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Fear Of The Dark

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Fear Of The Dark Empty Fear Of The Dark

Messaggio Da Staff Master il Lun Feb 11, 2019 10:37 pm

"Avete letto?"
Una donna, in abiti borghesi, si siede al tavolo di un cafè tra le faccie delle amiche incuriosite.
"Cosa, Emily?"
"Il giornale! Cosa se no! Scusi, posso?"
Chiede gentilmente una copia dell'Urania Post dal tavolino a fianco ed inizia a leggere:
"Furto in un magazzino federale nella periferia dello Stato Centrale. Pare che tra gli effetti trafugati ci fosse anche una biotossina [...]"
Le amiche si guardano terrorizzate
"OMMIODIO!"
"E se la usassero contro di noi?"
"Non c'è scritto altro? Chi è stato? Come ha fatto?"
Emily scrolla le spalle.
"Speriamo che il Presidente ci tenga al sicuro..."



Cafè du Mond, Quartiere residenziale di Urania, inizio di febbraio 2119

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Messaggio Da Staff Master il Gio Feb 14, 2019 9:35 pm

"Porca miseria, Alfred!" Mary è immersa con la testa tra le pagine dell'Urania Post. Dall'altra parte del tavolo il marito interrompe la colazione.
"Cosa succede, cara?"
"Hanno tentato di uccidere il Presidente!"
"Come sarebbe a dire? Di nuovo?"
"Sì, leggi qua" dice Mary, assorta. Piega il quotidiano e lo avvicina al volto, "Nel giorno 27 gennaio un pacco esplosivo è stato recapitato all'attenzione del Presidente. Bla, bla, bla. Nell'esplosione ha perso la vita Margaret Linzfield, una degli assistenti personali del persidente. Il Capo dello Stato non si trovava nell'edificio al momento della detonazione..."
"Caspita," commenta Alfred riprendendo a imburrare il pane "c'è qualche rivendicazione?"
"Non ancora, pare stiano lavorando per ricostruire il percorso del pacco però."
"Ah, speriamo la piantino. Sarebbe tremendo subire nuovamente tutta quella solfa elettorale."

Urania, 28 gennaio 2119

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Fear Of The Dark Empty Re: Fear Of The Dark

Messaggio Da Staff Master il Dom Feb 17, 2019 9:47 am

Il tonfo sordo riempie il grande salone di legno. Da un angolo buio, un ometto chiuso su se stesso, esce alla luce dei bracieri e guarda prima il maestoso copricapo di piume abbandonato per terra, poi il suo imponente proprietario: seduto sul suo trono, la pelle chiara ricoperta di sangue rappreso.
Io non capisco.
Cosa, Mio Signore?
Per un istante solo il servitore ha la visione del suo Re come una statua di metallo sotto un’incessante pioggia di lava e sangue.
Continuo a combattere i Capi Tribù che mi si mettono contro. Ma, più ne batto, più si ribellano a me… Grima-
Sul viso del servitore balugina un sorriso insano.
- sono il più forte Nord mai esistito. Il più potente. Il più valoroso. Cosa, COSA non sto capendo?
Forse… Non sei il più forte. O il più potente. O il più valoroso.
Il viso di Sigfrid si trasfigura, da crucciato che era diventa furente. In un sol gesto agguanta la spada e trancia di netto la testa di Grima che cade a terra ed inizia a ridere… fino a sparire completamente.
VIA, DANNATO SPETTRO. VIA TI DICO. FIN TROPPO HO SOPPORTATO LE TUE INSINUAZIONI. VIA!

Corte di Sigfrid, metà di febbraio 2119


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Messaggio Da Jelly Fish il Lun Feb 18, 2019 10:14 pm

Avete mappato la zona?
Si, signore.
E il criminale dov’è?
Il soldato deglutisce
In questa zona...
Traccia un cerchio con il dito sulla mappa
… O’Malley, sai che sono almeno un centinaio di km quelli?
Si, Signore. Inoltre...
Inoltre?
Il criminale sta continuando a nascondersi, siamo convinti abbia avuto dei complici o che ci sia stato un passaggio di mano.
Nessuna traccia dei complici?
O’Malley fa segno di no con la testa
E inoltre...
L’Ufficiale è visibilmente spazientito
Ancora?!
Ashford vuole quella biotossina… Ha schierato le sue milizie.

Territorio centrale, 18 febbraio 2119

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Fear Of The Dark Empty Re: Fear Of The Dark

Messaggio Da Staff Master il Mer Feb 20, 2019 8:59 pm

Vescovo… ecco gli incartamenti che avete richiesto.
Padre Constantine entrò sommessamente nello studio servente della Cattedrale Nera dove il Vescovo, Madre Ileana Rasputin, era solita ricevere gli ospiti degni di nota. Non era una stanza degna di nota, ad essere sinceri. Solo i molti libri che il Vescovo aveva fatto sistemare le donavano un aspetto solenne, degno di un luogo di studio più che di un salotto mondano.
Il vicario per il Centro era già presente. Stava prendendo appunti di ciò che il Vescovo gli dettava.
Grazie, Padre… stavamo dicendo, Sherman?
L’ultima riga che mi avete dettato, Vostra Grazia, è “In fede con gli accordi presi, l’Est ha interrotto qualsiasi tipo di rapporto con il Signor Ashford”.
Il Vescovo scorse rapidamente gli appunti, alla ricerca di una informazione che rapidamente trovò.
Bene. Continua così: “Auspichiamo che anche voi, signor Hodge, siate pronto a rispettare la vostra parte dell’accordo e non intervenire più all’interno delle questioni dell’Est, che come vi ho già detto non sono di vostra spettanza. Non confondente la Nostra clemenza con una minore adesione ai precetti della Litania, segnatamente nei vostri confronti. Con i miei migliori auguri per la vostra nomina, Ileana Rasputin”.
Per qualche secondo le parole restano sospese in aria, accompagnate dal graffiare della penna sulla carta. Padre Constantine fece un cenno, a indicare che era arrivato in pari al dettato.
Aggiungi anche questo ad un certo punto: “Vi preghiamo inoltre di non occuparvi più di Padre Warlock, le cui condizioni di salute, come promisi, sono delle migliori. Il Padre non è stato privato di alcuno dei suoi privilegi, essendo a sua volta gradito al Dio dell’Ira, né dei suoi oneri come Prescelto. Nondimeno, egli non è la guida dell’Est, con cui voi avete a che fare”.
Come volete che recapiti questa lettera, Vostra Grazia?
Personalmente, Sherman. E rispondi ad ogni domanda che il Presidente vorrà rivolgerti circa il mio stato d’animo e i miei progetti. Noi, essendo coloro che sono nel giusto, non abbiamo nulla da nascondere.
Annapolis, inizio febbraio 2119.

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Messaggio Da Staff Master il Dom Feb 24, 2019 11:40 am

L'uomo, vestito con un elegante abito nero ed i paramenti viola, guarda la grande libreria di legno. I vecchi libri sugli scaffali ripercorrono la storia dell'umanità: le rarissime edizioni di pubblicazione recente, frutto della mente di chi non si è voluto arrendere all'imbarbarimento post Brillamento; i preziosi testi arrivati dall'Era precedente al disastro, alcuni tomi introvabili che fecero parte della New York Public Library.
Lui, ed i suoi predecessori, avevano provveduto a trovare e conservare questi preziosi manufatti del Sapere umano, spesso con la scusa di bruciarli in quanto eretici. Il suo sguardo indagatore scorreva tra centinaia di testi alla ricerca di qualcosa.
"Rey, dove trovo il Warlock edizione del '96?"
La voce sommessa, solo all'apparenza conciliante, suona perentoria alle orecchie dell’uomo, il quale sbuffa, mentre s'inerpica su una scaletta per raggiungere uno scaffale in alto.
"Gliel'ho detto Diacono: fondo Warlock, scaffale 8. Il terzo in alto a sinistra."
L'uomo si muove silenzioso, mentre le candele formano ombre grottesche sulle pareti della stanza disadorna, fino a raggiungere l’oggetto del suo interesse: tratta il libro con estrema delicatezza, lo sfoglia con grande cura, e si ferma - concentrato e attento- a leggerne un passo, lungo il suo tragitto verso la grande e logora poltrona sul fondo del corridoio.
"Lo Spirito è immanente nel concetto stesso di Uomo. L'espressione delle Arti non sarebbe quindi altro che frutto del principio dialettico che coinvolge l'Ethos e la natura più intima. La partecipazione panteistica, dove ogni persona ed ogni creatura è partecipe di questo Spirito in maniera sacra, va a sublimarsi nel significato stesso che diamo alle nostre azioni."
Il prescelto guarda il suo superiore con fare stranito.
"Non capisco Diacono perché leggete e conservate questi testi eretici."
A queste parole, l’uomo scuote la testa e chiude il libro con fare secco e deciso.
"Rey, in questi tomi è racchiusa la conoscenza del passato e, sebbene in essi ci siano i motivi che hanno portato l'Umanità alla rovina e all’allontanamento dell’Uomo dalla Divinità, vi sono anche i motivi per cui l’Uomo, infine, potrà redimersi."



New York.
Febbraio 2119.

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Messaggio Da Staff Master il Mar Feb 26, 2019 8:08 pm

Le sagome degli agenti paiono fantasmi oscuri sulle pareti dell’Urania National Bank, impressi dalla luce arancione dei fari della polizia.
Il Capitano Murray osserva le barelle allontanarsi trasportando i tre corpi senza vita delle guardie. Inspira il fumo della sigaretta e lo tiene nei polmoni fino a che l’assenza di ossigeno non gli provoca una fitta dolorosa. Poi, lentamente, espira.
Ha puntati addosso gli occhi del quartiere, sveglio a un orario impossibile, e del commissariato. Domani a essi si uniranno quelli di chi leggerà i quotidiani e ascolterà i notiziari.
Lo guarderanno in attesa di una risposta, in attesa di sapere chi ha rubato due milioni di dollari dalle casse dello stato.
Lui, invece, vorrebbe poter dire che se i militari che ora pattugliano il palazzo presidenziale fossero restati d'istanza alla banca allora forse a morire non sarebbero state tre guardie. Ma non è il suo lavoro quello di lamentarsi. Il suo lavoro è capire.
Lascia dunque i pensieri fuori dall’edificio, come in un rito zen, e si focalizza nuovamente sullo scenario che lo circonda. Il presente svela il passato nei dettagli.
I segni dei pneumatici del mezzo che ha scardinato l’ingresso, i bozzoli dei colpi accanto alle colonne usate come riparo dalle guardie. Le macchie di sangue che ancora sporcano le dita. Le trasmittenti dalle quali non è mai arrivata una richiesta di soccorso. L’acciaio del caveau sciolto dalla combustione di una sostanza che, quasi certamente, i chimici avrebbero identificato come termite. Il metallo vuoto delle mensole che ospitavano il denaro fresco di stampa.
Il fantoccio di paglia a forma di cane abbandonato in un angolo della stanza, le estremità nere di cenere.
Urania,notte tra il 26 il 27 febbraio 2119

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Messaggio Da Staff Master il Gio Feb 28, 2019 8:04 pm

Le tenebre della sera sono calate su Urania con il peso di una condanna.

All’interno della palestra gli uomini e le donne, i ragazzi e le ragazze, si stringono l’un l’altro in silenzio. Puzzano di sudore, di paura. Hanno le guance salate di lacrime. Poco più in là, sotto quello che in un tempo lontano era un canestro una decina di giovani accarezza le proprie armi come fossero bambini, i tremori del freddo si mischiano a quelli della rabbia. Nell’oscurità, squarciata solo dalla luce lunare che filtra dalle alte finestre, l’enorme stanza pare un mausoleo.

Gli agenti che circondano in due cordoni l’edificio stanno invece chiacchierando. Alcuni parlano dei commilitoni feriti durante le proteste, altri dei soldi che tenevano per i propri figli nella banca. Dei militari si chiedono se ciò che sta per accadere sia davvero giusto, qualcuno invece rimpiange i tempi in cui azioni come questa erano ordinaria amministrazione.
Nella sua divisa d’assalto un poliziotto si piega e raccoglie uno straccio di carta, staccato dalla recinzione dal vento gelido di febbraio. “Dustin Hoffman in: Cane di Paglia”, recita. Era stato proiettato oltre un mese prima.

Alle ore 20.17, con delle parole che si addensano in sbuffi di vapore, il comandante dà l’ordine di entrare.

Gli agenti stanno già sciamando dalle porte divelte della palestra quando arrivano gli echi dell’esplosione. Vibrazioni gutturali che provengono dall’altro capo della città. Una manciata di militari si fermano, distratti dal tremore soffuso, poi anche loro riprendono la mattanza.

------------------------

Le tenebre della sera sono calate su Urania con il peso di una condanna.

Gli abitanti del rione meridionale si gettano a terra istintivamente quando il boato assordante irrompe nelle loro dimore, in alcuni casi i vetri delle finestre si frantumano. Sono pochi quelli che hanno la prontezza di alzarsi per controllare la provenienza dell’esplosione.

La sede di Radio Rebelde, in quelli che erano gli uffici del Ministero della Comunicazione fino ad un anno prima, è avvolta dalle fiamme. L’acciaio del ripetitore si contorce privo di fondamenta. Poi, pigramente, si abbatte sulle abitazioni.
Tra gli echi bassi e armonici, simili a fischi oscillanti ovattati dal dolore, si mescolano le urla e i gemiti dei feriti.
Sospinti nel cielo dal calore infernale dell’incendio, galleggiano come fiocchi di neve migliaia di dollari. Gran parte delle banconote è in fiamme. Un cielo stellato miliardi di anni luce troppo vicino.

I più svegli intuiscono quello che sta per accadere e accendono la radio, scorrendo le frequenze fino ad arrivare a quella che ospitava Radio Rebelde.
Pochi secondi di attesa e poi dal brusio emerge una voce squillante e rabbiosa.
“Buonasera Urania! Qui vi parla Cane di Paglia, portavoce del Secondo Freedom Club. Nell'autunno del 2117, dopo una lunga serie di vicissitudini, un fottuto gruppo armato ha deposto il regime dittatoriale di Alleister. Questi uomini e queste donne si facevano chiamare ribelli, ma invece di portarci libertà hanno sistemato i loro culi e quello del figlio della tiranna nelle stesse sedie che avevano provveduto a liberare.
Sapete che c’è? ‘Fanculo a questa merda!
Se il potere corrompe noi lotteremo per un mondo senza potere né governi.
Meglio un paese in fiamme che un paese schiavo. Meglio un proiettile in testa che una vita da servo.”

Sotto le parole, una canzone comincia a farsi strada.
“Forse non sarà stanotte, forse non sarà domani – ma questo paese verrà rovesciato, porca puttana. Quando arriverà il momento da che parte sarete? La terra trema, stronzi!”

https://www.youtube.com/watch?v=Lp3kcHchD1Y
Urania, 28 febbraio 2119

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Messaggio Da Staff Master il Sab Mar 02, 2019 10:17 am

Fermo fermo fermo! Cessa il fuoco!
L’ufficiale dell’Esercito Centrale non crede ai suoi occhi, mentre guarda davanti a se.
Tra i corpi dei soldati di Sigfrid e quelli dei miliziani del Centro, svetta la figura di un Soldato con in braccio un qualcosa.
Via via che si avvicina diventa chiaro a tutti che, stretta al suo petto, ci sia una ragazzina con indosso i tipici abiti del Nord.
Preparate una jeep o qualcosa! Stava cercando di attraversare il confine!
Avete sentito? Non uccidiamo bambini. Scattate!”
In pochi minuti, viene ricavato un posto su un camion ospedaliero in partenza per Urania e la ragazzina caricata senza fare domande.
Mentre il camion inizia ad allontanarsi, la giovane saluta con la manina i soldati del Centro, che del canto loro sorridono, sicuri di aver fatto la cosa giusta.
Avrei giurato che non avesse quei tatuaggi prima...
L’Ufficiale guarda il soldato con fare confuso, continuando ad agitare la mano.
Ma si, Capitano! Si intravede ancora: ha qualcosa tatuato sulla fronte… E un serpente, direi, su una caviglia… Non capirò mai i costumi di questa gente.


Fronte di guerra tra Nord e Centro.
Febbraio 2119.

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Fear Of The Dark Empty Re: Fear Of The Dark

Messaggio Da Staff Master il Dom Mar 03, 2019 7:18 pm


“Il Fulmine infligge 3 danni a un bersaglio qualsiasi.”

“Che intendi?”
“No, niente. Era una battuta.”


I due operai issano la scala sul traliccio e il primo, un ometto basso e tarchiato con una tuta da lavoro in denim e una cintura carica di attrezzi, si inerpica sbuffando sui pioli. Il secondo, una versione del primo con trenta centimetri in più, dieci chili in meno e un’ampia fessura tra gli incisivi, regge il tutto.

“Anche qui è saltata metà della cablatura del condensatore.”
“Segno?”
“Segna.”
“Con questo fanno già sedici. Se queste tempeste non si placano andremo avanti con le riparazioni fino a giugno.”
“Oppure potremmo investire nel rame.”

In lontananza, tra oltre le colline che separano la contea da New Chicago, un fulmine balena tra le nubi pomeridiane. Deve ancora arrivare il rombo del tuono che già l’operaio è a metà della scala.

“Oppure potremmo rimanerci secchi.” Sghignazza il secondo.


Illinois, primi giorni di marzo 2119

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Fear Of The Dark Empty Re: Fear Of The Dark

Messaggio Da Staff Master il Mar Mar 05, 2019 9:06 pm

I casermoni neri hanno piccole finestre, piccoli buchi di un alveare grigio, abitato da tante piccole api operaie con la tuta blu e gli occhi perennemente stanchi. Alla fine del turno serale a migliaia tornano con le schiene incurvate verso quella che chiamano casa, altri invece escono con gli occhi assonnati pronti a nutrire il terribile mostro dell’industria. Tra essi due uomini camminano con la schiena dritta, indossano anche loro abiti da lavoro ma il loro portamento e le loro movenze raccontano tutt’altro. Un gioco di sguardi, un segnale prestabilito ed entrambi si perdono nella moltitudine di curvi oppressi.

Passa qualche minuto.

Due uomini, troppo ben nutriti e curati per essere operai nonostante ne portino i panni, si ritrovano in uno dei vicoli tra i grandi palazzoni della periferia di New Chicago.

“Potevi scegliere un posto migliore.”
“Qui non daremo nell’occhio.”
“Tu dici? Guardaci, nonostante gli abiti sporchi siamo troppo ben curati, si vede che ti sei fatto la barba questa mattina”
“Non ti preoccupare di quello che potrebbero o non potrebbero capire questi inferiori, sono troppo presi dai loro problemi per curarsi di qualsiasi cosa che non sia la loro miserabile condizione. Piuttosto. Hai preparato tutto? Sei sicuro dell’informazione del tuo contatto?”
“Ovviamente no, come sempre. Hai un piano migliore?”
“No. Dobbiamo sperare che sia così. La barca sta affondando e...”
“… ed i topi scappano. A qualsiasi costo si. Anche se dovessimo compiere un omicidio.”
New Chicago, primi di marzo 2119

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Messaggio Da Staff Master il Mer Mar 06, 2019 10:38 pm

“Qual è la situazione sorella?” la donna aveva la bocca coperta per metà da uno straccio, il contorno degli occhi sporcato di nero e terra rossa. Il corpo completamente coperto per proteggerlo dal clima ostile di quelle terre.
“Si muovono a gruppi sparsi. Senza coordinazione, non hanno più una mente che li guida: non dobbiamo di certo temere la loro tattica, ma la loro forza. Katia, quei mostri, sono robusti e forti.”
La donna strinse gli occhi, fino a ridurli a due fessure. Stava pensando, valutando che cosa fare.
“So bene cosa intendi” disse poi “lo so bene. Ricordo bene i corpi delle nostre sorelle, ma siamo sopravvissute persino al morbo nero. Di certo, se ci organizziamo a dovere, possiamo spazzare via quei mostri dalle nostre terre. Lo dobbiamo alla nostra tribù.”
“ Katia, disponiamo solo di 40 leonesse…”
“Le migliori” la interruppe “le sopravvissute.” Fissò lo sguardo sulla sua interlocutrice, che non rispose. “Attaccheremo all’alba, quando sono più deboli. Ci riprenderemo quel pezzo di terra, dopodiché ci muoveremo verso il Centro.”
L’altra la guardò seria, sapeva che Katia teneva a rispettare tutti i suoi debiti e, a quel gruppo di combattenti doveva di certo qualcosa. Lo doveva per quelle 40 guerriere che erano sopravvissute.

Ovest.
Febbraio 2119.

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Fear Of The Dark Empty Re: Fear Of The Dark

Messaggio Da Staff Master il Gio Mar 07, 2019 9:57 pm

Un uomo solo cammina controcorrente. In molti hanno deciso le sorti della guerra tra Roland ed Ashford prima ancora che questa sia conclusa e stanno scappando in cerca di un futuro migliore.
Ma lui no. Lui cammina spedito a pochi metri dalle famiglie in fuga, tenendosi stretta la sua ventiquattr'ore.
"Hai bisogno di aiuto, amico?"
È talmente assorto, che nemmeno si accorge che stanno parlando con lui.
"Hey! Parlo con te!"
"Mh?"
L'omone ha sulle spalle una bambina di pochi mesi e sorride benevolo.
"È pieno di soldati qui! È pericoloso girare da solo! Se vuole può unirsi a me e la mia famiglia, andiamo verso il Sud!"
L'uomo con la valigetta sorride, vagamente sorpreso.
"Lei è davvero gentile... Ma non posso davvero tornare indietro."
"Stia attento! Sembra che ci sia un pericoloso sovversivo che ha rubato un qualcosa nei paraggi. Sa,è ricercato da tutte le autorità!"
"Non ne avevo idea!" Un rivolo di sudore scende dalla tempia dell'uomo "Buon viaggio!"
L'omone riprende il viaggio, mentre la bimba in spalla gorgoglia contenta.

Pressi di Fort Wayne
7 marzo 2119

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Fear Of The Dark Empty Re: Fear Of The Dark

Messaggio Da Jelly Fish il Ven Mar 08, 2019 10:54 pm

"Quindi? Dov'è?"
L'Ufficiale dell'Esercito regolare poggia un dito sulla mappa, indicando un punto poco fuori Fort Wayne.
"Nella zona..."
"... Di Ashford."
"Nessuno si è accorto di un uomo solo che attraverso il confine?"
"No, Presidente... Ci sono molti profughi..."
Roland fa un segno con la mano per zittire l'Ufficiale.
"Colonnello Hodge, Colonnello Monroe, partite istantaneamente con i due Plotoni. Subentrerete al posto delle milizie di ricerca ed entrerete voi in territorio nemico. Le nostre intenzioni con Ashford ed i suoi sono abbastanza chiare?"
"Sissignore, Signore!"

Urania
8 marzo 2119

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Messaggio Da Staff Master il Lun Mar 18, 2019 9:15 pm

Quel mattino tutti i quintessenti si erano svegliati con un gran mal di testa, reduci da un sonno ferito. Un sogno cumune, secondo alcuni, per altri una visione, chissà. Certamente però una luce aveva trovato modo di sgorgare nella loro notte e, per quelle poche ore almeno, fu impossibile ignorarla.

Una grande luce.
Come stare di fronte a una grande palla di fuoco, sentire le lingue di fiamma lambirti il volto. Ma senza alcun dolore, nessuna bruciatura.
Lentamente, la grande sfera infuocata si innalza nel cielo portandosi a distanza. Il calore aumenta sempre più mentre si schiude, come i petali di un fiore baciato dai raggi del sole.
Da essa emerge una figura di donna con grandi ali folte di piume nere, e lunghe membra affusolate. Tutta la sua forma è avvolta da una vivida fiamma. Sul capo porta una maschera d’osso come una corona sui capelli corvini.
Sotto di essa il corpo di Jeremiah giace esanime, con le braccia incrociate sul petto e i pugnali nelle mani.

“È giunto il tempo. Non più veli fra noi, non più lacci alla tua anima, niente più nemici a dividerci”
La voce di lei è calda, rovente, come non ne hanno mai sentite prima.
“Noi ora siamo una cosa sola.”
Con un gesto stende la sua sul corpo ai suoi piedi ed esso avvampa nelle fiamme . In un istante muta in cenere.
La sua mano quindi si alza e dal fumo si solleva una creatura eterea e dotata di ali corvine anch’essa, con un’armatura brunita e il medesimo elmo d'osso sulla testa. Vola in alto e si pone alla destra della Corvessa, che lo osserva compiaciuto.

“La nostra Fiamma è Eterna. La nostra Fiamma arderà eterna. E nel buio… lasciamo solo cenere.”

Le due figure aumentano di lucentezza fino a diventare una cosa sola, fino ad occupare tutto lo spazio visibile, fino a sparire assieme a tutto ciò che c’è.
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Messaggio Da Staff Master il Gio Mar 28, 2019 10:36 pm

Al suono della valigetta che si apre, per la seconda volta nella giornata, i presenti nella stanza allungano il collo per vedere che cosa contiene: hanno combattuto due giorni, parlato con entità paradimensionali dai poteri alquanto discutibili e affrontato la tempesta personificata. Sono stanchi e le perdite non sono state poche tra i loro compagni: molti resteranno in quei luoghi.
Beh - il volto di Domino si contorce in una smorfia - Mi prendi per il culo? -
Sembra quasi imbarazzo quello che passa sul volto dei presenti.
Cosa cazzo sono queste? Carte? - ride sarcastica - Dei tarocchi? -
Della biotossina, all’apparenza, non c’è nessuna traccia.

Fort Wayne.
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Messaggio Da Staff Master il Mar Apr 16, 2019 11:10 pm

Giorni di pioggia si alternano a poche giornate di sole, rendendo le aree intorno a New Chicago fangose e difficili da attraversare, tanto che la fanteria fatica a muoversi e le strade diventano il vero campo dove si svolge la battaglia. La necessità di guadagnarsi il controllo delle vie di comunicazione ed approvvigionamento principali, fanno si che decine e decine di uomini e donne muoiano per un incrocio.
La radio da campo sfrigola, i soldati dell’esercito dei Liberi Stati d’America si assiepano intorno ad essa:

“Continuano i combattimenti nei sobborghi di New Chicago. Le nostre valorose truppe combattono valorosamente contro le milizie del governatore ribelle Robert R. Ashford Senior, senza curarsi delle pesanti perdite causate dalle armi segrete che il nemico utilizza.”

Molti dei soldati, che con aria spenta sono radunati intorno alla radio, presentano bruciature date dalle armi elettrificate utilizzate dai soldati ancora fedeli ad Alleister. La radio continua a gracchiare:

“La nostra avanzata, che porterà all’inevitabile vittoria della Libertà e della Giustizia, è più lenta di quanto previsto dagli alti comandi, ma il nostro amato Presidente Hodge ha assicurato che verrà risolta il prima possibile. Il sacrificio di voi uomini e donne che valorosamente combattete è indispensabile per il raggiungimento dell’unificazione nazionale sotto l’illuminata presidenza dell’amato Roland Hodge.”

La retorica non sembra fare più breccia come un tempo nei cuori di quei soldati a cui era stata promessa una rapida vittoria.


Dintorni di New Chicago, 2119

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Fear Of The Dark Empty Re: Fear Of The Dark

Messaggio Da Staff Master il Dom Apr 28, 2019 1:46 pm

- Ecco signor Presidente, questo è quanto recuperato dal Plotone XXX durante l’ultima missione -
La valigetta viene adagiata sulla scrivania dell’ufficio, davanti a Roland che la guarda pensieroso, per poi rivolgersi al suo assistente: - L’avete fatta controllare da chi di dovere? Siamo certi della sua fonte? -
Il giovane, visibilmente imbarazzato, si gratta con gesto nervoso la tempia.
- Si signore. Il controllo è stato fatto, ma diciamo che è abbastanza… particolare? -
Di risposta Roland aggrotta la fronte ed apre la valigetta con un gesto meccanico, mentre l’intero ufficio si ferma quasi trattenendo il respiro, per il timore di quello che sta succedendo: l’uomo prende un piccolo fagotto di tessuto e da esso estrae, una ad una, le carte che si trovano al suo interno. Passano interi secondi in un silenzio attonito e basito.
- Alquanto ‘particolare’ effettivamente. Chiamatemi mr. Mitchell. Voglio vederci chiaro su questa faccenda ed esigo che le indagini siano veloci ed efficaci -
Improvvisamente, come se il tempo si fosse fermato, tutti tornano alle loro mansioni con una notevole rapidità.


Urania.
Marzo 2119.

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Fear Of The Dark Empty Re: Fear Of The Dark

Messaggio Da Staff Master il Dom Apr 28, 2019 9:41 pm

- Benvenuti cari ascoltatori all’edizione serale delle 18! -
La coppia di anziani signori è seduta nel loro modesto salotto: l’uomo abbassa il giornale, la donna posa i ferri del lavoro a maglia. Entrambi attenti e protesi verso la radio per sentire meglio le ultime notizie di Urania.
- Oh Tim, alza un pochino la radio che inizio a sentirci poco -
Tim allunga il braccio e gira la manopola per regolare il volume.
- Proseguono le indagini della polizia sul furto avvenuto all’interno dei musei di Stato: come ricorderete ad essere stata trafugata è stata la maschera appartenuta al criminale conosciuto come dottor Menghele, che tante sofferenze ha arrecato al servizio della Tiranna. Non ci sono rivendicazioni di tale atto criminoso da parte di nessuna cellula sovversiva o nemica dello Stato, ma si pensa a qualche nostalgico. Al momento vige il massimo riserbo da parte degli investigatori. -
La donna si fa pensierosa: - Oh, ma chi mai vorrebbe fare un gesto del genere? Ultimamente ci sono fanatici d’ogni tipo. Ci sarà mai pace per noi? -
In risposta, il marito, emette soltanto un leggero grugnito.

Urania.
Marzo 2119.


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Fear Of The Dark Empty Re: Fear Of The Dark

Messaggio Da Staff Master il Dom Mag 05, 2019 10:56 am

L’uomo veste un elegante completo da valletto: una giacca di raso grigio, una camicia bianca perfettamente stirata, la cravatta impreziosita da una piccola gemma. Solo la postura curva inganna la sua vera natura di schiavo.
“Vede Monsieur Zimmerman, i padroni apprezzano quanto fatto da voi e dal Presidente Hodge fino ad ora. Questa proposta d’incontro è sicuramente un buon gesto nei confronti della Quiet Room ma penso si fatichi ancora a capire il punto circa la morte di Monsieur Chain.”
Il suo interlocutore  reagisce con un sorriso tirato.
“Vede, in quanto segretario di Stato sono deputato appunto ad appianare queste situazioni. Se foste così gentile da spiegarmelo ve ne sarei grato, in tal modo perderemmo entrambi meno tempo.”
L’elegante servitore fa un cenno del capo, l'arte del dialogo è familiare a entrambi, ma la situazione sembra comunque tesa.
“Vi porgo le mie scuse allora per non avervi permesso di comprendere al volontà dei miei padroni in maniera consona. Quella che si stava instaurando tra il vostro governo era una relazione non dissimile da quella che precedentemente i padroni avevano con chi ha preceduto il vostro attuale comandante in capo. Per rendere l’esempio ancora più chiaro userò l’esempio di uno dei riti conoscitivi che vengono spesso praticati tra gli eleganti proprietari di schiavi che governano da noi: una partita a carte. Quando due gentiluomini, o gentildonne, voglio conoscersi per stringere affari, si siedono prima a un tavolo e giocano
qualche mano a poker. La credenza più diffusa è che si possano intuire le intenzioni dell’interlocutore osservando non tanto se vince o perde ma il rispetto con cui tratta l’avversario calibrando le puntate in modo che non offendano il suo pari. La nomina di Monsieur Chain a intermediario, seguendo la mia
analogia, equivaleva ad una puntata da parte nostra. Venir derubati quindi di una puntata è stato un gesto assai sgradito ed alquanto scortese, al punto tale che la partita rischia d’interrompersi prima di entrare nel vivo.”

L’uomo impomatato chiude gli occhi indugiando un momento, forse trattenuto da un pensiero, o un ricordo. Le dita, affondate nel taschino, sfiorano i due contratti ripiegati. Alla fine, con un gesto elegante e misurato, l'industriale estrae un libretto degli assegni.
“Immagino che i vostri padroni richiedano quindi un risarcimento. A quanto stimiamo la cifra?”
Un impercettibile sorriso appare sotto l’elaborata maschera dello schiavo.
“Monsieur, ogni contrattazione ha la sua valuta. Questa non richiede dollari ma una compensazione. Un gentiluomo del Sud, seppur di una famiglia minore ma pur sempre un gentiluomo, è morto mentre era vostro ospite. Inutile dirvi che da noi la questione si sarebbe risolta con un linciaggio alla cara vecchia maniera ma vogliamo ricambiare il gesto di buona volontà acconsentendo alle vostre usanze di dover cercare delle prove e un colpevole prima di far fare alla giustizia il suo corso. Nel frattempo considerate la vostra richiesta di riabbassare i prezzi del mercato come respinta, e altresì viene respinta quella d’interrompere i nostri rifornimenti al governatore Ashford. Egli al momento si presenta come un partner commerciale ben più affidabile di voi.”


New Orleans, fine marzo 2119

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Messaggio Da Staff Master il Dom Mag 05, 2019 10:17 pm

Con un tonfo sordo che ruppe il silenzio, un uomo magro e leggermente stempiato venne sbattuto contro il muro di mattoni di uno dei tanti vicoli di Urania.
“Cazzo amico, mi hai spaccato una costola!”
L’energumeno che lo aveva scaraventato da un lato all’altro del vicolo gli fu rapidamente addosso. Lo prese e lo sollevò a pochi centimetri da terra, sbuffandogli le fumate del sigaro in faccia.
“E questo è solo l’inizio Spiky, dimmi dove cazzo hai preso quella roba!”
L’uomo, che si affannava a far arrivare ai polmoni la poca aria che il suo carnefice gli lasciava inalare, abbozzò una risposta.
“Ahh amico non posso o quelli mi uccideranno.”
All’energumeno la risposta non piacque: con un potente pugno nello stomaco scaraventò il criminale in una pozzanghera maleodorante frutto della serata eccessivamente alcolica nei peggiori bar di Urania. Di nuovo l’energumeno si mosse per raggiungere la preda: con un gesto tanto rapido quanto potente, lo schiacciò a terra mettendogli lo stivale sul petto.
“Muoviti, ho due soli modi per trattare i rifiuti come te! Dimmi dove hai preso questa droga!”
L’uomo rantola per terra mentre il poliziotto sventola una bustina contenente tre piccoli cristalli verdi che brillano alla luce del lampione.
“Va bene! Va bene stronzo! Me la vendono dei tizi presso il magazzino 15 sui depositi di Hell’s Kitchen… non so altro giuro!”
L’energumeno, il cui distintivo scintillava ora sotto la fioca luce del tramonto, tolse lo scarpone dal petto dello sventurato.
“Bene Spiky, vedi che quando vuoi riusciamo a capirci?!”
Il poveraccio per terra provò a rialzarsi.
“Merda detective, perché non ti fai corrompere come tutti gli altri e la smetti di rompere le pal...”
L’uomo non fa in tempo a finire la frase che un altro calcio lo colpisce zittendolo.
“Mai! E di pure ai tuoi amici che ad Urania ci sono ancora dei poliziotti onesti! Parola del detective Gallows!”

Urania, aprile 2119.


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