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The Man Who Sold The World

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Messaggio Da Staff Master il Lun Ago 19, 2019 7:02 pm

“Prego, si accomodi Mister Molina.”
L’elegante damerino fa un cenno al suo interlocutore, vestito in maniera molto semplice e pratica.
“Mi aveva chiesto qualche consiglio sul come spendere quanto da lei ottenuto.”
L’uomo dalla carnagione scura si siede sulla sedia, lisciandosi i baffi neri, ed annuisce.
“Bene, lei è uno straniero quindi comprendo non sia pratico delle usanze dell’alta società del Sud quindi sono disposto, dietro compenso, a consigliarla.”
L’uomo fa ampi gesti con le mani, come se dovesse farsi capire da qualcuno che reputa palesemente più stupido di lui. Uno dei frequenti atteggiamenti adottati al Sud con molti stranieri.
“Questi documenti che lei possiede le sono stati forniti per dei servizi, o dei favori che ha fatto, e dal momento in cui non ha richiesto un pagamento monetario è usanza rilasciare, in una maniera simile al contratto, una prova della riconoscenza del padrone a cui ha prestato un servizio. Lei ha familiarità con il concetto di contratto? Si usa nella sua area di provenienza?”
Il gentiluomo rallenta il suo parlare sulle ultime domande, come a sottolinearle. In risposta ottiene una specie di grugnito d’assenso.
“Bene, quindi partiamo da un terreno di reciproco intendimento. Per fargliela semplice lei ha fatto tre tipi di favori e ne ha ottenuti altrettanti in cambio dal Padron Walker. Ora, che lei lo comprenda o no ha in mano una certa ricchezza che può tradursi in una certa influenza che può esercitare su un rispettabile gentiluomo del Sud, come Mister Walker.”
L’interlocutore aggrotta le sopracciglia dimostrando un certo spaesamento.
“Vedo dalla sua espressione che fa fatica a capire quanto le sto dicendo. Cerco di semplificargliela. Lei ha fatto una serie di lavori e pertanto si è guadagnato la simpatia di un padrone. Dal momento in cui ha intenzione di fare affari con Mister Walker e mi spiegava che aveva intenzione di trasferirsi al Sud è un ottimo punto di partenza.”
L’uomo si risistema sulla sedia adottando un atteggiamento più rilassato dopo aver capito d’aver fatto un buon affare.
“Per spiegarglielo bene le farò degli esempi concreti. Vede nel primo caso lei ha svolto un lavoro molto semplice: ha recuperato uno schiavo fuggiasco per il padrone. Si tratta di un lavoro di lieve entità che però le ha fatto guadagnare una certa simpatia da parte del padrone che potrebbe sostenerla in un qualche affare di poco conto o mettere una buona parola per lei, senza esporsi troppo. Nel secondo caso ha regolato un conto per Walker recuperando un importante credito che egli vantava in quel di Montgomery. Si ricorda quando mi parlava ci quel mercante di schiavi che non voleva pagare il dovuto al padrone che l’ha mandata e che lei ha dovuto pestare per recuperare quell’ingente somma di denaro? Ecco, in quel caso lei si è esposto direttamente ed ha rischiato per Mister Walker dimostrando anche una notevole dose d’onestà. Padron Walker quindi, quando lei riscuoterà questo favore, sarà disposto a fare altrettanto. Se ne avrà bisogno la sosterrà pubblicamente di fronte ai suoi pari, a patto che consideri legittima la sua richiesta, oppure eviterà d’ostacolarla se i vostri affari andranno a ledere i suoi. Diciamo che la considera un suo amico personale. Nel terzo caso lei ha svolto un importante servigio alla famiglia Walker nel momento in cui ha liberato Ben Walker, il fratello del padrone, da quei criminali che lo avevano rapito. Padron Walker le ha quindi riconosciuto la massima fiducia ed amicizia che potesse mai ottenere. In pratica lei, Mister Molina, d’ora in poi è considerato un amico speciale non solo del padrone a di tutta la sua famiglia. Se non ci saranno seri motivi di screzi lei potrà sempre contare sul loro appoggio e potrà addirittura essere aiutato economicamente e sostenuto pubblicamente da un padrone e l’intera famiglia Walker. Lei ha la possibilità di sommare questi favori che ha ottenuto sotto forma di regolare contratto. Si lasci dire che ha una vera fortuna in mano. Ora lei potrebbe anche richiedere di sposare una Walker ed entrare a pieno titolo nell’asse ereditario e negli affari della famiglia a pieno titolo senza che nessuno possa opporsi.”
L’uomo sorride soddisfatto.
“Valuti bene quello che può ottenere perché non tutto è acquistabile con i soldi, nemmeno qui a Sud. I favori possono aprirle molte porte e renderla un uomo ricco ma perderli è assai facile.”
Un rapido gesto di mano del damerino, un piccolo sparo e Molina cade riverso al suolo con un buco in mezzo alla fronte. L’elegante signore reinserisce nel taschino della giacca la piccola pistola, estrae un fazzoletto di seta e si pulisce lo schizzo di sangue sul volto.
“Vede Mister Molina, non le serviranno più questi documenti. Ignorare certe usanze è pericoloso, proprio come le dicevo poc’anzi. Ma tant’è, lei ha perso definitivamente la sua occasiona ma io ho trovato la mia.”

Baton Rouge, Sud, Agosto 2119

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Messaggio Da Staff Master il Mar Ago 20, 2019 2:26 pm

Le seguenti regole sono da intendersi come norme di buona condotta per accedere e permanere all'interno della Quiet Room...

REGOLA 1
La Quiet Room è un organismo istituzionale rispettato e temuto in tutto il Sud. Pertanto, il luogo dove si riunisce assume la stessa importanza della Quiet Room. Come tale, è dovere e privilegio di tutti i presenti nelle vicinanze della riunione di garantire la sicurezza e la santità della Quiet Room.

REGOLA 2
Per entrare a far parte della Quiet Room bisogna farsi presentare da un membro che decida di sponsorizzarti, a quel punto gli altri membri voteranno per l’ammissione. Accedere solo come spettatore è raro, ma possibile o come schiavo, per servire i Grandi Padroni, o con il consenso di un Grande Padrone che garantisca per lo spettatore.

REGOLA 3
È vietata qualsiasi forma di discussione all'interno delle riunioni della Quiet Room. Tutti devono rispettare la regola di interazioni calme e pacifiche con chiunque si trovi all'interno.

REGOLA 4
Al tavolo della Quiet Room sono benvenuti i Grandi Padroni od un loro emissario, uno solo per ogni famiglia. Tutti coloro che cercano la pace sono invitati a onorare l’ospitalità.

REGOLA 5
I rinfreschi sono forniti dal Moulin Rouge, da concordare secondo la preferenza dei Grandi Padroni presenti per la riunione.

REGOLA 6
La Direzione del Moulin Rouge può chiedere a chiunque di lasciare l’edificio per comportamenti sconvenienti di pace e civiltà. Chi rifiuta di obbedire alla richiesta del Direzione verrà sanzionato dalla Direzione stessa e, in casi estremi, dalla Quiet Room.

REGOLA 7
L’uso di volgarità, sfoggi di ricchezza o di potere è vietato a chiunque non sia un Grande padrone o da questi esplicitamente autorizzato. Tali tipi di comportamenti saranno sanzionati dalla Direzione del Moulin Rouge e, in casi estremi, dalla Quiet Room.

REGOLA 8
I Grandi Padroni hanno diritto al maggior rispetto da parte di tutti, così come i delegati designati per la riunione. Mancare di rispetto ad un Gran Padrone o ad un suo sottoposto vuol dire essere sottoposto ad una punizione che può andare dalla fustigazione in pubblica piazza, alla sanzione monetaria, fino ad arrivare all'esecuzione.

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Messaggio Da Staff Master il Mar Ago 20, 2019 10:08 pm

Il ragazzo tiene in mano il pezzo di carta e lo guarda attentamente: l’inchiostro nero è un pò sbavato per l’umidità, mentre i polpastrelli si macchiano del colore rosso carico che fa da sfondo all’annuncio sul volantino.

“…si cercano giovani…

…dotati…quintessenti…

Arruolati anche tu.

Per dimenticare i tempi della tiranna: dimostra quanto vali nelle forze militari di Urania.”



Il giovane, interessato, accartoccia il foglio e lo sistema nella tasca del suo cappotto.

Urania.
Agosto 2119.

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Messaggio Da Staff Master il Mer Ago 21, 2019 9:01 am

I due uomini erano seduti nel fumoso locale del Sud.

“ I tried to stop but I'm in too deep
The pain inside don't let me sleep “


La musica esce da un jukebox mezzo rotto, il suono è distorto e non fa che rendere l’aria più pesante.
L’uomo incurva la schiena, mentre il giovane si siede con un bicchiere di whisky.
“Ehi, ho sentito. Lo so… lo so…. È un bel problema ma possiamo far qualcosa.”
Il giovane sorride.
“Bhe del resto anche i grandi padroni sono come noi in fondo. Amano ed odiano.”
Mentre parla tira fuori un mazzo di carte da poker ed inizia a mischiarle.
“Sopratutto però, amico mio, hanno un prezzo.”

“I bit the hand from which I feed
Now the guilt inside gonna make me bleed “


“Già, so che ci sono molti screzi ultimamente tra i padroni: Gold contro Suarez, Lafayette contro i Manlicher, i Suarez con i Manlicher e Candy… beh, Candy è contro tutti. Molti affari sono saltati e molti nodi stanno venendo al pettine, non arriveranno mai alle pistole, non loro direttamente almeno. Anche a Miami si muove qualcosa ma non conosco i dettagli.”
Il più vecchio tra i due secca il bicchiere di alcolico.
“Beh, allora al Moulin Rouge ci sarà molto da fare. Quando vi sono screzi e divisioni tra chi siede nella Quiet Room si può finire in due modi: o ricchi e potenti, o morti e sepolti.”
Il più giovane sorride mentre dà le carte.
“Il tutto dipende da quanto uno è disposto a rischiare. Ognuno farà la sua puntata, ognuno giocherà le sue carte, ma in fondo si ridurrà solo a questo…a quanto ciascuno è disposto a sacrificare per ottenere qualcosa di più importante… forse, almeno.”

“You got me with a tear in my eye
Diggin my own grave.”

Sud.
Nei pressi di New Orleans.
Agosto 2119.


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Messaggio Da Staff Master il Mer Ago 21, 2019 11:32 pm

“Che lavoro di merda. “
Prende lo straccio intriso di sangue e acqua e lo butta nel secchio di metallo e, mentre lo fa, pensa proprio quello: CHE. LAVORO. DI. MERDA.
I due uomini passano accanto allo schiavo senza neanche guardarlo.
Per loro lui non esiste, eppure è il sangue del loro capo quello che sta raccogliendo dal pavimento: il signor X della famiglia Genovese aveva deciso di farsi saltare le cervella nella sua casa, non per scelta sua ovviamente, erano stati degli ospiti speciali ad esecutarlo lì, proprio lì, nella sua casa.

“Sarà un lavoro di merda, vecchio mio, ma adesso dove te ne vai a lavorare. Quello mica ce lo aveva un figlio.”

Se quegli stronzi dei Luciano non fossero arrivati fino a lì: quanto si dovevano sentire sicuri per entrare in casa del suo padrone e spappolargli la testa con un colpo di pistola. La guerra andava avanti da mesi e, seppur non fosse ancora finita, si poteva fare un pronostico quasi certo di chi l’avrebbe vinta. Bastava guardare il sangue sul pavimento.

“Forse potrei andare a lavorare per i Luciano?”


Sud.
Agosto 2119.

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Messaggio Da Staff Master il Gio Ago 22, 2019 3:46 pm

"Mia nonna lo diceva sempre, che se scavi nei crocicchi di New Orleans trovi pieno di scatole sigillate… Quando ero bimbo mi raccontò che una notte, quando ancora non aveva fatto in tempo a cambiare i denti da latte e poi perderli di nuovo, si era alzata per andare a prendere un bicchiere di buon vecchio latte delle vacce di zia Minnie e aveva guardato fuori dalla finestra. Giura che illuminato dalla luce del Moulin – l’avevano appena fondato sai? C’era solo il bordello allora… ah,fosse rimasto così… - c’era  qualcuno che suonava, ma che a ben guardare aveva due palchi di corna… e giura con tutte le sue forze che dopo quella notte il vecchio Otis non è maaaaai più stato lo stesso.
Me lo diceva sempre, quella vecchia pazza Mambo, che ci sono forze a New Orleans legate al voudoun che sono sempre stato troppo stupido per capire. E allora sai cosa gli ho detto, a quella vecchia pazza? Che a me non servono né le sue scatoline magiche, né i suoi crocicchi,né i suoi simboli con il gesso, finchè ho le mie rane da pescare nel Bayou!
"

Racconti di un pescatore di rane ubriaco
New Orleans, agosto 2119

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The Man Who Sold The World Empty Re: The Man Who Sold The World

Messaggio Da Staff Master il Gio Ago 22, 2019 10:58 pm

Uno sperduto motel nel mezzo del nulla. Una notte bollente nel deserto del Texas. Una vecchia macchina entra nel piazzale di fronte all’entrata su cui un’insegna recita “Virgin Motel”. La portiera si apre, ne esce un uomo ben vestito ma con abiti impolverati e logori. Con passi sicuri e tranquilli spalanca la porta che da sulla reception: un vecchio bancone rovinato e sporco come il resto. L’uomo dall’altro lato si scosta i lunghi capelli grigi e distrattamente, senza neanche togliere i piedi dal tavolo, abbassa il volume di una vecchia radio che trasmette musica rock.
“Buona sera straniero e benvenuto al Virgin Motel. Mi chiamo Jhonny J. Douglas e sono il proprietario. Sei il primo cliente da molto tempo, vuoi fermarti a fare due chiacchiere? Ho sempre qualche storia da raccontare o … qualche informazione da dare.”
L’altro uomo scuote la testa e senza dire una parola gli allunga una banconota da 10 dollari.
“Bhe vedo che sei di poche parole ma generoso. Con la cifra che mi hai appena dato potresti fermarti qui anche un mese se vuoi. Ci siamo solo io e te ma posso riempirti la piscina, si bhe non è il massimo ma qui passano solo fuggiaschi o sognatori e di solito queste persone sono come le comete, brillanti ma rapidi ad andarsene. Tu che tipo sei tra i due?”
L’uomo non gli risponde e continua a guardarlo con i suoi occhi azzurri.
“Se dai retta al vecchio Jhonny J. Sei entrambi amico, te lo leggo nel profondo. Posso sapere almeno da dove vieni? Dai tuoi abiti devi essere uno che un tempo aveva dei soldi ma che li ha finiti, ti manca qualche bottone e sono sporchi da molto tempo.”
Gli sguardi tra i due s’incrociano per qualche intenso istante.
“Uhmm capisco. Non ti va di parlare eh? Del resto spesso il passato è un brutto ricordo che non se ne va mai, rimane lì, come il fondo del tuo bicchiere di burbon. Non importa quanto riempi il bicchiere, lo troverai sempre alla fine, limpido e cristallino. Puoi guardare attraverso e vedervi un futuro ma non potrai mai sbarazzartene, è un inevitabile passaggio che ti devi ricordare. Forse però posso capire dove andrai. Vediamo, arrivi da ovest e stai andando verso sud est. Sei troppo ben vestito per essere un qualche mercenario dei Gold, non vedo pustole quindi non sei dell’Ovest. Hai una macchina, si vecchia e malmessa ma ehy, era roba di lusso un tempo. La banconota che mi hai dato è però di vecchio corso, quindi non arrivi sicuramente da Urania o da quelle parti. Vai verso sud est dicevamo, per affari? Uhmm forse ma non mi stai chiedendo informazioni, cosa che ogni buon commerciante farebbe ogni volta che ne ha la possibilità. Quindi sai esattamente cosa troverai, ed anzi, probabilmente è una questione personale visto che non non ne vuoi parlare. Sono sulla giusta strada?”
L’uomo continua a guardarlo intensamente ed estrae una banconota da 50 dollari.
L’altro sorride, prende una chiave e la appoggia sul bancone.
“Stanza 17 amico, è la migliore che ho.”



Da qualche parte a Sud, estate 2119

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Messaggio Da Staff Master il Ven Ago 23, 2019 10:20 am

“When I go don't cry for me In my fathers arms I'll be”

La stanza è riccamente decorata, drappi rossi e cordelle d’oro, il profumo di delicati fiori posti nel vaso di cristallo sul tavolo intarsiato.
La giovane pettinava i suoi capelli con cura, un gesto reso meccanico dalle infinite ripetizioni.

“Gold and silver blind the eye Temporary riches lie”

La musica usciva da un elegante grammofono.
La giovane si guardava allo specchio, un volto tanto giovane quanto serio. Era tanto tempo che non la vedevano ridere.

“It don't matter where you bury me I'll be home and I'll be free”

La porta si apre, entra una donna in un elegante abito maschile, la sigaretta in bocca.
Le due si guardano attraverso il riflesso dello specchio, uno sguardo intenso, incomprensibile.
La giovane in piedi muove di lato la bocca come in una smorfia mentre uno sbuffo di fumo bianco esce dalle sue labbra.
“Andiamo principessina, preparati! Dobbiamo partire per New Orleans, è arrivato il momento di ripagare i tuoi debiti con la Compagnia.”
Lo sguardo dell’altra continua a fissare, attraverso lo specchio, gli occhi dell’altra.
Non emette nessuna parola, continua con il suo gesto mentre l’altra gira i tacchi ed esce dalla stanza.

“It don't matter anywhere I lay All my tears be washed away”


Urania, agosto 2119

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The Man Who Sold The World Empty Re: The Man Who Sold The World

Messaggio Da Staff Master il Dom Set 01, 2019 11:09 am

Buio.
Apro gli occhi e l’unica piccola fonte di luce è uno spioncino aperto a quelli che mi sembrano chilometri di distanza.
Corro. Inciampo nell’abito. Mi rialzo.
Arrivo allo spioncino e mi ci aggrappo, come un annegato che cerca l’aria, come amanti che si cercano nel buio.
Due piccole lenti nere riflettono il mio stesso viso: stanco, spaventato, privato della libertà appena ottenuta.
“Ti prego...”
Cerco di sussurrare, ma è come parlare ad uno specchio.
“È inutile.”
Mi giro di scatto: in quei “chilometri” fatti di corsa non mi ero accorta di un’altra presenza nel buio.
“È la fine... La prosecuzione dell’incubo... che si fa reale... L’uomo che suona sul bordo del mondo...”
Mi accascio con la schiena contro la porta sigillata e, finalmente, piango tutti gli anni passati da schiava e quanti ancora me ne spetteranno.


Sogno comune a tutti i dotati di retaggio

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