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Voglio vivere (Riflessioni di Samuel Candy)

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Voglio vivere (Riflessioni di Samuel Candy)

Messaggio Da TheOldSam il Mar Ott 03, 2017 3:57 pm

"Dov' è Jhonny" non è una domanda.
Davanti a me Fremmen in attesa, una delle sue lame puntate sul mio petto.
Con la coda dell'occhio vedo Diane che sta stabilizzando i feriti; bene, abbiamo una possibilità di salvare i nostri compagni.
Torno su Fremmen, mi fissa; potrei dirglielo.. forse potrei salvare almeno me e mia moglie.
Ma quelli che sto osservando dietro la maschera antigas non sono gli occhi di un uomo d'onore;
Ci ucciderà tutti comunque.
"Non lo so".
Tre parole, e al diavolo anche Fremen.. Cercatelo da solo il caro Jhonny, stronzo.
Non una parola dall'ufficiale, solo un rapido movimento che mi lascia senza fiato.
Abbasso lo sguardo e vedo la lama piantata nel mio petto. Interessante.
Mi accascio sul tavolo, svuotato di ogni forza, L'unica parte che riesco a muovere è il braccio di titanio; un lieve impulso nervoso per attivarlo, e tocco la ferita.. sono affascinato da quanto sta accadendo.
Avvicino la mano metallica al viso e vedo il mio sangue gocciolare.
Sono scosso da lievi tremori, il corpo sta reagendo nella maniera corretta; Il braccio di Titanio non trema invece, splendido.
Sto morendo.
Sorrido per un attimo mentre lo penso; nel suo barattolo, Roger pare sorridermi a sua volta dandomi ragione. Forse anche lui è un medico come me.
Sposto lo sguardo solo per vedere un lembo del camice di Diane (è troppo bianco e pulito per appartenere a qualcun altro) sparire nell'altra stanza: lei si salverà, deve salvarsi.. contro un mostro come Fremmen ha fatto l'unica cosa sensata.
Non riesco ad essere spaventato, sento solo freddo, sempre più freddo.
Come sono fragile.. un sacco di carne, organi, sangue; basta così poco per danneggiarmi, per uccidermi.
Mi dispiace Diane, temo dovrai continuare le nostre ricerche da sola..così tanto da fare.. ma tu sei forte, e sarai in grado di andare avanti.. tra i due sei tu lo scienziato migliore, lo sei sempre stata..
Avrei voluto parlare col dottore ancora una volta, peccato.
La mano di titanio stringe gli strumenti medici.. chiudo gli occhi perdendo conoscenza.

Una sensazione di calore bruciante si fa strada nel mio petto.
Rinvengo.
Davanti a me Padre Ezechiele sta riponendo una fialetta, Diane accanto a lui sta già rimuovendo la benda con cui ha bloccato l'emorragia.
Sono ancora vivo a quanto pare.
Non perdo tempo, alzandomi con difficoltà, (mi sa che ho perso un bel po di sangue, a vedere la pozza sul tavolo e le macchie sui vestiti) e inizio a ricucire i feriti, la mano di titanio si muove precisa, senza tremori, incurante della debolezza della carne..
Lavoriamo alacremente per rimettere tutti in piedi, poi posso uscire finalmente all'aria aperta.. piove, sento le gocce sul viso, sul camice, sulla mano di carne.
Anche la mano di titanio si bagna, ma non mi trasmette sensazioni.. mi piace questa cosa.
Tocco la ferita rimarginata (la camicia è rovinata oltre che sporca, e Bellosguardo mi redarguirà perchè non sono stato abbastanza attento)..
Sento la voce di Diane chiamarmi;non posso ammalarmi dice, siamo troppi pochi medici.
Rientro da lei e dai miei compagni.
Non posso ammalarmi ora, vero Roger?
Hai ragione vecchio mio.
Secondo me è un dottore, o quantomeno un uomo di scienza.
Abbraccio Diane, un bacio sulla fronte, due parole che troppo poco spesso si sentono dire in questo mondo cupo: "Ti amo".
Vorrei tornare a Candyland, lo vorrei con tutto il cuore... far sbranare William dai cani e ballare un valzer nelle ampie sale della villa assieme a Diane, le urla di agonia del caro cugino ad accompagnarci. Vendicare lo zio Rufus, riprenderci la nostra vita, ridare dignità alla nostra famiglia.
Non sarebbe meraviglioso, Roger? Verrà il momento, verrà il momento per ogni cosa.
Diane non merita di vivere in mezzo al fango; l'ho sposata promettendole amore e una vita felice, e che io sia dannato se non manterrò la promessa fatta davanti a Dio il giorno del nostro matrimonio.
Faccio un cenno di assenso a Charlie, stiamo tutti bene anche se sono rimasti pochi rifornimenti medici.
Guardo i miei compagni, il plotone.. una nuova famiglia?
Forse... siamo così diversi.. sembra impossibile che una simile unione di persone possa funzionare davvero.
Gente da ogni parte della vecchia America, uniti per combattere.. la Tiranna? E' davvero così per tutti? Combattiamo assieme solo per questo? Combatto con loro solo per questo?
Mi sono affezionato a queste persone, per quanto strano possa sembrare e non posso, non possiamo abbandonarle.
Ho solo una strada davanti a me, se voglio che questa mia nuova famiglia sopravviva: non devo morire.. non posso morire.
Devo sconfiggere la morte.
Attorno a me il plotone si prepara a muovere.
Accarezzo con delicatezza il contenitore di Roger, sfiorandolo appena con la nera mano metallica.
Devo sconfiggere la morte.
Sorrido.

TheOldSam
Ribelli

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