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Fried my little brains

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Fried my little brains

Messaggio Da Staff Master il Ven Giu 22, 2018 7:05 pm

La figura incappucciata portava i segni delle Leonesse dell’Ovest - per questo e per il fatto che portava un messaggio - venne fatta entrare.
Era stanca, debole, gli occhi scavati ed emanava un odore orrendo - di sudore, sangue e fango.
Le due guardie non nascosero il disgusto e si coprirono il naso.
Lei non ci fece caso, incespicò e chiese di vedere i loro comandanti perché portava un messaggio dall’Ovest - da Katia - dalla sua tribù. Un messaggio importante, disse, perché lei era l’unica di cento che era riuscita a passare.
La controllarono velocemente e le chiesero di lasciare le sue armi nella guardiola, la giovane leonessa accettò senza protestare e si fece scortare verso le caserme dove risiedevano il plotone Emidees e l’XXX.
Le due guardie, controvoglia, dovettero sorreggerla ben due volte tanto era debole e spossata dal lungo tragitto. Uno dei due, mosso a pietà, si fermò e le offrì dell’acqua che lei rifiutò. Doveva assolutamente consegnare subito il suo messaggio. Aveva negli occhi, scavati e circondati da borse e occhiaie nere, una certa urgenza.
Arrivati alla caserma, uno dei due soldati, corse dentro ad avvisare qualcuno che chiamasse a sua volta i suoi superiori.
Il soldato che rimase con lei era quello che le aveva offerto l’acqua, il più gentile, che la sorresse quando ebbe una specie di mancamento.


Una vertigine disse, ma le mani - adesso - le tremavano spaventosamente.


Uscirono il colonnello Jelly Fish e Monroe: entrambi fissarono la leonessa.
Il soldato al loro fianco alzò gli occhi verso i suoi superiori, mentre la leonessa stramazzava a terra buttando gli occhi all'indietro.
Si aggrappò all'uomo facendolo cadere a terra, mentre gli chiedeva aiuto.
Era in preda a tremende convulsioni e dalla bocca le usciva un fiume di sangue e bava.

Si era morsa la lingua.
Poi si spense, gli occhi spalancati, smise di muoversi.

Jelly e Monroe avevano osservato la scena ed avevano già allarmato dei medici pronti a soccorrere la donna, ma ormai era troppo tardi.
Il soldato teneva il corpo della guerriera fra le braccia.

Un rantolo.
Uno scatto fulmineo.
La bocca della leonessa che si chiuse sulla carotide del povero soldato.

Rimasero tutti pietrificati.

La donna cadde a terra e si rialzò fulminea.
Gli occhi iniettati di sangue, la pelle bianca, le vene nere.

Monroe prese una pistola e le sparò alla testa.
Veloce sparò anche al soldato agonizzante a terra.

Dalla testa della leonessa, fuoriuscì un fiotto di sangue nero misto a poltiglia grigiastra.


Il messaggio era chiaro a tutti.



Urania.
fine giugno 2118.

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Re: Fried my little brains

Messaggio Da Staff Master il Lun Giu 25, 2018 8:22 am

Gli ex-Ribelli sfilano per la via centrale di Urania, sotto lo sguardo della popolazione. Alcuni sorridono fieri, altri tengono lo sguardo basso in preda ai ricordi, ma quasi tutti si sentono fuori posto: ospiti in una città che non gli appartiene.

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Emidees è deserta. La stessa città che ha ospitato così tanti ricordi, ora è una città fantasma.
Nel corso dell’ultimo anno, tutti I Ribelli si sono trasferiti verso luoghi dove poter avere uno stile di vita migliore.


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Il Presidente Roland è sorridente, mentre parla alla folla dal palco. Dietro di lui ci sono i suoi avversari verso la corsa alla Presidenza, i Ministri e gli Ufficiali del Libero Esercito.
UN ANNO FA SEGNAVAMO UNA GROSSA VITTORIA CONTRO ALLEISTER! IN QUESTO GIORNO MOLTI EROI SONO MORTI! UN ANNO DOPO SIAMO QUI, NELLA CITTÀ CHE CI APPARTIENE PER DIRITTO. LA TIRANNA SI È RITIRATA – COSÌ COME FECE IL SUO ESERCITO AD EMIDEES! RICORDATE ORA ED IN TUTTI I GIORNI A VENIRE-


---

I due passano davanti all’infermieria: le brande e gli strumenti sono ricoperti da uno strato di polvere e sabbia.




Va tutto bene Jelly. Sei al sicuro ora.” Parla lentamente, mentre le mani esperte vanno ad iniettare della morfina nella gamba martoriata. 




---

DI COME UNA CITTÀ COMPOSTA DA MACERIE E BARACCHE,

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Avitano accuratamente le baracche che appartenevano a Psyko ed a Paddy.
Camminano lenti, di fianco al Centro Comando.




Il Generale si mette a tracolla un fucile.
E ora abbiamo dieci minuti per evacuare il centro comando. Ci muoveremo velocemente."



---

DI COME DEGLI UOMINI E DELLE DONNE CHE SOGNAVANO LA LIBERTÀ ED UN MONDO MIGLIORE,


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Proseguono in silenzio, verso i sobborghi della città. I canali di scolo sono ormai in secca e i brandelli delle divise sporche di sangue sono stati spazzati via dal vento.




Qui non ce la faremo Sergente, te l'avevo detto che si erano dimenticati di noi. Ora siamo proprio soli in territorio nemico e non riesco a trascinarti fino ad Urania. Smettila di dormire ed aiutami.
Sergente? Sergente?! Joe mi senti cazzo ?! Merda è andato.


La ritirata è lenta e sfiancante. L'epidemia di dissenteria falcia gli uomini. La difficoltà nel reperire l'acqua sufficiente e l'impossibilità di riposarsi uccidono più delle pallottole e delle lame dei ribelli.
Tra le rovine la battaglia si fa disperata, i soldati di Alleister sono stanchi e provati ma i soldati modificati e potenziati dalla perversa scienza di Alleister sono nemici ostici. I ribelli faticano ad ostacolare la ritirata dei loro nemici. Gli scontri sono violenti e sanguinosi, i ribelli usano la tattica e le imboscate per decimare il nemico, i soldati di Alleister combattono disperatamente per salvare le loro vite, combattono per paura. Migliaia di uomini con decine di mezzi si ritirano faticosamente, tutto quello che non può essere portato via viene distrutto.






---

RESISTETTERO AGLI ATTACCHI NEMICI. RESISTETTERO ALLA POTENZA BELLICA NEMICA.

---

Si fermano in uno spiazzo, Jelly si mette una mano alla bocca, mentre Doc gli poggia una mano sulla spalla. Non erano più tornati nello spiazzo dove il K aveva finito la sua lotta, nell’ultimo anno. Le orecchie di entrambi iniziano a fischiare.





Signore! Parte degli O’reily ha deviato qui. Siamo accorsi appena li abbiamo visti. Andate signore! Li tratteniamo noi!!
Jelly, Psyko Girl e Dodge non se lo fanno ripetere due volte. Prendono Charlie e Bjorn e cominciano a correre verso Hope. Mentre corrono sentono molte urla di morte. La maggior parte le riconoscono.




---

OGGI FESTEGGIAMO! UN NUOVO FUTURO! UN NUOVO CENTRO! FESTEGGIAMO LA LIBERTÀ COSÌ DURAMENTE CONQUISTATA! FESTEGGIAMO I NOSTRI REDUCI!
Il pubblico è in visibilio davanti al discorso del Presidente, che stappa una bottiglia di spumante.


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I ricordi si affollano, mentre rimangono immobili a guardarsi intorno.




Psyko si rialza. Assiste alle scene attorno come ad una serie di fotogrammi.
Jelly a terra ai piedi di Fremmen con una pozza di sangue che si allarga sotto di lei. 
Dodge che si lancia contro di lui con una katana in mano.
Fremmen che estrae una pistola e spara.
Dodge che cade. Morto.
Fremmen che ride e si allontana, lasciando il resto agli altri.
Psyko Girl si difende come una furia. Ne uccide parecchi prima che riescano a ferirla, ma alla fine ci riescono. Mentre il suolo si avvicina velocemente alla sua faccia, sente delle grida alle sue spalle: 
Morte alla Cagna!!!
E poi … è silenzio.







I minuti sembrano ore, prima che i due reduci decidano di proseguire.
Rimangono in silenzio, fino a quando non raggiungono una collina con tre lapidi. La più esterna non è erosa dal tempo come le altre due ed il nome “DODGE MC KEY” si legge chiaramente. Sull’altra esterna il nome è consumato, ma è ancora leggibile “BRANDON HODGE”. Sulla lapide centrale si legge solo il nome, ormai quasi scomparso “SARAH [...]” .
Doc sospira, così come Jelly.
Almeno ora Sarah e Dodge potranno riposare vicini.
Jelly annuisce.
Non rimpiango nulla di quanto è successo… Ma mi mancano.
Cade in ginocchio davanti alle tre lapidi, mentre le orecchie iniziano a fischiare e la vista si sfoca. Una lacrima le solca il viso, mentre Doc si china e la abbraccia.
Anche a me, Jelly… Anche a me.




Gli uomini sono raccolti in cerchio e chiacchierano a bassa voce, ridono a bassa voce, si danno sonore pacche sulle spalle ricordando avventure passate. Perché questo è il battaglione K: un gruppo di uomini ormai di una certa età che di cose ne hanno viste molte, forse troppe. Persone votate ad una causa, partiti come estranei con storie e drammi personali diversi. Divenuti amici nel tempo e, ora, pronti a morire senza ripensamenti.




25 giugno 2117/ 25 giugno 2118

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Re: Fried my little brains

Messaggio Da Staff Master il Lun Lug 09, 2018 10:25 pm

Qui si muore più facilmente.
Può essere l’Odio a portarti via, od uno scontro. Può essere un’infezione, oppure la fame. Può essere un appestato, può essere la malattia. Ora può essere anche una di quelle creature.
Ma no, non è questo l’importante.
È difficile credermi. È impossibile, forse, ma la nostra è Vita. Forse perché non ne conosciamo altra, forse perché è la nostra e basta… Cosa rende della Vita, la Vita? La nostra storia! Cosa ci succede. Cosa ci portiamo dietro. I nostri oggetti.
Qui si muore più facilmente…
Eppure qualcosa rimane.
Nei lunghi sospiri, la Strega Fenice racconta le storie di chi non c’è più. Nelle lunghe notti, il vento trasporta le parole di coloro che sono diventati cibo per i Mastini.
Qui si muore più facilmente. Ma qui si rimane in vita per sempre, nelle orecchie di chi ascolta i lunghi sospiri.


Voce trasportata dal vento, Ovest, prima metà di luglio 2118

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Re: Fried my little brains

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