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Sunday Bloody Sunday

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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Staff Master il Gio Lug 06, 2017 9:32 am

Si era legata uno straccio sporco sul volto. La puzza di morte era insostenibile, la sentiva comunque: le riempiva la bocca e il naso. Voleva vomitare.
Si mise una mano sulla bocca per premere il tessuto e continuò a camminare tra i cadaveri, entro sera dovevano cercare di raccogliere gli amici, i fratelli e i familiari per dare loro un saluto.
Il resto, il saluto, non se lo meritava. Il resto sarebbe bruciato senza un nome sussurrato dalle labbra di nessuno, perché erano Cani. I cani bastardi della Tiranna. Merda che si era trovata dalla parte sbagliata.
Pestò il corpo di uno di quei cani. Li pestò tutti.
Per i fratelli invece c’era uno sguardo di riconoscimento: un attimo di vuoto, seguito da un gesto per chiamare qualcuno che le desse una mano a recuperare i corpi da caricare sulle camionette e poi via fino al prossimo ammasso di cadaveri.
Erano ore che ripeteva la stessa procedura: passo – cadavere – viso- cane – ti calpesto – passo – cadavere – amico – recupero del corpo.
Ore dopo la chiamarono per una pausa.
Qualcuno riuscì a mangiare qualcosa.
Lei bevve solo acqua che vomitò subito.
- Cazzo, non lo sopporto questo tanfo… - altro conato.
- Tutto bene? –
Si mise a ridere e si asciugò la bocca.
- Alla grande –
Vennero interrotti dall'arrivo di due Jeep. Ne scesero due nuove squadre di persone.
- Siamo qui per dare il cambio alla  squadra A –
Normale, erano la squadra presente sul campo da più tempo. L’autista della Jeep le venne incontro.
- …avanti sali… -
- Cosa? –
- Il colonnello Jellyfish mi ha ordinato di portarti da lei –
- Il colonnello… -
- Sì –
- … -
- Non prima di esserti fatta un bagno, o qualcosa che ci assomigli. Non credo Doc ti faccia entrare nella sua infermeria conciata così –
Psyko si guardò i vestiti e si tolse lo straccio dal volto.
- Cazzo. Faccio schifo. Hai ragione andiamo. Se il colonnello chiama… -  
Salì sulla jeep.
Videro bene di tenere i finestrini aperti visto l’odore di morte che lei si portava dietro.



Nei pressi di Emidees, 5 luglio 2117.


Ultima modifica di Staff Master il Lun Lug 10, 2017 11:28 am, modificato 1 volta

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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Staff Master il Lun Lug 10, 2017 11:28 am

- Entrate – l’uomo con tono deciso e sicuro invita quasi una decina di persone a varcare la soglia.
La porta è vecchia, tiene, anche se la guerra la ha pagata cara anche lei.
Gli uomini entrano senza troppo esitare, i visi in parte stupiti, in parte pensierosi.
Entrano e si dispongono nella stanza, piccola, polverosa e senza finestre, illuminazione debole da qualche piccola e sporca lampadina; l’uomo quindi chiude alle spalle la porta e gira la chiave – Non ho intenzione di venir disturbato ora -.
Gli occhi sono su di lui, armato e vestito di nero. Si sposta a poggiarsi sulla scrivania sul lato lungo della stanza. Ancora nessuna domanda, probabilmente non immaginano il motivo di questa “riunione”.
Seguono lunghi, lunghissimi attimi di silenzio. Il suo sguardo passa in rassegna uno dopo l’altro gli uomini e donne che ha di fronte; a ognuno dedica qualche secondo a ricordare le cicatrici, il sudore e la fatica.
D’un tratto le sue mani si alzano, sfilano i guanti e succede qualcosa di imprevisto.
Un suono spacca la tensione:
Applausi.
L’uomo vestito in nero applaude facendo un gran rumore, quasi a voler riempire il resto della stanza vuota. Un leggero sorriso si apre sul suo volto.
Non si ferma, continua ad applaudire e torna a guardare tutti i presenti, che ora stupidi cominciano a rilassare i nervi. Certezza ancora non c’è se quell’applauso è vero o finto. Se è solo l’inizio di qualcosa di peggio o la fine di altro.
- Onestamente, complimenti. - Finalmente inizia a parlare e chiarirsi. Sfila il manganello dalla cintura e lo posa dietro di sé sulla scrivania.
- Mi sembra doveroso prendere un momento con voi per farvi sapere che avete operato molto bene, bravi. - Parole strane dette da lui.. Inaspettate, eppure sembrano vere.
- Pochi sanno quanto effettivamente avete fatto o lavorato la scorsa missione. Io si, mi sono reso conto di quello che avete fatto e sistemato. Qualcuno lo ammetterà, altri diranno che senza di loro non si sarebbe fatto un cazzo ma il fatto sta che senza di voi sicuro non si sarebbe fatto un bel cazzo e della ribellione ora ci sarebbe solo un triste ricordo. -
Sospira e osserva rilassarsi gli altri davanti a sé..
- Radio, antenna, mola, riparazioni, generatore, comunicazioni e tante altre cose.. Succede di rado, molto, ma questa volta mi avete dato la giusta soddisfazione.-
Sorride ora apertamente.. - Vi hanno detto: Grazie a questi stronzi. – ora ride – Non mi sembra di aver visto stronzi l’ultima volta, almeno non tra voi.. Quindi io vi ringrazio per il lavoro che avete fatto. -
Si iniziano a sentire lievi risa e sorrisi, piccoli movimenti di approvazione e autogratificazione.
- Godetevi questo momento e queste parole perché sarà difficile escano nuovamente.. O almeno questo dipenderà da voi.
-

- Bravi ma? -  si alza una voce dalla seconda fila degli uomini, probabilmente Maax parla.
- Ma? Non c’è un vero e proprio ma. Non rompete il cazzo, vi ho detto che siete stati bravi e basta. -
Si rialza dal tavolo e si avvicina ai meccanici. - Ora, se proprio vogliamo un Ma.. Avete tarato il livello ben più in alto di prima. Mi aspetto che questa sia la norma ora. Mi avete dimostrato che avete capacità e cervello per farcela – osservando ora i nuovi arrivati – Non credo mi vogliate deludere, soprattutto dopo questa sviolinata. -
Qualche sussulto e risa, chi lo prende sul ridere, chi meno. Con Cane Sciolto non si sa mai dove sia il limite.
- Ora, da bambini con cacciavite stiamo diventando dei ragazzini che giocano con l’acciaio. La strada è molto lunga. È vero che la scorsa battaglia la abbiamo vinta, ma abbiamo pagato dei costi molto alti e noi ora dobbiamo metterci a lavorare molto duro.
Il nostro magazzino è stato razziato e ci è rimasto poco. Ci organizzeremo a ricostruire un po' di cose e progettarne altre.
Voglio massima collaborazione. Sfruttiamo tutto il nostro potenziale. -
Recupera il manganello e il resto dei documenti sulla scrivania. - Domande? -
Nessuno parla, i volti sono sicuri, forti di questa consapevolezza, e decisi a voler cambiare la situazione.
D’un tratto una voce: - Per la Ribellione! - seguite da altre..
- Seh.. Andate a lavorare ora. -




Nei pressi di Emidees, 7 luglio 2117

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Re: Sunday Bloody Sunday

Messaggio Da Staff Master il Lun Lug 10, 2017 11:37 am

Il sole riscalda il tetto di lamiera. Il campo è un disastro: ricavato tra i ruderi di quello che era il centro comando, prima della Ribellione poi del nemico. Un grande cratere l'aveva sostituito eppure era stato importante tornare lì, anche solo per quello che rappresentava. Mosche ed insetti non fanno che peggiorare l'atmosfera. Con tutti i morti quei parassiti fastidiosi erano centuplicati, si nutrivano dei corpi di uomini e donne che avevano avuto la sfortuna di trovarsi lì durante quella battaglia. Tutti i servizi e le rozze fognature erano saltate, il caldo poi era soffocante. La puzza di cadaveri ed escrementi ammorba l'aria, un odore acre e pungente a cui le narici non riescono ad abituarsi.
Una mosca fastidiosa ronza sul volto dell'uomo seduto su una sedia a dondolo, con un gesto stanco caccia l'insetto e subito il suo volto è attraversato da una smorfia di dolore.
Un altro uomo, più minuto, si avvicina tranquillamente sedendosi di fronte al Generale. Intorno a loro i ribelli si prodigano a ristabilire un perimetro sicuro ed un riparo decente per ricostruire il centro di comando riconquistato.

“Generale, dato il vostro stato di salute forse sarebbe meglio cercare un posto più… riparato ?!”

“Grazie della tua premura Zachary ma sto benissimo qui dove sono.”

“Mi permetto d'insistere, siete pallido, debole e dormite molto poco e...”

“Lo so, è importante essere qui per me e non me ne andrò. Vuoi farmi rapporto o vuoi chiedere al Doc se ti cede il suo ruolo di medico?”

“Assolutamente no, ecco il vostro rapporto:
Abbiamo riportato tra le 2000 e le 3000 perdite tra morti, feriti, dispersi e prigionieri. Abbiamo usato tutte le riserve strategiche, non esiste più nessun magazzino da sfruttare; da questo momento in avanti stiamo andando ad esaurimento scorte. La fureria però si sta impegnando per ristabilire alcuni dei canali di rifornimento persi in questi mesi. Sarà un lavoro lungo e non mi hanno ancora mandato un rapporto. La situazione medica è la peggiore, siamo rimasti praticamente senza medicinali e solo ora siamo riusciti a recuperare le attrezzature necessarie per arrangiarci a produrre qualcosa. Desmond mi ha fatto rapporto e mi ha segnalato che il caldo, i cadaveri in putrefazione, gli insetti e la sporcizia stanno aiutando il proliferare di svariate malattie. Il Dottor Foley mi ha segnalato che riusciremo a recuperare solo il 25% dei feriti mentre gli altri sono condannati a causa della mancanza di rifornimenti adeguati, medicinali e l'impossibilità di prevenire la setticemia e le infezioni post operatorie. I medici hanno anche riscontrato che molti soldati soffrono di disturbi dovuti al trauma della battaglia e dei bombardamenti, il problema è che non sappiamo come affrontare questo tipo di malattie. Per quanto riguarda il punto di vista militare abbiamo circa 4000 combattenti di cui solo 3000 effettivamente impiegabili, gli altri 1000 vanno equipaggiati. Abbiamo esaurito tutto l'armamento pesante, stiamo mandando fuori dei plotoni per recuperare il possibile. Il nemico si è attestato nell'ex area di Peoria, si sono arroccati e non possiamo fare altro che tenerli impegnati. Dalle nostre nuove… amiche dell'Ovest abbiamo ricevuto notizia che stanno attaccando il nemico. Attualmente non sappiamo l'esatta entità delle forze di Alleister ma sicuramente hanno almeno il doppio delle forze a nostra disposizione. A livello di armamenti sembra che non se la passino bene ma hanno ancora la superiorità. Questo è quanto.”

Roland ascolta in silenzio, continuando a guardare oltre il suo interlocutore continuando a dondolare lentamente sulla sedia. Passa un minuto in cui entrambi rimangono in silenzio, intorno a loro gli uomini vociano indaffarati ed in lontananza si sentono sporadiche esplosioni.

“Capisco, dobbiamo riorganizzarci, cercare nuove alleanze e passare all'offensiva. Dobbiamo vincerla questa guerra o non ci sarà un domani per nessuno.”


Emidees, 4 luglio 2117

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Re: Sunday Bloody Sunday

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