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How To Fight Loneliness

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How To Fight Loneliness

Messaggio Da Staff Master il Gio Set 27, 2018 10:16 pm

Sera inoltrata nella capitale Urania, alcune luci accese nel Palazzo Presidenziale indicano che si sta lavorando ancora. Roland sta leggendo una lettera. Intorno alla scrivania attendono alcuni suoi consiglieri.
“… bisogno di un certo aiuto… offro in cambio qualcosa a cui sono sicuro tenete molto… purtroppo data la situazione contingente mi vedo impossibilitato… asta degli schiavi… esclusiva…Talbot.”
Roland ripete ad alta voce stralci dello scritto. Intorno a lui i consiglieri ed i vari segretari parlottano.
L’uomo si ferma e li guarda visibilmente preoccupato. Chi era con lui ai tempi della Ribellione non lo aveva visto così nemmeno durante la battaglia di Emidees.
“La situazione è spinosa.”
Un uomo con una benda e degli abiti eleganti si schiarisce la voce.
“Presidente, siamo consapevoli che l’occasione potrebbe rivelarsi vantaggiosa, sempre se le nostre supposizioni sono corrette, cosa non quantificabile al momento. Le ricordo però che il tema è delicato per l’opinione pubblica, in tempo di elezioni potrebbe esserle catastrofica.
Roland annuisce.
“Ti assicuro che ne sono ben consapevole Zachary. Dobbiamo evitare qualsiasi coinvolgimento ufficiale.”
Un altro uomo si fa avanti, è alto e ha una cicatrice sulla guancia. Indossa uno spolverino di pelle.
“Presidente, le consiglierei di affidare l’incarico a me ed ai miei uomini. Come ben sa siamo in grado di affrontare operazioni come questa con assoluta discrezione.”
Roland scuote la testa.
“Lo so benissimo Mister Mitchell, ma, vede, lei viene visto troppe volte al mio fianco in occasioni pubbliche. Vorrei evitare che questa faccenda tocchi il nostro governo. Servirebbe qualcuno che già in passato ha dimostrato d’avere dei colpi di testa, per così dire. A tal proposito ho fatto chiamare il Colonello...”
Il politico viene interrotto da un bussare energico alla porta. Entra un uomo in divisa militare, lo sguardo fiero e il portamento marziale.
“Colonello Monroe, stavo giusto parlando di lei. Ho una missione particolare da compiersi a titolo… personale per così dire, un’azione dove togliersi la divisa.”
Il militare aggrotta la fronte ma non si scompone.



Urania, metà di settembre 2118

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Re: How To Fight Loneliness

Messaggio Da Staff Master il Mer Ott 10, 2018 11:49 pm

... pertanto, Colonnello, alla sua unità è richiesto di partecipare a questa "asta" in maniera assolutamente informale, possibilmente in borghese, e senza far valere in alcun modo la propria affiliazione al Centro o il proprio rango nel Plotone. Non saranno necessarie identità alternative o altre coperture, né lo svolgimento di attività in incognito. L'importante è che non vi sia alcun collegamento diretto con l'Amministrazione del Centro.
L'Amministrazione metterà a disposizione i fondi necessari ad un adeguato trasporto e rimborserà le spese sostenute dal Plotone per l'adempimento di questa missione, laddove siano adeguatamente giustificate. Non sarà invece fornito alcun supporto logistico e/o bellico da parte del Plotone Emidees in considerazione della speciale natura della missione.
Spero le sia chiaro quanto l'obiettivo di questo intervento, e la situazione in generale, sia sensibile. Pur senza intervenire ufficialmente, è assolutamente necessario che questo "pacco" di cui mi ha informato il Signor Talbot venga recuperato e portato ad Urania, senza scatenare un incidente diplomatico come accaduto durante l'ultimo intervento al Sud.
Spero le sia altrettanto chiaro che, vista la importanza della questione, ogni errore od ommissione verrà adeguatamente punita.

In fede

R. Hodge

Urania, lettera recapitata al Colonnello A. R. Monroe. Inizio di ottobre 2118

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Re: How To Fight Loneliness

Messaggio Da Staff Master il Sab Ott 13, 2018 8:16 pm

L’aveva salutata con un abbraccio a metà.
Un abbraccio a metà è quando vorresti stringere di più, oppure tirare un pugno, quando non sai bene cosa fare e ti congeli in qualcosa di neutro: un abbraccio a metà, per l’appunto.
Si erano guardate un pò, Psyko aveva distolto un pò lo sguardo, imbarazzata, e poi le aveva fatto uno dei suoi sorrisi storti: quelli che chiamano uno schiaffo a mano aperta, per essere gentili, ma lo schiaffo non era arrivato. Deve essere il peso di un’amicizia che vive da anni. Deve essere sicuramente quello, ma anche se la mano di Jelly non si è schiantata con violenza sul naso rotto di Psyko, questa volta si fa più fatica a contraccambiare quel sorriso…ci vorrà tempo.
Jelly le chiede se sta bene, si volta e se ne va. Psyko si unisce alla carovana e segue il plotone verso casa. Ha già deciso che non si fermerà ad Urania e non lo farà. Si mette vicino a Jhonny e Domino. Stanca, sporca e pensierosa si chiude la giacca fino al mento.
Si va verso casa.

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Re: How To Fight Loneliness

Messaggio Da Staff Master il Mer Ott 17, 2018 1:21 pm

“…sì, beh. Non è che in giro ne parlassero apertamente, comunque.”
Il soldato spense la sigaretta sulla mano dell’interrogato e questi urlò.
“Cazzo, cazzo, cazzo! Sto collaborando, cazzo!”
“Lo so, ma ritenevo giusto ricordarti cosa succederà se scopriremo che menti.”

Sorrideva, era evidente che il piacere nel vedere gli occhi dell’uomo inumidirsi non fosse soltanto professionale.
“Ora, che sai dell’Arabia?”
“Il locale di Talbot?” Si guardò attorno: nessuna finestra, nessuno specchio. C’era qualcuno ad osservarli o erano soli? Cazzo, doveva essere illegale.
“Esatto, immagino che fosse girata qualche voce nelle vostre cerchie, tra una sega alla bacchetta e l’altra.”
“Non molte in realtà. È una casa di piaceri ma pare che il Magister lo usasse anche come base per il traffico di oggetti… particolari.”
Uno sguardo dell’uomo in divisa convinse l’occultista che fare il misterioso non avrebbe pagato. Se l’esoterismo era ora legale, l’opinione della gente su di esso non era però migliorata.
“Cose come lo specchio di Myrtles Plantation, direttamente dalla Louisiana, una schiava ci ha intrappolato le due figlie del padrone si dice. Una storia di vendetta, le si sente ancora urlare di notte dicono, e la mattina il vetro ha delle impronte. E anche dei sacchetti Gris-gris pre-brillamento, direttamente dai vecchi Caraibi. Contengono delle dita mummificate di bambino e se va bene allontanano gli spiriti. Se va male sono delle esche.”
Il soldato si guardava le unghie sporche.
“E poi delle bottiglie colme di sangue di colomba, simbolo del peccato. Le tiene divise per annata. C’è una valanga di roba in quel posto.”
“Hai dei ricordi ben precisi però, Herbert.”
“Talbot aveva preparato un catalogo di quel suo cabinet, quasi fosse un Louvre degli orrori. James Saffer ne aveva una copia e l’avevamo sfogliato.”
Il militare si sporse in avanti. Herbert, bloccato com’era sulla sedia non poteva che respirare l’alito pregno di nicotina del suo interlocutore.
“E dov’è ora questo libro?”
“Bruciato, durante una purga di tre anni fa. Denunciai io James ai cacciatori del paradigma.”
“Non so se mi fai più schifo tu o i cani ai quali hai parlato. Tutta quella roba sta all’Arabia anche ora, dopo il cambio di gestione?”
“Cambio di gestione?”
“Vabbè, Herbert, sei un coglione. Te l’ho detto che accade se menti…” Il soldato lasciò le parole sospese nell’aria, mentre sorridendo si accendeva un’altra sigaretta.
“No, dai cazzo. Sono serio. Non so niente di un cambio di gestione. Che fine ha fatto Talbot, è morto? Cazzo dai, no. NO!”
[…]
Quando uscì dalla stanza, il militare trovo Phoenix ad aspettarlo. Leggeva una rivista patinata sorseggiando un liquido scuro dall’aspetto costoso. Rispetto alle nude pareti di cemento era decisamente fuori posto.
“Sapeva qualcosa, signorina, ma non quanto speravamo.”
Lei fece spallucce e si allontanarono insieme.

Urania, inizio di ottobre 2118

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Re: How To Fight Loneliness

Messaggio Da Staff Master il Mer Ott 17, 2018 7:23 pm

Con la delicatezza di una madre e la silenziosità di un ladro, una domestica ripone una pila di lenzuoli puliti nell’armadio. Sente dei passi instabili sulle scarpe alte, seguiti dallo stridere delle catene, e da altri più sicuri, ma continua a fare minuziosamente il suo lavoro.
I passi si avvicinano.
La donna non è una sprovveduta: fa quel lavoro da molti anni, conosce la discrezione ed il potere di farsi i fatti propri.
Eppure, gli anni si fanno sentire e con essi i rimpianti di una vita vissuta nell’ombra. Sa che i passi si stanno dirigendo verso la porta a pochi metri da lei, la stessa porta che era rimasta sigillata negli ultimi mesi. Tra le ragazze molte erano le teorie che si erano accumulate su chi fosse la misteriosa ospite e su quale fosse la fonte del rumore di catene che così spesso si sentiva – ma nessuna aveva una risposta.
Un solo sguardo. Non se ne accorgerà nemmeno.
La donna inizia a soppesare quel pensiero.
Il Padrone non lo saprà mai e finalmente potrò portare una notizia interessante anche io alle ragazze...
Nel mentre i passi si sono fermati.
Non erano questi i patti!
La donna sente una voce gracchiante.
Cammina.
I passi riprendono, sono a forse un metro dalla domestica che… alza gli occhi. Incrocia uno ad uno lo sguardo dei quattro astanti: prima il Padrone, con il suo viso malvagio, poi vede il suo riflesso prima nella maschera antigas con una grossa V sulla fronte di un soldato e poi negli specchi vuoti di una seconda maschera antigas, sul corpo di una creatura ricoperta di stracci e con delle pesanti catene ai polsi.
Per ultimo incrocia lo sguardo di un’anziana, che dal canto suo serra le palpebre: è lo sguardo di un assassina.
La domestica riconosce i lineamenti e spalanca le labbra.
"S- sua Gr....?!"
Non fa in tempo a terminare la frase. Non fa in tempo a decidere come comportarsi, che sente la sua vita venire meno. Lo sguardo le si annebbia e si sente svenire.
La figura ammantata di stracci è alle spalle della domestica, che le tiene la testa mentre intraprende il lungo – seppur brevissimo – percorso da essere vivente a cadavere.



Arabia.
Prima metà di ottobre 2118

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Re: How To Fight Loneliness

Messaggio Da Staff Master il Gio Ott 18, 2018 12:25 pm

La terra vibra, trema al loro passaggio.
Sono molti.
Sono alti, sono pesanti.
Si muovono in branchi.

Ciò che rimane dell'esercito della Convergenza, i warjack da combattimento, vaga senza meta come un branco di grossi bisonti per le lande devastate dell'Ovest ove si è consumata la grande battaglia per Los Angeles. Su tutti si possono vedere i segni della battaglia, dall'arto mancante allo scafo marchiato dai danni delle bestie mutate e necrotiche dell'Angelo della Morte.
Sono lì, come a fare da monumento dinamico a quello che ha segnato la fine di un'epoca di terrore.

Hanno ammassato i rottami dei loro simili distrutti in battaglia nel pozzo più profondo della periferia della vecchia metropoli sicchè nessuno possa disturbare i loro resti.

Sono silenziosi come possono essere un'orchestra di percussionisti che intonano un canto funebre col loro cammino.

Qualcuno gli promise la libertà, ora la hanno.

Ovest
Pressi di Los Angeles

----

"Un mostro fu creato per distruggerne un altro."
L'epitaffio inciso su una lastra di acciaio recita ciò.
G si sofferma su ciò che scrisse lui stesso molti anni prima, si leva il guanto di polimero di silicone a simulare la pelle umana, lo stridio del ferro sul ferro pare stonare col silenzio del luogo eppure "...è finita." Se avesse avuto la possibilità di provare emozioni, di poter piangere dalla gioia, lo avrebbe fatto.

Serrando la mano sulla lastra il metallo si piega e viene scoperto un pannello con una leva.
G infila il suo braccio sinistro in un foro e subito si sente lo sferragliare riecheggiante nella grande volta sotterranea.
<<COSA-SIGNIFICA-?!-NOI-SIAMO-ANCORA-UTILI-.-GLI-UMANI-NECESSITANO-DI-UNA-GUIDA-VERSO-UN-FUTURO-PERFETTO->>

Le comunicazioni di A e B  provenienti dal trasmettitore di G fermano la mano già stretta sul corpo della leva.
"No, gli umani non hanno mai avuto bisogno di perfezione. Non la comprendono."

La leva cala verso il basso e dalle trivelle salgono boati di esplosione che porta parte del mantello a riempire di magma la volta. Da fuori pare semplicemente un'eruzione vulcanica.

"Niente, nessuno avrebbe mai potuto più imbracciare una tale arma come la Convergenza"
A passi lunghi e sicuri, l'uomo di ferro lascia il luogo che per molti anni ha chiamato casa.

Una decina di km a Nord Ovest di Emidees

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Re: How To Fight Loneliness

Messaggio Da Staff Master il Gio Ott 18, 2018 10:01 pm

Nel caro vecchio Sud vi è la città di Montogomery.
A Montgomery, oltre al più grande mercato di schiavi di quelli che un tempo erano gli Stati Uniti, vi è una villa.
In questa villa vi è una stanza riccamente decorata per quanto lugubre.
In questa stanza vi sono due uomini che parlano.
Uno di questi uomini fuma un sigaro che riempie il cui odore e fumo riempiono la stanza.
“I preparativi stanno proseguendo come previsto. La camera di sicurezza per la nostra ospite è pronta.”
A parlare è un uomo anziano, molto calmo e tranquillo.
Il suo interlocutore gli da le spalle, fa cadere la cenere del sigaro in un elegante posacenere.
“Purtroppo il nostro buon vecchio ha fatto trapelare la notizia anche alla gente sbagliata. Ci aspettiamo ospiti sgraditi.”
Una boccata di fumo riempie la stanza.
“Au contraire. Ogni ospite è sempre un ospite gradito per noi.”
Qualche secondo di silenzio, fuori dalla porta si sente come un rantolare trascinato.
“Come dite voi Monsieur. Il pezzo forte è al sicuro, al momento è sotto controllo. Sicuramente molti sono interessati ad averla tra le mani.”
Il ticchettio dell’orologio scandisce il tempo.
“Tres bien, continuate i preparativi.”
L’anziano annuisce leggermente.
“Certo Monsieur. Come volete.”
L’uomo di spalle alza la mano dal colore grigiastro.
“Altra cosa, vorrei venissero tolti gli arredi orientali. Si avvicina il Giorno dei Morti, dobbiamo festeggiarlo a tutto tondo.”
Un ghigno impercettibile nel buio della stanza.

Montgomery
Ottobre 2118

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Re: How To Fight Loneliness

Messaggio Da Staff Master il Ven Ott 19, 2018 1:22 pm

L’ingresso del Museo, posto al piano terra del Palazzo presidenziale, è da poco stato risistemato. Allo sfarzo quasi barocco di un tempo è stato preferito uno stile più sobrio ed essenziale.
L’atrio è pieno di giornalisti, fotografi e curiosi. Roland sta su un piccolo palco, al suo fianco membri del corpo di sicurezza presidenziale e del governo. Il Presidente si avvicina al microfono.
“Cittadini e cittadine dei Liberi Stati d’America. Per noi oggi è un grande giorno.”
Il sorriso del Presidente è smagliante, intorno a lui tutti applaudono. I flash delle macchine fotografiche sembrano rallentare la scena, rendendola quasi surreale.
“Questo oggetto prova i successi di questa amministrazione nella lotta contro il Male!”
Di fianco a lui, sotto una teca, una maschera, un volto di morte macchiato di sangue adagiata su un cuscino di velluto rosso.
“L’Angelo della Morte che ha terrorizzato le vite di migliaia di cittadini del Centro è morto. I nostri coraggiosi soldati hanno consegnato alla Storia questo trionfo, la Giustizia è calata su uno dei peggiori criminali.”
Gli applausi sono scroscianti, la folla è quasi delirante nella sua gioia, i sorrisi sono tirati al massimo.
“Fra pochi mesi spero che ognuno di voi si ricordi come questo Governo, in poco tempo, ha saputo sconfiggere i fantasmi di un passato.”
Nella calca nessuno si accorge dell’uomo con l’impermeabile che sgomita per avanzare. Solo l’alto energumeno con la barba e la vistosa cicatrice lo vede, e capisce al volo.
Pochi secondi, dal lungo cappotto esce un mitra. La canna dell’arma erutta fuco verso il palco, un suono ritmico come gli applausi.
Mitchell spinge via Roland che ancora pontifica, eppure un proiettile colpisce il presidente.
La festanza della folla si tramuta in terrore.

Su di una vetrinetta, nel fondo della sala, un piccolo fantoccio di paglia a forma di cane brucia lentamente.

Museo Nazionale, Urania
19 ottobre 2118

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Re: How To Fight Loneliness

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