oltre ad un mazzo di carte. A Leonard piaceva giocare... e il prigioniero era un buon giocatore. Aveva già vinto ben tre sigarette e una bustina di sale.
August e Frank non erano d'accordo che lui e Leonard giocassero con Arthur. Però non avevano ancora fatto rapporto: appunto, era un prigioniero modello. Ed ora che la guerra era finita, proprio trattando bene i prigionieri la Ribellione poteva dimostrarsi diversa dalla Cagna.

Cazzo. Sarà insipida come l'altra volta.
Molto probabile. La mensa non si impegna molto nel rendere questa roba accettabile.
A me non dispiace. Ho visto galere di certo peggiori, anche se normalmente ero dal vostro lato.
Arthur si fece verso la grata della cella. Era un uomo che nascondeva bene le proprie emozioni, ma chiaramente aveva fame. L'ordine era di fornirgli il cibo solo una volta al giorno: anche per questa rigidità i suoi carcerieri erano più propensi a permettergli qualche piccolo svago.
Potrebbe essere l'occasione di usare la tua bustina di sale, che ne dici?
...potrebbe essere necessario. Senti un po'.
Leonard prese una cucchiaiata della zuppa e gliele fece sentire. Era dolce. Troppo dolce. Il disgusto doveva leggerglisi chiaramente in faccia.
Direi proprio sia il caso... tieni, prendetene un po' anche voi. Tanto ve ne vincerò un'altra più tardi.
Arthur trasse dalla tasca la famigerata bustina di sale - erano razioni minime, come quelle che la Ribellione aveva durante la guerra. La aprì e la diede a Leonard che, noncurante fosse uno dei pochi "beni privati" del prigioniero, la distribuì subito egualmente tra i tre piatti.
La zuppa migliorò sensibilmente, pur rimanendo lontana dal concetto di delizia.

Non dare per scontato che vincerai anche oggi. Sento che è la mia giornata buona!
Come lo era martedì scorso e il sabato prima. E hai sempre perso. Non sai bluffare, Leonard, è questa la verità.
No, non sai bluffare.
Macché! Ricevo solo delle brutte mani! Ma oggi andr...
Leonard si interruppe bruscamente. La figura del Colonnello Jellyfish era apparsa nel corridoio della prigione. Era scura in volto. Molto scura.
Soldati. Chi vi ha dato l'ordine di fraternizzare col prigioniero?
Lui e Leonard si misero sull'attenti, entrambi imbarazzati come un bambino colto con le mani nella marmellata.
Nessuno, Signore. Cercavamo solo di...
Non mi interessa cosa cercavate di fare. Non avevate quell'ordine. E questo è un prigioniero di guerra, ancora.
Sissignore.
Ora aprite la cella. Lo prendo in consegna io.
Lui e Leonard si guardarono un attimo stupiti. E non erano gli unici ad esserlo: anche il prigioniero non era molto convinto. Nessuno aveva avuto notizia di una esecuzione, in fondo.
Senza tergiversare troppo, Leonard aprì la cella.

Andiamo, Monroe. Il "Presidente" vuole parlarti.

Urania. Inizio di dicembre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Dom Dic 03, 2017 1:00 pm

Cala la sera e progressivamente le donne e gli uomini smettono di lavorare.
Mentre le prime si affaccendano in cucina con l’aiuto dei bambini più grandi, i secondi portano pesanti tavoli fuori in strada. Vicino ad essi vengono accesi fuochi controllati.
Il pasto è semplice eppure alle tavolate sembrano essere seduti re e regine, principi e principesse.
Dei cani corrono dietro a dei gatti abbaiando mentre delle galline fuggono spaventate. Gli uccelli si appostano sugli alberi vicini in attesa delle briciole.
Quando cala la notte, la gente si muove nella piazza vicina, dove arde un grande falò. Qui canti e balli si susseguono a ritmo serrato. I più giovani si ritirano nell’intimità fornita da alberi e cespugli. I vecchi badano ai bambini.
Tutti si divertono, tutti ridono, tutti amano ... tutti vivono.

Urania. Inizio dicembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Lun Dic 04, 2017 8:31 am

La sala del trono di Urania, dove Alleister dirigeva il suo impero di terrore, ora era molto diversa. Tolte le pesanti tende di velluto, il trono rimosso. Ora era una stanza più luminosa con un ampio tavolo ovale al cento e varie poltroncine intorno ad esso.

Roland Hodge era alla grande finestra che dava sulla città, si stava fumando un importante sigaro e guardava le luci di quella meta tanto desiderata per anni. Quando sentì i passi dietro di lui istintivamente andò con la mano alla fondina senza trovarla poi realizzò, i tempi erano cambiati.

“Generale, posso disturbarvi?”

Roland riconobbe la voce e si girò lentamente come chi si sente completamente padrone della situazione può fare.

“Certo Zachary dimmi pure.”

L’uomo era visibilmente perplesso, allungò un foglio verso l’uomo.

“Signore posso sapere il perché questa lettera, recante la vostra firma, parla di mie dimissioni come tenente responsabile della logistica? Sta cercando di silurarmi?”

Roland accennò un mezzo sorriso.

“Tutt’altro Zachary, ti sto promuovendo, per così dire. Ora ho bisogno del tuo aiuto. Contattami queste persone.”

Roland allungò lentamente un plico di fogli sul tavolo. L’uomo con la benda prese le cartelline contenenti i documenti ed iniziò a leggere. La sua espressione diventò sempre più sorpresa.

“Ma Roland, alcuni di questi erano nella passata amministrazione.”

Il Generale annuì.

“Lo so benissimo, come vedrai però non sono cattive persone. O meglio, non lo sono rispetto ai loro colleghi. In questa storia nessuno ne può uscire pulito come sai meglio di me. Dobbiamo far ripartire uno stato ed il nostro compito è solo a metà. Dovremmo chiudere un occhio…”

“…già fatto.”

“Come scusa?”

“Niente Generale, era solo una battuta. Per quanto riguarda il suo discorso alla nazione?”

“Lo sto preparando. I tempi sono cambiati per tutti ed è bene che tutti lo comprendano.”

“Spero proprio che il messaggio passi.”

Urania, 27 novembre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mar Dic 05, 2017 5:38 pm

Ehi big K, ma perchè dobbiamo fare continuamente questi giri di pattuglia? abbiamo messo in fuga la stronza con tutti i suoi soldatini , abbiamo vinto tutto bello!

Te l'ho già detto Worry, adesso non possiamo più fare le vecchie ora abbiamo delle responsabilità verso...

Big K si interruppe dopo un leggero sibilo ed un tonfo che proveniva dal suo petto.

Cadde a terra senza un lamento.

BK!!!!

Ma anche Worry Boy sentì la pressione in quel punto del petto e con sguardo sornione verso la macchia rossa che si allargava sulla giacchetta di jeans decorata da slogan di vittoria e libertà, rovinò con la faccia a terrà.

------------

Il secondo bossolo cadde sul cemento del pavimento, il fucile in spalla.

5 bossoli.

Per la serata era abbastanza.

Da qualche parte nel Centro, in un momento qualunque dopo la Caduta di Urania.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mer Dic 06, 2017 9:45 am

Capo! CAPO!
Una ragazza entra trafelata nell’ufficio con una sottile striscia di carta in mano, che appoggia con una manata sulla scrivania.
L’hanno visto! È ancora nel Centro!
L’uomo seduto dietro alla scrivania alza un sopracciglio e prende il sottile pezzo di carta telegrafato.
Respira. Chi?
La ragazza si butta su una seggiola.
Fremmen. È stato visto al Centro, Generale.
Roland sorride compiaciuto mentre alza lo sguardo.
Lo staneremo quel bastardo. Comunicalo via radio a tutti gli ufficiali ed emana una taglia.
La giovane si alza e mima un frettoloso saluto militare.
Mentre fa per uscire viene interrotta.
AH! Lo voglio vivo!
Palazzo centrale di Urania, metà novembre 2117

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Gio Dic 07, 2017 10:46 pm

...migliaia di persone, ti dico!
Johnny fece un grande gesto con le mani. Matt continuava a guardarlo stranito, mentre Foggy esprimeva chiaro dissenso.
Centinaia al più, Johnny.
Migliaia! Guidate da un enorme tizio con la maschera vestito tutto di jero e con due coltellacci che...
Johnny fece un altro gesto con la mano ad indicare le dimensioni - invero ragguardevoli - delle due presunte mannaie brandite dal "grande uomo nero".
...eri, e sei, sbronzo Johnny. Torna a casa da Lucita prima che venga a cercarti lei...
Ma quale Lucita e Lucita! Dobbiamo avvisare la milizia! Il Presidente stesso! Quella era la carovana della Cagna vi dico! Diretta di là, a Nord!
Ma quale Nord, scemo. Quello è l'Ovest!

Centro. Inizio di dicembre, 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Ven Dic 08, 2017 11:20 am

Il vecchio soldato guardava quel che rimaneva del parco cittadino. Ci portava sempre sua figlia prima che la malattia se la portasse, insieme a sua madre.
La neve era caduta in quei giorni a Urania ma solo in quella parte della città ne era rimasta traccia. Il vecchio era intento a guardare il paesaggio chiazzato di bianco.
La sua piccolina adorava correre tra i prati imbiancati dalla neve con il loro cane e dare da mangiare agli uccelini che popolavano il parco. Era un bel periodo quello, un periodo di speranza quando tutto sembrava volgere al meglio.

Poi era venuta la follia, la gente che spariva negli ospedali, i luoghi pubblici evitati per paura, quella paura sporca e omertosa fatta di piccole menzogne raccontate a se stessi.

Un oggetto in volo attraversò il campo visivo del soldato, poi un altro. Istintivamente l'uomo portò la mano al fucile, fermandosi nell'attimo in cui mise a fuoco la palla di neve che colpiva in faccia un  bambino. Poi risate, tante risate e altre palle di neve in volo. Degli uccellini iniziarono a fare capolino dalla vegetazione, messi in allarme dagli schiamazzi.
Il vecchio soldato si stiracchio le membra, si mise comodo sulla panchina, sorrise e da una tasca estrasse un tozzo di pane raffermo. Iniziò a strapparne piccoli pezzi e a gettarli per terra.
Non ci volle molto perché i piccoli volatili si ammassassero per partecipare all'insperato banchetto.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Mar Dic 12, 2017 11:05 pm

…e questo è più o meno tutto, Monroe.
Il Colonnello Monroe, mantenendo un’espressione fredda, guardò tutti e tre i suoi interlocutori: il Tenente Lopez stava finendo di arrotolarsi una sigaretta a due passi da lui, mentre il Luogotenente Churchill, unico composto nel suo ruolo, saettava con gli occhi a guardarlo, visibilmente stupito di tanta scarsa disciplina.
Lo Sceriffo K, da quella posizione appoggiata alla parete in cui si trovava, concluse sornione il quadro.

E abbiamo vinto lo stesso, lo ricordi!
Il Colonnello sospirò. Era un sospiro pesante. Da vecchio, quasi.
Il Soldato scelto Work, come sempre a due passi dal suo superiore, conosceva bene quei sospiri. E soffriva un po’ a vedere il suo Generale trattato a quel modo.
Ma aveva degli ordini e, come pochi altri in quel luogo, era un soldato. Avrebbe mandato giù il disagio.

…Va bene. Ho il quadro chiaro, almeno a parole.
Tenente Lopez, Luogotenente Churchill: preparate un organigramma scritto della squadra da sottopormi. Nome, cognome e capacità. Qualsiasi capacità utile. Dividete già gli uomini tra i tre comparti, tenendo conto che non è accettabile che il comparto tattico sia così scarsamente dotato. Spero che su questo si possa convenire senza bisogno di ricordare che avete “vinto lo stesso”.

Lo Sceriffo sorrise. Work non capì se era perché Monroe aveva anticipato la sua battuta, o perché riteneva avesse detto qualcosa di sensato.
Chiedo il permesso di parlare, Signore.
Permesso accordato, Luogotenente.
Come gestiamo lo Sceriffo?
Vista l’attuale scarsezza di risorse umane, impiegatelo come ritenete opportuno. Ma non appena la squadra sarà a regime, chiederò allo Sceriffo di allontanarsi dalle operazioni...
Lo Sceriffo si mosse dal suo angolino, già pronto a controbattere.
…Come indicato dal Presidente. Mi pare chiaro che il suo ruolo sia osservare, non partecipare alle operazioni.
Signorsì, Signore.
E degli altri che ne facciamo, Monroe?
Il Colonnello fece un altro sospiro. C’era una vaga irritazione questa volta nel modo in cui si era teso il suo collo.
Vanno inquadrati in uno dei tre comparti ed eventualmente addestrati ad attività militare. Me ne occuperò personalmente, se non si rivolgeranno ad un addestratore. Questo è un ordine su cui sono certo non vorrete discutere.
Avete degli uomini sotto il vostro comando. Collocarli nel ruolo migliore per loro è una vostra responsabilità. Che vogliate farlo interpellandoli, o distribuendoli secondo le necessità o il gradimento, è una vostra scelta. Il Presidente pretende che questa unità funzioni. Ognuno deve svolgere un ruolo utile ed efficacie, quale che esso divenga. Che ciò significhi combattere in prima persona, assistere i feriti, recuperare informazioni o recuperare materiale.
Se qualcuno si dovesse opporre a tale distribuzione o all'idea stessa di operare nell'interesse di questa unità, chiederò personalmente al Presidente che venga congedato e introdotto alla vita civile, indipendentemente da quanto eroiche possano essere state le sue azioni durante la Guerra.
Spero concorderete…

Il Soldato scelto Work ebbe un sussulto a sentire quelle parole.
…che per operazioni di guerriglia, come quelle che compievate, dei civili potevano essere anche utili. Ma ora ci sarà richiesto di infiltrarsi in territorio ostile e compiere azioni mirate. A volte azioni rischiose e per le quali ci sarà chiesta assoluta negabilità.
Non è pensabile avere persone che non sanno fare altro che “parlare con l’aria”. La vita di ogni uomo in una unità dipende dal fatto che ogni altro uomo dell'unità non solo faccia qualcosa, ma sappia cosa deve fare per far funzionare il resto.

I tre ufficiali si guardarono negli occhi tra loro. Sebbene nessuno avesse detto nulla, era abbastanza chiaro che erano d’accordo col succo del discorso.
…Bene. Se non c’è altro, siete congedati. Vi farò pervenire una breve nota riassuntiva nei prossimi giorni.
I tre abbozzarono un saluto, più o meno preciso, ed uscirono. Ultimo lo Sceriffo. Forse perché troppo preso dall’iniziare a commentare un passaggio specifico del discorso del Colonnello con il Tenente, egli lasciò la porta della stanza dove avevano parlato socchiusa.

***

Arthur Richard Monroe sospirò per una terza volta nell’arco di pochi minuti. Era un uomo visibilmente provato dalla vita, sebbene cercasse di non darlo a vedere. Era uno sconfitto che cercava di mantenere una dignità, forse convinto di aver fatto la cosa Giusta, non solo la migliore.
Lui e Patrick erano compagni di lunga data. Avevano fatto parecchie campagne assieme e c’era una forma di rispetto tra loro che solo due commilitoni possono capire. Il rispetto di chi sapeva che, se anche gli fosse stato ordinato di andare a morire, non sarebbe stato per un mero capriccio ma per l’assenza di altre verosimili soluzioni.

Chiedo il permesso di parlare, Signore.
Permesso accordato, Patrick.
Non la rispettano, Signore. E non credo lo faranno mai.
Il vincitore non rispetta mai il vinto. È una delle cose che differenzia un Guerriero da un Soldato. Loro sono Guerrieri, noi siamo Soldati, checché ne pensino.
Loro non hanno difeso la gente del Centro, Signore.
Arthur si portò le mani giunte alla testa. Con gesto vigoroso, si lisciò le sopracciglia e distese quelle rughe che gli tagliavano la fronte.
Avrebbe voluto tornare in cella, forse. Là i secondini almeno avevano imparato a riconoscergli l’onore delle armi.

Per loro siamo noi che non abbiamo difeso la gente del Centro, Patrick. Ne rimarranno sempre convinti.
Sorrise tra l’amaro e l’ironico, volgendosi ora a guardare quello che era stato per molto tempo il suo braccio destro.
Siamo noi i cattivi di questa storia, qualsiasi essa sia. Teniamolo a mente per il futuro, almeno noi.
Il Presidente non vi conosce proprio, Gen… Colonnello. Avrebbe potuto ridarvi la Vostra Brigata e rimandarci a fare esattamente quello che abbiamo sempre fatto, senza che vi muoveste contro di lui. Spero che prima o dopo se ne renda conto e vi impieghi correttamente, piuttosto che a farvi insultare.
Work alzò lo sguardo verso la porta, non notando che era appena socchiusa e che quindi qualcuno avrebbe potuto sentirli tranquillamente.
La cella o persino la fucilazione sarebbe stato meglio delle offese che avete subito in questi giorni. La vostra ragionevolezza viene ripagata con una punizione, Signore.
Sospirò. Ed era il quarto.
Era proprio stanco e affaticato da tutta quella situazione.

Ho sempre apprezzato la tua schiettezza, Patrick. Spero di avere modo di apprezzarla ancora per del tempo.
Si alzò dalla sedia. Il Soldato scelto era più alto di lui: eppure un osservatore attento avrebbe potuto comprendere che il rapporto tra i due era quasi paritario.
Il Presidente ha le sue ragioni. Credo di averle indovinate, come lui ha indovinato nel mettere me, tra tutti, a gestire questa squadra. Spero che anche quei tre capiscano a breve che piega hanno preso le cose.

Urania, Caserma dell’Esercito dei Liberi Stati del Centro. 12 dicembre 2117.

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Ven Dic 15, 2017 4:06 pm

“[…] Sono quindi concorde con voi, Colonnello Monroe, sulla difficoltà di riorganizzazione delle squadre. Il Plotone speciale Emidees richiede meno lavoro di questo tipo, essendo formato da militari professionisti, ma ne richiede maggiore dal punto di vista ideologico, motivo per cui l’ho affidato ad una persona che ha la mia totale ed incondizionata fiducia come il Colonnello Hogde.
Il Plotone speciale XXX ha la mia totale fiducia dal punto di vista politico ma tuttavia ha bisogno di darsi una disciplina militare. In passato abbiamo adottato una struttura flessibile, dovuta alla nostra natura paramilitare ed alla carenza di mezzi e personale, utile al contesto in cui operavamo. Ora, dobbiamo integrare un atteggiamento più marziale.
Non pretendo che l’unità segua gli standard di alta disciplina del passato E.F.C.: non ho bisogno che siano la mia guardia presidenziale. Necessito di un Reparto speciale, adattabile ad ogni contesto ma comunque degno d’esser definito militare. Per tale motivo non ho richiesto, per questi corpi, l’adozione di una divisa e di un equipaggiamento standard.
Tenete bene a mente che questa unità è stata tanto valida ed incidente in campo bellico anche perché formata dalle persone più disparate. La loro diversità è la loro forza. Mi rendo conto che questo per voi sia difficile da capire ma penso possiate intuire quanto sia stata rilevante. Ora, il nostro obiettivo non è renderli soldatini perfetti. La necessità è quella di inquadrarli. Vi suggerisco di affidarvi ai vostri sottoposti e alle competenze del Capitano Sanders, che ben li conosce, per valorizzare le loro doti. […]
La situazione più spinosa è sicuramente quella della squadra formata dagli specialisti del soprannaturale. L’alta concentrazione di questi individui dotati non ha eguali e non deve averne in altre unità. Queste persone sono estremamente utili, ve lo posso assicurare. Si tratta di individui però assai eccentrici per non dire sensibili e tormentati, detto da me che ho letto i loro fascicoli personali. Queste persone non possono e non devono operare in totale autonomia per il loro ed il nostro bene. Con la dovuta discrezionalità e buonsenso bisogna fidarsi di loro ma non ha senso, tatticamente parlando, concentrarli in un’unica squadra, anche al fine di impedire una ghettizzazione di queste persone.
Delegate ai vostri sottoposti la suddivisione nelle squadre che stiamo andando a definire. Del resto sul campo di battaglia bisogna esser pronti a tutto ed immagino che saranno in grado di ottenere anche ottimi risultati in futuro. […]
Sarà importante far funzionare il gruppo logistico, sperando che diventi simile ai reparti del genio che erano frequenti nel vostro esercito di un tempo. Vedremo eventualmente di fornire materiale affinché si occupino di mantenere funzionante l’equipaggiamento, occuparsi delle comunicazioni ed eventualmente dotarli di un piccolo pezzo d’artiglieria, al cui utilizzo voi li addestrerete, per permettergli una rilevanza tattica, in accordo sempre con il Luogotenente tattico, responsabile ultimo sul campo di come vengono gestiti gli scontri. Sarà necessario però, data l’estrema penuria di mezzi e canali di commercio, provvedere a rifornimenti personali dell’unità. Il Luogotenente Quartiermastro, che comanderà il comparto logistico risponderà personalmente di questi canali di rifornimento.
Il comparto tattico sono altresì convinto troverà una sua organizzazione. Fermo restando che questi uomini e donne sono i migliori combattenti, specializzati in esplorazione, contenimento ed assalto, dovranno essere aiutati dai loro commilitoni. Spero nasca spontaneo, nel animo di soldati (perché sono soldati, lo sono sempre stati), il desiderio di armarsi al fine di provvedere alla personale difesa. Sia attraverso armi da impatto, granate ed armi da fuoco. A chi non sarà nella squadra tattica non verrà richiesto molto ma il minimo (che sia baionetta, granata o pistola poco importa, sapete che la quantità conta anche sul campo). Di questo vi suggerisco di delegare il Tenente.
Il Comparto Strategico spero poi rimanga efficiente, anzi migliori. La sottosezione medica spero venga arricchita, anche solo da infermieri, che aiutino il personale medico. Sapete meglio di me che un infermiere, anche solo capace di tamponare una ferita in attesa dello specialista, può essere utile tanto quanto il chirurgo più capace in alcune situazioni.
La figura dello Sceriffo, che vi affiancherà, è per voi particolare, me ne rendo conto. Ho bisogno di qualcuno che sia i miei occhi e le mie orecchie. Voi ufficiali dovrete concentrarvi su altre questioni. Ovviamente mi aspetto rapporti da tutti i graduati in comando ma quello dello Sceriffo avrà la mia particolare attenzione. Fermo restando che non potrà applicare il Codice penale militare, compito che spetta a voi od al più al Tenente, potrà riferire direttamente a me ed a lei qualora lo ritenga opportuno. Diciamo che è un controllore. Sul campo dovrà comunque operare per il bene della missione come ogni soldato. Non è da considerarsi intoccabile ma qualsiasi decisione circa il suo destino va sottoposta a me direttamente. Per altri chiarimenti rimango a vostra disposizione. Sono convinto che l’unità speciale, nonostante non sarà mai chiamata a rispettare gli standard di disciplina e di uniformità degli altri corpi dell’Esercito dei Liberi Stati d’America, darà a noi grande soddisfazione proprio per la sua natura particolare. Non posso garantirvi che siano il meglio di ciò che una volta erano gli Stati Uniti d’America ma posso garantirvi che sono i migliori uomini di cui disponiamo. So che voi ed i vostri ufficiali saprete trarre il meglio da loro […]”.

Dal memorandum “Circa le nuove unità speciali” del Presidente pro-tempore Roland Hodge al Colonnello A. R. Monroe, ufficiale in comando del Plotone speciale “XXX”

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Re: THE ANGEL AND THE SOLDIER BOY.

Messaggio Da Staff Master il Dom Dic 17, 2017 10:24 pm

La neve era caduta incessantemente dal giorno precedente, smettendo solo alla mattina per lasciar uscire un pallido sole. Aveva ricoperto in egual modo la caserma dell’Unità Speciale ed Urania, le fabbriche ed i parchi, gli ospedali e la lapide del Plotone K.
Con le mani gelate, Jelly puliva la lunga lista di caduti dalla neve, ricordandoli uno ad uno. Psyko si era fermata alle sue spalle. Era diventato quasi un rito per le due sopravvissute quello di recarsi ogni mattina prima degli addestramenti alla lapide, parlare e ricordare…  Un piccolo momento di intimità prima di iniziare la giornata. Se per qualcuno poteva essere solo una lista di nomi, per le due invece erano persone: amici, famigliari, amanti, compagni di una vita ormai scomparsa.
Jelly si alzò e si spostò accanto all’amica, che le prese la mano.
Rimasero in silenzio per qualche istante prima che Jelly decidesse di parlare.
Meritiamo di essere felici, nonostante tutto.
Alle parole dell'amica Psyko chiuse gli occhi: prima di risponderle, contorse la bocca in un sorriso.
Jelly...non puoi continuare a raccogliere tutti i randagi che incontri per strada.
Il tono di Psyko era volutamente provocatorio. Non provava nemmeno a nascondere la rabbia nella voce.
Jelly per un attimo le strinse la mano con più forza. Gli occhi fissi ancora sulla lapide.
Forse. Resta il fatto che tutti meritiamo di essere felici.
Infatti, pensa alla tua di felicità. Pensa al fatto che sei un colonnello e  che ora dovrai avere a che fare con dei soldati che non ti conoscono. Pensa che il fatto che tutto quello ti sia stato nascos-” Psyko si interruppe bruscamente.
"Cazzo, Jelly. Perché devi essere sempre così buona e comprensiva. TI HA MENTITO PER - "
Jelly abbassò lo sguardo per terra, chiudendo gli occhi. L’amica respirò profondamente e contò dieci secondi, troncando la frase che stava per dire, prima di girarsi ad abbracciarla.
Andrà tutto bene. Te lo prometto.
Le due rimasero abbracciate qualche momento, prima di sciogliere l’abbraccio ed andare via, verso i due nuovi Plotoni.
Quando ormai erano lontane, con passo silente Corduroy uscì dalla caserma e pose una singola rosa sopra la lapide, ora pulita, senza alcun rumore. Il Plotone K era rimasto nel cuore di molti.

Caserma dell’Unità Operazioni Speciali, 11 dicembre 2117.

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