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Messaggio Da Staff Master il Lun Mag 06, 2019 10:53 pm

Un tonfo: la porta sbatte con forza.
Tra lo stupore dei presenti, all’interno dell’ufficio irrompe un gruppo di poliziotti, a capo dei quali c’è un uomo vestito con un completo scuro: con la mano sinistra mostra il distintivo, mentre con l’altra sorregge un foglio di carta stropicciata.  Il suo avanzare viene fermato da un uomo con il camice bianco, ben pettinato e sicuro di sé, sul taschino porta la targhetta con il nome dell’azienda per la quale lavora: Umbrella Corporation.
-Buongiorno agente. Sono il Dr. Rogers, al momento i titolari non sono presenti. - si toglie gli occhiali e li pulisce meticolosamente con un fazzoletto, pulito, tirato fuori dal suo taschino - Spero - dice sistemandosi ora la montatura sul naso con fare puntiglioso - che quello che portate in mano sia un mandato, altrimenti mi toccherebbe avvisare la sicurezza.-
Il poliziotto sbuffa, spazientito, e agita il foglio a pochi centimetri dalla faccia del ricercatore.
-Leggi bene questo mandato dottore, qui si dice  che abbiamo l’ordine e il permesso di ritirare tutto il vostro archivio.-
Rogers non si scompone, allontana solo leggermente il volto dal foglio, per lanciare il suo sguardo arrogante sul poliziotto.
-Mi dispiace agente, ma il nostro archivio è stato sequestrato circa un’ora fa da alcuni uomini dell’Agenzia.-
Il detective stringe gli occhi e corruga la fronte sorpreso: -E chi diamine sarebbero?!-
In risposta l’uomo fa spallucce: -Non ne ho idea, ma l’ordine era firmato del Presidente in persona.-

Urania, primi di aprile 2119.

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Messaggio Da Staff Master il Mer Mag 08, 2019 7:45 pm

Villa Gray assomiglia a un formicaio silenzioso, incorniciato dal cielo grigio di un aprile che fatica a mantenere la promessa di primavera.
Piccoli gruppi di operai controllano gli impianti della magione palmo dopo palmo, sventrando meticolosamente le pareti e lasciando cicatrici di stucco come segno del proprio passaggio. Dopo aver trovato le prime due manomissioni l’intervento si è rivelato indispensabile. Un uomo armato sta accanto a ogni squadra, vegliando sugli interventi.
Gli studenti aspettano la cena ognuno nella propria camera, racchiusi in silenzi di cordoglio e paura. Un paio di ragazzi più vecchi combattono la lentezza del tempo e i propri pensieri facendo l’amore. Lui piange e lei glielo concede, desiderando di poter fare lo stesso.

Dalla presidenza una donna guarda le nubi che filtrano la luce del tramonto tramutandola in gelidi stiletti. Si concentra fissando quegli scorci abbacinanti, spingendoli a dilaniarle la mente almeno per qualche secondo, perchè fa meno male.

Poi la campanella trilla, e tutti scendono a cenare.
Urania, ultimi giorni di aprile 2119

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Messaggio Da Staff Master il Sab Mag 11, 2019 5:07 pm

La parete è coperta da una ragnatela di fili di lana. Ci sono anche delle puntine che bloccano delle foto e degli appunti. Alcune frasi sono cerchiate in rosso.
“Davvero, avete imparato a investigare sul Manuale delle Giovani Marmotte? Questo stronzo ci ha ficcato un ottovolante nel culo e la vostra risposta è un diorama?”
“A dire il vero, è -emh- è una rappresentazione visiva dell’indagine.”
“Ah, ma allora va tutto bene e abbiamo risolto tutto.”
“Davvero?”
“No, per la miseria! No!”
“...”
“...”
“A dire il vero qualcosa ci sarebbe.”
La ragazza estrae dalla tasca un mazzetto di banconote sgualcite di taglio medio e lo passa al resto dei presenti.
“Numeri sequenziali?”
“Esatto.”
“Dove le hai trovate?”
“Le aveva il fioraio sulla ventiquattresima. Qualcuno è romantico.”
“Grazie a Dio, un’altra settimana senza niente e Hodge mi avrebbe staccato la testa.”
Urania, primi giorni di maggio 2119

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Messaggio Da Staff Master il Lun Mag 13, 2019 6:00 pm

Guardala.
L’uomo sgrana gli occhi.
N-non è possibile!
Guardala!
L’uomo obbedisce per un secondo, poi distoglie lo sguardo.
Il rumore di un colpo di pistola riempie l’aria fredda.
Aveva l’uniforme in disordine, non so nemmeno in che modo… L’uniforme, capisci Doc? Lei gli dice di fare cento piegamenti e quando lui ne sbaglia uno, BANG nel piede!
I due continuano a guardare il piazzale della caserma, tenendosi a debita distanza.
Il soldato stringe i denti, impedendo alle mani di andare a stringersi il piede.
Io pensavo che non volesse parlarmi per sai… Si beh, lo sai...
Con un cenno della testa, il Colonnello Hodge gli intima di rialzarsi. Nel pallido sole mattutino, gli occhi così insolitamente chiari le conferiscono un aspetto spettrale.
Doc prova ad articolare delle parole, ma è troppo interdetto per riuscire a parlare.
"Sembrava felice quando l'ho vista l'ultima volta... Non doveva sposarsi?"
Doc sospira e scuote la testa.
Andiamo. prima che si accorga di noi e si ricordi che siamo civili...

Urania, Caserma del Plotone Emidees.
Inizio di maggio 2119

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Messaggio Da Staff Master il Mer Mag 15, 2019 8:55 pm

Quanto sono attendibili queste informazioni, Signor Presidente?
Il Colonnello Arthur Richard Monroe non aveva mai amato non conoscere le fonti di intelligence sulla base delle quali faceva muovere i “suoi” uomini. Tra i suoi vecchi sottoposti era noto per essere molto rigido su questo: era solito dire che aveva fatto più morti una informazione inesatta che una testata missilistica. Gli anni di esperienza non gli avevano mai dato torto.
Totalmente attendibili, Colonnello. Sono informazioni che arrivano direttamente dalla mia agenzia.
Capisco la sua premura a mobilitarci. Se veramente quel rivoltoso mettesse le mani su una intera batteria di Honest John, di Lance, di Pershing e di Jupiter potrebbe fare dei veri danni. Anche se non capisco come una simile quantità di testate balistiche fosse sfuggita ai controlli nei silos che avevo indicato.
Arthur alzò un sopracciglio, stupito che tutti quei missili potessero essere scomparsi senza che nessuno se ne accorgesse prima. Era certo di aver dato informazioni molto precise sull’arsenale balistico a disposizione dell’E.F.C. di cui era Generale.
Appunto, parliamo di quelli che aveva indicato e per i quali ci è stato possibile svolgere un'ispezione. Oltre a impedire lo scambio sarà vostro compito recuperare ogni informazione sulla provenienza di queste testate. Arrivano dai territori di Ashford o ci sono ancora depositi celati nei Liberi Stati Uniti? L’intervento del Plotone XXX è urgente. Andrete sul luogo dello scambio prima dell’arrivo di questo rivoltoso. L’Emidees vi sarà di supporto mettendo il resto della zona in sicurezza. Appena possibile, eliminerete Cane di Paglia insieme a chiunque lo stia assistendo.
Arthur allontanò gli occhi dal rapporto per qualche secondo, sempre più incredulo.
Abbiamo quindi l’ordine di eliminare, Signor Presidente?
Certo. Cosa altro dovreste fare? È un pericolo per il Paese. Non si può agire a metà in casi simili.
… nulla, Signore. Darò ordine agli uomini di prepararsi. Sarà necessario partire a breve… non più tardi di venerdì.
Perfetto Colonnello. Mi attendo ottimi risultati da voi.
Urana, Palazzo presidenziale. Ore 20.55 del 15 maggio 2119.

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Messaggio Da Staff Master il Gio Mag 16, 2019 4:11 pm

Il detective annuisce stancamente, poi saluta e riaggancia la cornetta.
"Quanti sono questa volta?"
"Solo uno. 35 anni, sulla trentaseiesima. Pare in casa tenesse un arsenale. Vecchie armi dell'E.F.C. e altra roba che si costruiva da solo."
"Finalmente hanno beccato uno di quei bastardi!"
"No, in realtà l'eqipaggiamento utilizzato nell'agguanto a Fort Wayne era diverso, nuovo. Probabilmente comprato con i soldi della rapina."
"Beh, è comunque uno in meno di quei bastardi ingrati."
L'agente operativo venne trafitto dallo sguardo del detective. Gli occhi scuri avevano una profondità abissale e non servì altra indicazione per far capire al ragazzo di aver detto una cazzata.
"Sì beh, Gallows... so che alcune delle vittime erano anche dei ragazzini, ma questo dimostra che nel mucchio qualcuno di pericoloso c'era davvero. Sbaglio?"
"Non lo fanno per metterci al sicuro. È personale, agente, non colpirebbero il resto dei familiari altrimenti. La lingua e le corde vocali tagliate ne sono un segnale ancora più chiaro. Forse è un avvertimento o una vendetta. E noi difendiamo la giustizia, non la vendetta a differenza di quanto fanno loro."
"Loro?"
"Tutti i colpi sono puliti, ma secondo la scientifica l'angolo di penetrazione delle lame è differente. Significa che sono almeno in due, di due altezze diverse."
Nell'espressione del ragazzo si insinuò un briciolo di ammirazione. Gallows riconoscendola sembrò alterarsi maggiormente. Si tirò su dalla sedia e raccolse tutti i fascicoli. Li aprì e appese le foto sulla parete. Piano piano tutto il personale si raccolse attorno al detective.
Ritratti sulla carta lucida si vedevano cadaveri di ogni sesso ed età. Gallows indicò una serie di tre scatti, sotto a ognuno era segnata l'età della vittima con spesse linee d'inchiostro nero: 4 anni, 6 anni, 8 mesi.
"Ora, voglio che sia chiaro a tutti. Forse io non avrò perso un familiare durante l'attentato alla radio, e forse non ho perso dei colleghi nel sedare le sommosse. Ma non me ne frega un cazzo. Se ritenete che chiunque stia punendo questa gente stia facendo un buon lavoro può immediatamente consegnarmi l'arma e il distintivo e andarsene. Se sentirò ancora un respiro a favore degli assassini giuro che... che..."
Gallows tremava dalla furia, faticava a respirare tra le proprie urla. Contò mentalmente fino a cinque.
"Questa è una guerra tra mostri, e non voglio mostri in questo distretto."

Urania 16 maggio 2119

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Messaggio Da Staff Master il Ven Mag 17, 2019 9:53 am

Ha gli occhi che lacrimano, la gola che brucia e il viso che si contorce in una smorfia di disgusto, mentre appoggia con energia il bicchiere al bancone.
- Cazzo, che schifo questa tequila. -
When routine bites hard
And ambitions are low
And resentment rides high
But emotions won't grow
And we're changing our ways
Taking different roads



Soffoca una risata e scuote la testa riconoscendo il pezzo che passa alla radio sistemata sul mobile dietro il bancone di quello stupido e lercio bar, nel quale si trova adesso, in attesa di vedere proprio una persona che…
- Ehi. - l’uomo le si siede di fianco.
- Ehi, - gli risponde con un sorriso tirato - quanto tempo. - Fa cenno al barista di portarle altri due bicchieri di quella che spacciano per tequila. Lui ne avrà da ridire, lo sa.
Love, love will tear us apart again
Love, love will tear us apart again


- Non hai paura a trovarci qui? Il posto è pieno di soldati ed ex compagni, e tu sei sulla lista nera di Roland da tempo. -
- Non ho paura di lui, lo sai. Anzi penso proprio che, - il barista porta loro i due bicchieri e li squadra non tanto velatamente per un po', prima di andarsene - dicevo, penso proprio che non sia il momento di avere paura di lui. Noi…-
Why is the bedroom so cold?
Turned away on your side
Is my timing that flawed?
Our respect run so dry?
Yet there's still this appeal
That we've kept through our lives



- Aspetta! Noi? -
- Sì, noi. Cazzo! Noi che abbiamo lottato insieme! Noi dovremmo unirci ancora per combatterlo e...-
But love, love will tear us apart again
Love, love will tear us apart again



- Cazzo! - A quelle parole afferra il bicchiere e lo butta giù d’un sorso, lui fa altrettanto.
- Merda! Questa tequila fa schifo! - Lei ride. - Lo sapevo! - ride e poi si blocca, come ricordando una vita fatta di compagni d’arme e fratelli di sangue che non ci sono più.
- Sì, fa davvero schifo, -
guarda il fondo del bicchiere vuoto - perché sei qui? -
Do you cry out in your sleep?
All my failings exposed
Gets a taste in my mouth
As desperation takes hold
And it's something so good
Just can't function no more?



- Per te, per avvisarti. Non puoi ignorare quello che abbiamo scoperto in questi mesi. Io… -
- Scoperto? Scoperto cosa? Solo un sacco di tracce fantasma e supposizioni. Non c’è nulla di concreto. -
- Cazzo chica. Capisco perché tu non voglia vedere adesso tutto quanto. I pezzi che si uniscono tra di loro, ma hai fatto tu questo lavoro e merda la maggior parte delle cose che sai...-
- Te le ho insegnate io. - Termina la frase per lui.
- Senti, la vita difficile l’abbiamo avuta tutti e capisco quanto sia importante per te sentirti nuovamente parte di un gruppo, - sospira, - e poi qui c’è lei. -
- Non metterla in mezzo, - sbotta - Non ti azzardare. Non dirmi che non capisco un cazzo perché adesso ho una persona nella mia vita. No! Devi solo stare zitto! -
- Chica. - si alza e lascia dei soldi per il barista, - eri con me mentre raccoglievamo tutte quelle informazioni. Aiutami. Non ho voglia di far scorrere anche il tuo sangue.-
A quelle parole lei si irrigidisce e stringe i pugni, ma non riesce a dirgli niente, non fa in tempo a rispondergli perché lui se ne è già andato.
Love, love will tear us apart again
Love, love will tear us apart again
Love, love will tear us apart again
Love, love will tear up apart again



Taverna di Boris, Urania

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Messaggio Da Staff Master il Ven Mag 17, 2019 3:06 pm

Frances strinse il bavero della giacca per proteggere il collo dalle folate gelide. Le ombre dei palazzi titanici avevano impedito al sole di asciugare l’asfalto e, nonostante fosse un mezzogiorno di maggio, la gente per strada continuava a tremare.
La giornalista indugiò un momento e poi si infilò nel caffè.
“Frances, è bello vederti,” Stuart se ne stava appoggiato al bancone, tenendo in mano due alte tazze di carta. “Immagino tu prenda il caffè sempre allo stesso modo.”
“In realtà no, puoi far aggiungere un po’ di latte?”
Uscirono dal locale tenendo le bibite in mano. Voltarono l’angolo, costeggiando una serie di manifesti elettorali sbrindellati che a Frances ricordarono gli altarini votivi che gli orientali celavano nel riserbo della propria casa. Lui, alto e brizzolato, e lei, minuta e con gli occhiali appannati dal caffè, si adentrarono in silenzio tra i sentieri di Glandale Park. Lì il calore aveva fatto presa e da ogni direzione arrivava il profumo dell’erba che si asciuga.
Presero posto in una panchina di legno arido, rivolta verso le montagne che facevano da sfondo alla città.
“Dimmi tutto, piccola. È da un po’ che non ci vediamo.”
“Già, perdonami Stuart. Non credo di avere molto controllo sulla mia vita. So che non era solo lavoro, e forse non ci siamo più visti perchè per me ora c’è solo quello.”
L’uomo le poggiò la mano sulla spalla, sospirando. Frances strizzava gli occhi in direzione dei grattacieli, fissando un punto tra le sagome nere e la pietra dei monti in lontananza. Al tocco di Stuart sembrò scuotersi da un leggero torpore.
“Non preoccuparti. Siamo noi vecchi a poterci riposare, a voi giovani sta gestire il mondo.”
“Non sono sicura di averne voglia. Negli ultimi mesi Urania mi pare un disastro, più passo il tempo a parlare con la gente più vorrei soltanto mettermi le mani nei capelli. Figuriamoci dovessi gestire il mondo.”
“In realtà non è così male ora; capita ancora che mi insultino ma almeno non rischio la deportazione. Posso trascorrere qualche anno in pace.”
Le parole restarono sospese, mentre la ragazza tirava fuori delle sigarette dalla borsa e ne offriva una all’uomo.
Dalle fronde incolte di un salice piangente sbucò un enorme cane nero. Aveva il pelo lungo e sporco. Osservò la coppia soffiare piccoli nembi di fumo, poi si allontanò lungo il ciottolato. A Frances sembrò di vedere un piccolo e trotterellante buco nella realtà.
“È questo ciò che intendo, Stuart. È come se la città stesse tentando di darmi dei segnali. Non parlo solo degli attentati, delle sommosse e delle ronde della polizia. Mi capita di passeggiare di notte e scoprire geometrie diverse negli edifici e nelle strade. È come se l’aria fosse carica di elettricità. È come se vivessi immersa in un orribile presentimento,” si interruppe, prendendo fiato, ”e ho paura.”
“Quindi è questo, vuoi sapere se hai ragione o se devi semplicemente prendere dello xanax.”
Frances annuì.
“Beh, facciamo che questa soffiata posso regalartela in ricordo dei vecchi tempi. Così risparmi qualche dollaro per lo xanax.”

Urania, 17 maggio 2119

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Messaggio Da Staff Master il Lun Mag 20, 2019 9:28 pm

Alla fine questa mi è capitata. Sai, mi sono sempre domandata quale sarebbe stata la mia carta…  Certo! Sapevo delle leggende sul mazzo Visconti – Modrone, così come sapevo della missione disperata partita troppi anni fa per recuperarlo…
Stelle beffarde che portate avanti questa mia maledizione: costretta a relegare pezzi della mia anima dentro ogni mia creatura e ad amarne ogni secondo della creazione, ogni secondo di dolore, per poi rimanere come una madre costretta ad abbandonare il figlio appena uscito dal suo stesso grembo.
Nessun amore sarà mai così forte, lo sai no? Nessun uomo o donna potrà…
Ah Lenci… sento pezzi del mio senno che piano a piano mi abbandonano, frammentandosi come le stelle del firmamento...
Non poteva essere nient’altro, no?
Guarda il Matto come sorride beffardo dalla sua carta, come cammina lontano dal suo intelletto… Lo abbandona sulla luna, lo affoga tra le onde del fiume, lo incastona tra le pennellate!
Sento le mie mani che si allontanano da me, prendono questa immagine che ho stampata dietro le palpebre da così tanto ed iniziano a sporcare la tela.
Senti quest’aria carica di energia? È un temporale che sta per schiantarsi e io vorrei solo impedire alle mie mani di continuare a dipingere e al mio cuore di continuare ad amare tutto questo così disperatamente. H-Ho anche sentito dei tuoi dipinti, molto bene: Dio ti ha dato un volto, e tu ne fai a te stessa un altro!
Ah… È iniziata, Lenci. Conserverò quel che basta di me perché non tutto crolli a terra?

---
Signorina Marie? Signorina Marie?
Wright entra nella stanza, dopo aver bussato. Per terra Marie dorme abbracciata ad una bambola di pezza, ricoperta di colore ed acqua ragia, che brilla nel sole mattutino, ha di fronte a lei la grande tela rimasta bianca per lunghi mesi, che è stata compiuta.

Chroma, 20 maggio 2119

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Messaggio Da Staff Master il Mar Mag 21, 2019 9:16 pm


Aveva ricominciato a piovere molto forte e l’acqua creava dei piccoli fiumi di fango, seguendo le linee dei pendii scoscesi: c’era melma ovunque e qualcuno era caduto più volte, aggiungendo la terra fradicia al sangue incrostato.
Eppure correvano tutti, in fuga, da un’imminente scarica di Honest John e – forse in quel caso - il fango era davvero il male minore.
Come poteva esserlo il fatto che poco prima erano stati dichiarati dei traditori. Oppure che fossero stati due giorni in un posto con gente mica tanto chiara, che dava per scontata una conoscenza che non lo era per nulla.
Era il male minore che fossero stati allontanati da Urania per una motivazione plausibile a caso, perché non si era ancora capito quale fosse il motivo e molti di loro non ci si erano nemmeno spaccati la testa.
Poteva essere un male minore anche che stessero fuggendo con Paddy Garcia, terrorista e nemico di Urania, ricercato da anni? E con Cane di Paglia, altro pseudorivoluzionario terrorista con la mania per la musica e frequentatore a fasi alterne della Loggia, perché lui era, anzi è…un beh, come li avevano chiamati? G…qualcosa. Geisterwelt.
Era un male minore – no? – che in quel sacco nero, che doveva contenere il corpo maciullato di Roland, ci fosse dentro una semplice sagoma di carta. Che fine aveva fatto il corpo che conteneva il sangue spalmato addosso a Psyko?

Erano tutti mali minori. Non era un male minore, invece, non sapere verso dove stessero fuggendo in quel momento.
Da qualche parte nel centro, 21 maggio 2119.

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Messaggio Da Staff Master il Mer Mag 22, 2019 7:55 pm

Solo un lieve sfrigolio che attraversa l’aria, null'altro circonda attorno la gabbia di Faraday, lasciata dagli uomini del Plotone XXX. Una volta consumato lo strano fenomeno rimane solo il silenzio di una zona di guerra ormai abbandonata.

- …e la donna che era qui? -
- Ci avevano mandato a prenderla, avevano detto che era prigioniera, ma io non vedo nulla. -
- Abbiamo mosso un intero squadrone per l’anima del cazzo. - l’uomo termina la frase sputando a terra un grumo marrone di tabacco masticato.
Forte Wayne, maggio 2119.



***

[…] Dal sopralluogo, signore, risulta che non era presente nessuna minaccia. Non abbiamo idea di come la prigioniera possa essersi liberata. Non c’era alcun segno di rottura della gabbia, che era ancora intatta e operativa. Non è stato possibile capire dalle tracce a terra se sul luogo fosse arrivato qualcun’altro per liberare la prigioniera. Anche se come opzione mi risulta difficile crederlo, dato che avevamo ripreso la zona con un importante dispiegamento delle nostre forze, una variabile che comunque non possiamo scartare è […]

Stralci di un rapporto al Colonnello Johnson, graduato di stanza presso il Centro Operativo di New Chicago.

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Messaggio Da Staff Master il Lun Mag 27, 2019 5:59 pm

Il soldato semplice Allred spostò quello che rimaneva di una porta. Il calore delle macerie filtrava attraverso i guanti e dopo quattro ore di lavoro la pelle delle sue mani era coperta di vesciche. La pioggia, evaporando al contatto con quanto rimaneva della Loggia, produceva una nebbia intrisa di polvere che rendeva ogni respiro una fitta dolorosa.
A turno i soldati dovevano allontanarsi alla ricerca di aria fresca e di un posto dove le crisi di tosse non degenerassero in conati.
Sul pendio che fiancheggiava il piazzale stavano disposti i corpi mutilati di soldati e mercenari, le file divise a seconda dei brandelli di divisa sopravvissuti al bombardamento.
“Qui, ho trovato qualcosa!”
Il tenente si avvicinò al soldato semplice, spostando con ogni passo cocci e lattine di birra schiacciate. Davanti ad Allred stava il corpo di un uomo, coperto fino a metà con una tuta da lavoro arancione. Una colonna crollando ne aveva spappolato il braccio destro e la sezione del tronco che andava dalla scapola all’ombelico.
Il soldato semplice mosse il volto del cadavere perchè fosse visibile al suo superiore. Questi lo osservò con attenzione e poi ripassò l’elenco di nomi appuntati sull’agenda.
“Non è nessuno dell’XXX.”
“Cosa ne faccio, signore?”
“Cominciate una terza fila, metteteci quelli non identificabili.”
Un secondo soldato si avvicinò e sollevò appena i detriti, i denti stretti e i muscoli tesi per lo sforzo. Allred tirò verso di sè il corpo, che nonostante lo sforzo del commilitone restava incastrato sotto il blocco di intonaco e mattoni. I legamenti del cadavere cedettero con uno schiocco secco all’altezza della spalla e Allred cadde indietro, in grembo un corpo dilaniato, il deltoide steso all’aria aperta, come se non volesse lasciar andare il braccio, aggrappato alla sua interezza anche dopo la morte.

La Loggia, 21 maggio 2119

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Messaggio Da Staff Master il Gio Giu 13, 2019 9:32 pm

… si ricorda che chiunque dovesse incontrare uno dei seguenti fuggitivi, complici degli autori del fallito colpo di Stato tentato da Arthur Monroe, è tenuto ad informare immediatamente le autorità:
- Patrick Work
- Joshua Foley
- Diane Candy
- Nathaniel Grey
- Rachel Grey


Frammento di comunicato diramato in forma scritta, con foto annesse, in tutti i quartieri di Urania. 22 maggio 2119.

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Messaggio Da Staff Master il Lun Giu 17, 2019 7:09 pm

Buona sera Urania. Qui è la vostra sempre amata Jasmine Royce con le notizie di cronaca dalla Capitale del nostro splendido e rinnovato Stato.
In una tanto accorato quanto commovente comizio, il Nostro Presidente Roland oggi ha ringraziato i valorosi uomini del Ghost Recon per averlo tratto in salvo dal colpo di Stato ordito dai traditori guidati da Arthur Monroe.
Il Nostro Presidente ha ringraziato in particolare la guida di questi coraggiosi, nota al grande pubblico finora come Red. Presa la parola, l’audace comandante, la cui identità era fino ad oggi ignota, ha ringraziato il Presidente per l’onorificenza e ha espresso la volontà di non agire più nell’ombra, come è giusto che sia nei nuovi Stati Uniti d’America. Si è tolto quindi il passamontagna nel generale sgomento…
Rivelando di essere niente di meno che il Colonnello Dodge McKey, eroe della ribellione ritenuto morto durante la battaglia di Emidees ma, in realtà, nascostosi nell’ombra per continuare a proteggere il Nostro Amato Presidente da traditori che, già all’epoca, aveva individuato.
Il Colonnello, reintegrato nei suoi gradi dal Presidente, è stato mantenuto a capo dell’unità, vera punta di diamante dell’attuale esercito…

Urania, radiogiornale delle 20. Inizio giugno, 2119

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Messaggio Da Staff Master il Mar Giu 18, 2019 5:23 pm

Domino schiacciò la zanzara con una manata. Sfregò le dita tra loro, osservando con stanca distrazione il suo sangue, mischiato a quello dell’insetto, svanire nello sporco che la copriva.
Avrebbe voluto degli abiti puliti e del cibo normale. Non che bramasse in modo assoluto le comodità dell’anno passato a Urania, aveva già vissuto in modo spartano ed era certa le sarebbe capitato ancora, ma non avrebbe comunque disprezzato una doccia o una maglia il cui colore non fosse dettato dalla polvere e dal sudore.
Era certa fosse così per tutti i membri della squadra, per quanto alcuni continuassero ostinatamente a negarlo.
Marciavano da un mese, ormai. Erano riusciti a rubare una camionetta, ma il poco carburante rimasto nel serbatoio aveva ridotto quella conquista a una mezza beffa ed erano stati costretti ad abbandonare il mezzo dopo meno di quaranta miglia.
Non avevano più avuto alcuna notizia dai membri della Loggia, che sembravano essersi volatilizzati dopo la distruzione della loro base, e nemmeno da parte di Cane di Paglia, allontanatosi per preparare una qualche guerra. Psyko e Paddy erano invece restati con loro quando, rifiutato l’invito generale dell’uomo a dirigersi verso la sua base, il gruppo era partito alla volta di Paradise. E così erano soli, tagliati fuori dal mondo, senza notizie sulle persone rimaste a Urania.
Psyko, seduta con la schiena contro la parete dell’aula, riposava con gli occhi chiusi e il capo incassato nel petto. Domino si era resa conto di quanto gli ultimi eventi avessero turbato quell’animo già naturalmente inquieto, almeno la stanchezza di un mese di marcia era l’aveva costretta al sonno.
Paddy invece era con il gruppo di caccia. Dopo nemmeno una settimana avevano finito il cibo e la loro marcia aveva cominciato a interrompersi per quelle indispensabili spedizioni. Nei territori del Centro era ancora possibile incrociare degli appezzamenti coltivati dai quali attingere, ma una volta raggiunto l’Ovest e la sua asperità la situazione era cambiata. Anche i nord avevano difficoltà in quelle condizioni, le loro forme di raccolta del cibo si dimostravano inadeguate in un ambiente arido e scarsamente popolato.
Erano in quella scuola da un giorno, il tempo necessario per raccimolare qualche provvista e poi ripartire verso Paradise. Non era un granchè, ma aveva un tetto e al primo piano l’umidità estiva si sentiva meno. Restava solo da sopportare l’afa.
Se i loro calcoli erano esatti in meno di una settimana sarebbero giunti a destinazione. Pregando che fosse così Domino chiuse gli occhi e si addormentò.
Da qualche parte a Ovest, metà giugno 2119

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Messaggio Da Staff Master il Mer Giu 26, 2019 10:52 pm

FUORI.

“Sai che giorno era ieri?”
Paddy non rispose.
“Era l’anniversario della battaglia di Emidees.”
Ogni sua parola era accolta dal silenzio. Non si degnava nemmeno di rivolgerle lo sguardo, puntato invece al cielo terso e rovente.
Psyko prese la giacca che teneva legata in vita, la sdraiò accanto al messicano e vi si adagiò supina. Sentiva il sole bruciarle la pelle del viso e forarle le pupille come aghi incandescenti.
Due anni prima c’è un caldo simile e dal cielo piovevano bombe. Una tempesta di fiamme e acciaio aveva spazzato ogni cosa. La guerra aperta era iniziata così.
Ora non avevano nemmeno una lapide su cui poggiare i fiori, loro.
Lui, d’altro canto, probabilmente aveva inaugurato un monumento ai caduti, accolto dagli applausi del popolo. A quel pensiero sentì lo stomaco torcersi e la bile acida bruciarle la gola.
Come faceva Paddy a stare fermo?
Psyko si alzò. Accanto al grosso edificio che fungeva da ingresso a Paradise correva un fiumiciattolo. Si sarebbe lavata, nell’attesa che il gruppo di ricognizione uscisse dalla struttura, magari quel caldo maledetto sarebbe stato un po’ più sopportabile.
Poi, all’improvviso, dall’interno dell’edificio uscirono ovattati gli scoppi dei fucili.
Paradise, 26 giugno 2119

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Messaggio Da Staff Master il Gio Giu 27, 2019 6:32 pm

DENTRO.

Erano in cinque e procedevano adagio, le torce puntate in avanti e lateralmente. Non avrebbero voluto usare così le batterie, soprattutto in quel momento, trovarne di nuove sarebbe stato un mezzo miracolo. Però i neon non producevano che tenui bagliori e ombre ingannevoli e non potevano permettersi di viaggiare alla cieca in quel posto.
La sala d’attesa del primo piano sotterraneo pareva una cattedrale. File di panche disallineate riempivano l’alto stanzone, sommerse da due spanne d’acqua nera e gelida che ne rifletteva distorte le sagome. Dal lato opposto rispetto alla scala con la quale erano scesi stava il gate blindato del bunker. Davanti al metallo, su una scrivania, il monitor acceso di un computer. Una scritta verde lampeggiava sul catorcio, troppo piccola per essere letta da quella distanza.
Del sindaco di Paradise, ancora nessuna traccia. Dopo il breve scambio via radio avvenuto due settimane prima non avevano ricevuto altre comunicazioni.
Scesero le scale, infilando i piedi nel liquido scuro e l’eco dei loro passi si tramutò in un lieve sciabordio. Dal pavimento partiva una vibrazione sommessa, passava dalle mattonelle alle suole degli anfibi e si infilava direttamente nello stomaco. Era leggerissima, ma costante. Come se la terra covasse una creatura immensa e ancestrale.
Nella semioscurità due di loro ebbero un brivido. Strinsero i denti e avanzarono lungo la navata.
Nell’incedere della squadra i fasci delle torce illuminarono i resti marci e fluttuanti di vecchi depliant e le indicazioni scolorite sulle pareti, che indicavano le modalità d’accesso alla cripta per i cittadini in difficoltà.
Qualcosa sgusciò tra le ombre e dalla retroguardia partì un urlo. Si voltarono tutti. L’uomo tentava di divincolarsi da una massa di pelo che ringhiando gli aveva serrato il bicipite tra i denti. Dietro di lui altre tre sagome si mossero tra le panche. Aprirono il fuoco.
Pochi istanti dopo le carcasse crivellate di quattro coyote galleggiavano davanti agli uomini.
“Tutto bene?”
“Sì, sanguino ma credo sia superficiale. Passami una garza.”
“Col cazzo, che se poi mi cadono in questo schifo devo buttare via tutta la confezione.”
“Già stiamo sprecando proiettili, non rompere.”
“E quindi che faccio?”
“Esci e ti fai bendare da Candy, così li tranquillizzi pure nel caso abbiano sentito gli spari.”
Obbedì.
Gli altri proseguirono l’esplorazione, sotto la pelle i nervi tesi come elastici.
Raggiunsero e superarono il monitor.

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Loading/SystemDataGather: 53,0%... ;
Loading/OSPreripheralDevices: 42,2%... ;


La porta blindata era socchiusa. Puntarono la luce nella fessura.
“Che cazzo è quella roba?”
“Sono latte, cazzo. È cibo!”
Uno tenne in posizione la barra di metallo, gli altri fecero forza e la porta si aprì.
Li accolse l’anticamera degli ascensori, ovviamente erano spenti. O forse, peggio, erano rotti.
Attorno ai loro piedi galleggiavano decine di lattine di cibo. C’erano zuppe, frutta sciroppata e verdure.

Avevano preso a parlare tra loro, rincuorati dal ritrovamento. Discutevano di ciò che infilavano negli zaini e nelle borse, e di come li avrebbero scaldati quella sera.
Poi si zittirono. Sotto i loro piedi la vibrazione aveva cominciato a crescere di intensità, pareva una marea muta.

Loading/Interface: 37,3%... ;
Loading/SystemDataGather: 54,0%... ;
Loading/OSPreripheralDevices: 42,7%... ;

Un ticchettio sommesso ruppe il silenzio dei loro respiri, circondandoli con il suo eco. Era come un metronomo lento e gracchiante. Indietreggiarono e uscirono dall’anticamera.
Anche nella sala quel suono si spargeva angosciante.
Dovettero coprirsi gli occhi. Su di una panca, abbacinante nella sua natura di luce solida, muta e immobile come un candido spettro messianico, sedeva il Sindaco Micah King.

Paradise, 26 giugno 2119

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Paint It Black Empty Re: Paint It Black

Messaggio Da Staff Master il Sab Lug 20, 2019 11:05 am

Dati Elaborati.
Buongiorno cittadini di Paradise. Si è conclusa la nona tornata elettorale per il Sindaco della Città.
Candidati:
- Cittadino Douglas Adam O’Toole
- Cittadino Marcus Mei

Partecipanti alle votazioni: 35 elettori su 45.

Risultati:
- Douglas Adam O’Toole: 74,3% (26 voti)
- Marcus Mei: 25,7% (9 voti)

Il cittadino Douglas Adam O'Toole viene nominato decimo Sindaco di Paradise.
Alle ore 19 di svolgerà il consueto rinfresco di celebrazione presso la sala di sintetizzazione del cibo al livello -3.
Il Sindaco è pregato di recarsi quanto prima al livello -15 tramite apposito ascensore. L'accesso è stato abilitato.


Messaggio diffuso dagli altoparlanti di Paradise. 17 luglio 2119.

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